ROCKSMITH
Ci sono dei giochi musicali che mettono a dura prova i riflessi, altri che sfidano il nostro senso del ritmo. Ma solo Rocksmith ci insegna realmente a suonare la chitarra.
Quando si muovono i primi passi nel tutorial di Rocksmith si prova una bellissima sensazione. È così facile collegare la nostra chitarra nella porta USB della console, ed usarla per esplorare due mondi di intrattenimento - e per alcuni, due passatempi - diversi tra loro, è davvero naturale.
Perché, anche se abbiamo avuto modo di vedere le altissime ambizioni di Rock Band 3, l'obiettivo di Ubisoft con Rocksmith è lontano dal realizzare un titolo multiplayer da giocare con gli amici. L'idea è di insegnare a suonare la chitarra, e nient'altro.
Il gioco ci guida con una voce amichevole e calma, insegnandoci le tecniche di base quali la posizione della mano, la pennata e il sustain delle note. Accordo la mia chitarra direttamente dal gioco e suono le prime melodie. Rido quando mi rendo conto quelli che mi sembravano accordi casuali, erano in realtà il riff più classico di tutti: (I Cant Get No) Satisfaction.
L'interfaccia mi viene introdotta attraverso la tastiera del manico, che assomiglia certamente a quanto visto con Guitar Hero e Rock Band. Vi è una visualizzazione del manico della chitarra, con i tasti chiaramente contrassegnati, le note di colori diversi, una per ogni corda, che scorrono verso di noi. Quando arriva una nota più bassa, si scorre dolcemente la mano sulla parte più bassa del manico, in corrispondenza di quanto mostrato sulla chitarra virtuale.
Invece di affrontare una canzone e rapidamente passare a quella successiva, si trascorre molto tempo nell'affinare gli stessi riff, tecniche e assoli. Perlomeno se si gioca in modalità Journey (ma è anche possibile suonare tutti i brani del gioco, senza doverli sbloccare).



















