Gamereactor International Italiano / Dansk / Svenska / Norsk / Suomi / English / Deutsch / Español / Português / Français / Nederlands
Accedi






Password dimenticata?
Non sono iscritto, ma vorrei esserlo

Oppure effettua il log-in con Facebook
Gamereactor Italia
preview
Horizon: Zero Dawn

Horizon: Zero Dawn

In attesa del suo lancio tra qualche settimana, abbiamo dato un'ultima occhiata al nuovo titolo open world di Guerrilla Games.

Assistere a studi oramai già avviati decidere di passare da generi che hanno rappresentato il loro punto di forza a qualcosa di molto diverso è sempre molto intrigante. D'altra parte, questo potrebbe comportare qualcosa di completamente nuovo, ma al contempo potrebbe rappresentare un'operazione rischiosa che potrebbe mettere a repentaglio quanto fatto finora. Nel caso di Guerrilla Games e Horizon: Zero Dawn escludiamo totalmente la seconda ipotesi.
Abbiamo trascorso un'intera giornata presso gli studi di Guerrilla Games ad Amsterdam per avere finalmente la possibilità di provare una nuova sezione del loro attesissimo action/adventure, Horizon: Zero Dawn.

Annuncio pubblicitario:

Oltre alle due sessioni separate in compagnia con il gioco, abbiamo avuto la possibilità di entrare in studio e scoprire come è avvenuto il processo di sviluppo step-by-step di un robo-dinosauro, dal concept al prodotto finito. Nei prossimi giorni avrete sicuramente la possibilità di leggere su Gamereactor le nostre interviste al managing director John Gonzales, al game director Mathijs de Jonge, all'Art Director Jan-Bart van Beek e al CEO Hermen Hulst, che permetteranno di fare ulteriormente luce sullo sviluppo del gioco. Guerrilla non ha però avuto vita facile nel convertire il loro motore Decima dallo sparatutto in prima persona Killzone all'open world di Horizon, ma i risultati sembrano essere davvero incoraggianti.

Horizon: Zero Dawn
Horizon: Zero DawnHorizon: Zero DawnHorizon: Zero Dawn

Per coloro che hanno vissuto in una caverna fino ad oggi e non hanno mai sentito parlare di Horizon: Zero Dawn, si tratta di un gioco action/adventure open world composto da un insieme insolito di tematiche. Il giocatore veste i panni di Aloy (interpretata da Ashley Burch), una cacciatrice emarginata molto superba e sprezzante dell'autorità, responsabile del suo isolamento e di quello del padre dal resto della tribù. Le varie tribù primitive vivono su una Terra lussureggiante e gigantesca, dove sembra essere accaduto qualcosa di terribile alle civiltà precedenti che sono state spazzate via. La prova di questi tempi antichi si ritrova praticamente in tutto e diventa uno dei misteri che Aloy è intenzionata a scoprire. A parte la trama principale, molte missioni secondarie sono recitate davvero molto bene. Le animazioni facciali avrebbero ancora bisogno di un po' di lavoro vista la sua rigidità, al di fuori del personaggio principale.

L'altro mistero è il nuovo super-predatore che vive in questo sistema. Invece di tigri Sabretooth e mammut, il mondo è stato conquistato da animali e dinosauri robotici altrettanto intricati e massicci. Visto il loro stato in cima alla catena alimentare, se ne importano poco degli esseri umani, ma preferiscono concentrarsi su foraggio, risorse e altri materiali per motivi sconosciuti. Se provocate, queste meraviglie meccaniche attaccano le tribù in modo inesorabile ed efficiente. Questo terzetto tra tribalismo, apocalisse e animali meccanizzati crea una combinazione unica, con un sacco di percorsi interessanti da esplorare e facilmente diventa uno dei punti di forza del gioco.

Anche per uno studio così avviato è facile fare passi falsi quando ci si addentra in un genere completamente nuovo. La tecnologia esistente potrebbe non adattarsi perfettamente al gioco o potrebbe finire per sbilanciarlo. In base alle quattro ore in compagnia del gioco, non sembra proprio che sarà così. Dai primi tutorial in poi, è chiaro che Guerilla ha fatto il suo dovere. Aloy inizia il suo viaggio da bambina, mentre vive con il patrigno Rost. Lui è un ottimo cacciatore, ma ha offeso la sua tribù in qualche modo piuttosto grave.

Il rapporto padre-figlia funziona molto bene e permette di creare empatia con i due personaggi, Aloy e Rost, per tutto il resto del gioco. Nel frattempo, impariamo a muoverci di soppiatto, a cacciare e ad affrontare la natura selvaggia. Andando avanti nella storia si incontrano nuove tribù, viaggeremo in terre lontane e diverse e andremo a caccia di robo-creature sempre più pericolose. I misteri che circondando questa Terra ci spingono a continuare ad indagare nel mondo circostante e a saperne di più, anche solo per vedere in che modo gli sviluppatori sono riusciti a risolvere questo insieme apparentemente caotico di circostanze.

Horizon: Zero Dawn
Horizon: Zero DawnHorizon: Zero DawnHorizon: Zero Dawn
Horizon: Zero Dawn
Annuncio pubblicitario: