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recensione

Goat Simulator

Stupido, inutile e demenziale. Ma deliziosamente irresistibile: ecco la nuova creatura di Coffee Stain Studios, che si prepara a intercettare un vasto pubblico di adepti. E noi ci siamo!

Se si dovesse dare un volto alla follia, probabilmente avrebbe quello di una capra con la lingua a penzoloni, che si aggira per una città, seminando panico e distruzione. Sì, esattamente, proprio come la "protagonista" di Goat Simulator, un insolito simulatore creato dalle menti geniali dello studio svedese Coffee Stain Studios. Nato principalmente come uno scherzo - leggenda vuole che i suoi creatori si siano trovati un giorno a domandarsi "Qual è la cosa più stupida e assurda al mondo? Una capra che fa parkour!" - Goat Simulator ha generato a poco a poco un hype incredibile, in parte per la sua totale demenzialità di fondo, in parte perché probabilmente nessuno avrebbe mai immaginato di realizzare un gioco volutamente "buggato", con protagonista un ovino tra i più stupidi al mondo, che passa le sue giornate a distruggere case, far scoppiare macchine e prendere a testate esseri umani, steccati e mobili. Anti-gioco per eccellenza, Goat Simulator si prepara a intrattenere giocatori annoiati o semplicemente desiderosi di spegnere il cervello. E credetemi: l'obiettivo viene raggiunto a pieni voti.

Goat Simulator
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"Goat Simulator is a small, broken and stupid game". I ragazzi di Coffee Stain Studios sono chiari sin da subito: non abbiamo pretese, il gioco è volutamente breve, mal funzionante e stupido. In un mondo, forse, oramai dominato da indie un po' (troppo) "fighetti" che alternano un'indiscussa creatività ad idee forse un po' troppo sopra le righe - un po' come è accaduto nel cinema da decenni - lo studio svedese ha scelto la strada del non-sense, un umorismo che ci ha ricordato quello dei Monty Python dei tempi d'oro. Veniamo lasciati a pascolare in strada (mai termine fu più appropriato!), ci vengono date appena un paio di dritte sui controlli (i comandi WASD per muoverci, MAIUSC per correre, barra spaziatrice per saltare e tasto sinistro del mouse per dare testate) e iniziamo così a muoverci in giro per la città a distruggere cose e accumulare punteggio. Il concept - nella sua totale semplicità - diventa sin da subito dipendenza allo stato puro: nella spasmodica ricerca di punteggi sempre più alti, condivisi poi in classifiche online con altri giocatori, iniziamo a colpire e a distruggere qualsiasi cosa ci capiti a tiro. Uno steccato? SBAM! Un gruppo di manifestanti hippie? Andiamo di carica! Far esplodere un distributore di benzina? Perchè no, in effetti. Libero arbitrio è la nostra parola d'ordine, e come nei tanti sandbox a cui i grandi titoli videoludici ci hanno abituato recentemente, possiamo fare davvero quello che ci pare.

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Come un barbaro distruttore, la nostra capra accumula punteggio creando il caos più totale, a cui si accompagnano moltiplicatori che fanno schizzare i nostri risultati alle stelle, ma anche una lista di achievements e obiettivi sbloccabili che - a mano a mano che procediamo - diventano sempre più difficili da raggiungere. E se il vostro desiderio di sfida non è ancora pienamente appagato, potete sempre iniziare a sfidare i vostri amici in rapide gare a tempo che si trovano disseminate per la città, in cui bisogna accumulare quanti più punti e annessi moltiplicatori possibili per poter scalare le classifiche online. E non sarà facile desistere. A condire ulteriormente un mix già gustosamente ricco, vi è anche una serie di easter-egg (noi ci siamo imbattuti in quelli di un rapimento alieno) che troviamo lungo la piccola mappa di gioco, che senza dubbio rendono ancora più divertente la nostra esplorazione, con quel tocco di demenzialità in più che non guasta mai.

Goat Simulator

"Cuore pulsante" dell'esperienza è certamente il suo essere, oltre che insensato fino al midollo, un concentrato di bug e grafiche orribili. Non c'è casa che prendiamo a testate che non ci "intrappoli" nelle sue mura - aspetto che mi ha ricordato i primi The Sims, in cui non era poi così insolito ritrovarsi incastrati in un muro e non riuscire a liberarsi, se non riavviando la partita; non c'è distributore di benzina che esploda - a cui segue la possibilità di sbloccare l'obiettivo "Michael Bay" - e che ci spara a miglia di distanza, magari conficcandoci in una rete metallica (a noi è successo, abbiamo le prove!), obbligandoci a "respawnare". Ovviamente, il tutto seguito da un'interminabile ondata di risate.

Brutto, breve, malfunzionante. Ma Goat Simulator non è altro che lo specchio di molta paccottiglia che troviamo in giro su Steam et similia, una sorta di critica nei confronti di questo proliferare incessante di simulatori (ma più in generale, di giochi brutti), che - nella fretta di uscire sul mercato - risultano prodotti di bassissima qualità o di totale inutilità. Senza dubbio, accanto a questa analisi critica nei confronti di un mercato che preferisce la quantità alla qualità, che segue mode e tendenze a discapito della creatività, i ragazzi di Coffee Stain Studios ci affiancano, a nostro parere, anche una frecciatina nei confronti di un'indiscussa discesa degli indie - di cui loro stessi fanno parte - che, in alcuni casi, portano agli estremi alcune idee eccessivamente creative. Insomma, lo studio svedese sembra non risparmiare proprio nessuno, ma se pensiamo al cinema e al teatro, dove la parodia ha proliferato e prolifera tuttora, nascondendo dietro una patina di umorismo demenziale una forte critica artistica, il fatto che tale "genere" approdi anche nel videogame, non fa altro che confermare la consacrazione del medium videoludico come forma d'arte tout court.

Goat Simulator è stupido, inutile e demenziale. Ma volutamente e con cognizione di causa. Unico nel suo genere e per la sua atipicità, il nuovo titolo di Coffee Stain Studios si rivela un titolo immancabile nella vostra collezione, ma che, probabilmente, si pone come apri-pista di un nuovo genere videoludico, che ci accompagnerà negli anni a seguire.

Goat Simulator
Goat Simulator
Goat Simulator
Goat Simulator
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Umorismo no-sense; Musica demenziale; Tanta sfida; Divertimento assicurato.
-
Pochi contenuti; Provoca nausea in lunghe sessioni di gioco.
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