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Prey

Prey - Provato [Impressioni Finali]

Abbiamo dato ancora un'occhiata a Prey prima del lancio.

C'è un'atmosfera sinistra a bordo della stazione spaziale Talos 1, e va ben oltre ciò che si potrebbe aspettare nei sotterranei torbidi di Dunwall e Karnaca, le città che hanno ospitato i giochi della serie Dishonored di Arkane. Eppure, nonostante tutte le differenze in termini di ambientazioni e location, questo titolo è chiaramente un'opera sviluppata dallo stesso studio: è caratterizzato dallo stesso stile e dalla stessa maniacale attenzione ai dettagli. Tuttavia, anche se il DNA dello studio è piuttosto palese, ci sono alcune sottili differenze che separano Prey dai suoi "antenati".

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La più ovvia è l'ambientazione fantascientifica. Ne abbiamo già parlato a sufficienza in precedenza, quindi questa volta saremo più concisi: il nostro personaggio combatte contro alieni mutaforme a bordo di una stazione orbitante della Terra utilizzando una tecnologia del futuro e strani poteri. Vi risvegliate nei panni di Morgan Yu, uno scienziato che ha perso la memoria. Potete scegliere il sesso del vostro Morgan, e anche se l'esperienza è tutto sommato la stessa, indipendentemente dal sesso scelto, ci sono alcune sottili differenze (ad esempio, se scegliete di giocare nei panni di una donna, l'IA che vi assiste ha anche un voce femminile).

Prey

Durante il nostro hands-on finale con Prey prima del suo lancio atteso il prossimo mese, abbiamo giocato all'opening del gioco (come già fatto in precedenza), e poi abbiamo giocato ad una nuova sezione, all'incirca ad un paio d'ore più avanti nella la storia. Il nostro Yu con cui abbiamo giocato non aveva ancora appreso tutte le sue abilità, in quanto la build che abbiamo utilizzato ne aveva sbloccate poche, e quindi abbiamo mosso i primi passi e acquisito un paio di nuovi poteri per scoprire il mondo intorno a noi.

La prima cosa che ci ha colpito - e che continua a stupirci - è stato il modo in cui Arkane è riuscito a giustificare i sistemi di gameplay, tale da renderli attinenti alla realtà del gioco. Ci è già capitato diverse volte di giocare nei panni di un eroe smemorato, ma raramente la nostra perdita della memoria in-game è stata spiegata in modo così premuroso. La narrazione si adatta al gioco come un guanto, e tutto, comprese le neuromods tanto discusse, si fonda sulla plausibilità, che a sua volta induce ad una maggiore immersione.

L'altra grande differenza tra Prey e Dishonored va rintracciato nell'atmosfera. In Dunwall ci sentivamo il cacciatore, ma su Talos 1 ci sentiamo molto più preda. Esattamente come una creatura mostruosa pienamente anni '90, il nostro nemico è una razza aliena mutaforma chiamata Mimics. Le varianti più grandi possono assumere forme antropomorfe, mentre i nemici più piccoli hanno la capacità di replicare oggetti di uso quotidiano e nascondersi all'interno dell'ambiente. Questo piccolo trucco ha un profondo effetto sul giocatore, perché non ci si può mai fidare del mondo intorno a voi. Tutto e niente potrebbe essere un vostro nemico.

Prey
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