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Bloodstained: Ritual of the Night

Bloodstained: Ritual of the Night - Provato

Il nuovo atteso titolo di Koji Igarashi ci ha davvero lasciato a bocca aperta.

  • Testo: Sam Bishop

Se si dà un'occhiata a Bloodstained: Ritual of the Night di Koji Igarashi, non è neanche necessario sapere che ha lavorato alla serie Castlevania per notare le influenze che Bloodstained "subisce" dalla saga hack'n'slash di Konami. Abbiamo avuto la possibilità di provare il gioco all'E3 e sembra che il produttore leggendario abbia scelto un equilibrio perfetto tra l'iconico platform gotico e caratteristiche nuove e moderne.

Bloodstained segue le vicende di un'orfana di nome Miriam, la quale è vittima di una maledizione che trasforma la sua pelle in cristallo e per fermare questo sortilegio è costretta ad esplorare un castello pieno di mostri per trovare Gebel, che ha subito lo stesso maleficio, ed è qui che notiamo le influenze con Castlevania, poiché nessuna serie usa così bene i castelli, dopo tutto.

La demo a cui abbiamo giocato ci ha mostrato una sezione all'interno del castello, e non è ovviamente passata inosservata la sua grafica spettacolare. A differenza di molti giochi odierni ispirati al passato, Bloodstained preferisce una grafica aggiornata piuttosto che uno stile pixelato o vintage, e questo è un bel cambiamento. Gli ambienti si muovono dietro Miriam, mentre la ragazza esplora il castello, ma mai in un modo che tende a disorientare e il gioco mantiene ancora la classica distinzione tra ciò che è in primo piano e ciò che è sullo sfondo, e questo permette ai giocatori a colpo d'occhio di capire dove è possibile accedere e dove no. Tutto ciò che ci circonda trasuda uno stile gotico in qualsiasi dettaglio, ma al tempo stesso con un tocco moderno e tratteggiato con i suoi classici colori scuri e grigi. Gli organi da chiesa che costituiscono la colonna sonora contribuiscono in modo significativo a ricreare questa atmosfera gotica, e si è rivelato molto efficace in tal senso.

Quando abbiamo iniziato ad esplorare il mondo di gioco, ci siamo imbattuti rapidamente in una meccanica fondamentale del gioco, sotto forma di frammenti. Questi si inseriscono nel corpo di Miriam e le offrono poteri differenti non appena li scoprite, che vanno dalle palle di fuoco al doppio salto, alcuni dei quali possono essere scambiati con altri accedendo ai menu. Ci siamo imbattuti in molti di questi frammenti nella breve demo a cui abbiamo giocato, sia passivi che attivi, quindi sarà interessante vedere quanti saranno nel gioco completo.

Bloodstained: Ritual of the Night

Per quanto riguarda le armi, non ne abbiamo viste parecchie nella demo, e tra queste abbiamo provato una frusta, una spada corta e un claymore, solo per citarne alcuni, ma le nostre preferite restano le scarpe kung fu, in quanto ci permettono di eseguire calci rapidissimi, quindi una volta che li abbiamo indossati, non li abbiamo più tolti. Una cosa che va detta sugli attacchi è che le animazioni sono molto limitate, e non ci sono combo che si combinano tra loro in modo fluido, quindi l'effetto è piuttosto frastagliato quando ci sono più animazioni, specialmente con la spada corta. Un po' di fluidità in più in uno degli aspetti chiave di questo gioco sarebbe apprezzato, anche se solo per rendere l'esperienza più godibile.

Dopo aver attraversato il castello usando un'utilissima mini-mappa, che mostra aree non ancora esplorate, alla fine ci siamo imbattuti in un boss chiamato Bloodless. Questo boss si è rivelato molto interessante, nel senso che il suo vestito era fatto di sangue, e questo si è disintegrato nel momento in cui ha perso salute. Ha anche usato i suoi ombrelli per dirigersi verso Miriam, oltre a far piovere sangue dal soffitto, e questo ha impregnato tutto il livello di un colore rosso, rendendo questo boss particolarmente estremo ma divertente, che vi permette di muovervi, evitando i suoi sanguinosi attacchi.

Bloodstained: Ritual of the Night

Per coloro che amano le sfide, ci sono anche un sacco di segreti da scovare nel gioco. Tornando alla serie che l'ha ispirata, ci sono alcune aree che richiedevano una certa abilità per accedervi, così come altre zone in cui bisogna trovare un punto di accesso. Oltre a questo, ci sono tutte le cose tipiche che ci si aspetterebbe da un castello come questo, come forzieri pieni di oggetti utili, tra cui equipaggiamenti e armi.

Nel complesso la sezione di Bloodstained che abbiamo provato è stata divertente e intrigante, in cui il misterioso castello e i suoi segreti hanno certamente catturato la nostra attenzione, non da ultimo perché tutto era in 3D. Tuttavia, il gioco non era perfetto, dato che le animazioni d'attacco un po' ripetitive smorzano un po' il sistema di combattimento. I fan di Castlevania dovrebbero sicuramente tenerlo d'occhio, però, in quanto suo successore spirituale che raggiunge quella quintessenza gotica, anche se questo, in realtà, non ci sorprende più di tanto, considerando l'uomo che c'è dietro.

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