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recensione

Donkey Kong Country Returns

Il nostro amico Donkey Kong è tornato con la serie che ha segnato una generazione. Donkey Kong Country Returns riporta su Wii uno dei migliori franchise dell'era 16 bit.

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Donkey Kong, dannato scimmione. Ti amo. Voglio dire, inizialmente questo coso peloso era un nemico scaricabarili. Letteralmente. Poi arrivò il Super Nintendo e, improvvisamente, quello scimmione un tempo cattivo divenne simpatico, più interessato alle banane che alla principessa Peach. Credo sia l'unico personaggio del mondo Nintendo ad essere stato allo stesso tempo buono e cattivo. Un enorme carisma nascosto sotto qualche chilo di peluria marrone. E, naturalmente, un continuo dispensatore di divertimento.

Donkey Kong Country fu una rivelazione: grafica eccezionale (3D pre-renderizzato, ed era il 1994!), musica meravigliosa e un level design con segreti in grado di fare esplodere qualunque mente lucida. Chi l'avrebbe mai detto: Donkey Kong protagonista di un gioco capace di entrare nell'olimpo dei più bei giochi platform targati Nintendo. Del titolo furono fatti due sequel, di cui l'ultimo certamente non all'altezza dei precedenti due. Era il 1996, e da quel momento Donkey Kong Country rimase congelato.

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Ha molto senso, dunque, quel "returns" appiccicato al nuovo titolo per Nintendo Wii: Donkey Kong Country Returns è un vero e proprio ritorno del nostro amatissimo primate e, concedetemi di dirlo, è un ritorno in grande stile.

Donkey Kong Country Returns

In realtà non c'è bisogno di sprecare molte parole su questo titolo: si tratta di Donkey Kong Country, né più né meno, con le stesse meccaniche di gioco di sedici anni fa, salvo qualche piccola ma significativa aggiunta derivante dai controlli di movimento della console e dalle solite idee originali che contraddistinguono ogni installazione di questo franchise. È chiaro sin da subito che il gioco non vuole in alcun modo rivoluzionare una formula ancora molto valida: il platform bidimensionale in ambiente tridimensionale, o 2.5D (chiamatelo come vi pare) funziona alla grande anche e soprattutto senza puntatori, nunchuk od orpelli vari. Ovverosia, il gioco è completamente giocabile tenendo il pad in orizzontale. Certo, è possibile sfruttare il nunckuk modificando sensibilmente la configurazione dei controlli e per certi versi semplificando alcune azioni, ma i fan di vecchia data della serie troveranno certamente più consona l'impugnatura orizzontale. Un peccato non si supporti il Classic Controller, avrebbe dato un'impronta SNES all'intero titolo.

Donkey Kong Country Returns

Donkey Kong come di consueto può muoversi, saltare, rotolare, afferrare e lanciare barili. Questa volta il fido Diddy Kong non dà il cambio a Donkey, ma si limita a stargli in spalla. Ovvero, in modalità single player è possibile giocare solo nei panni di Donkey Kong, con Diddy ad offrire sostanzialmente il suo Scimmia Jet, una sorta di jetpack in grado di consentire a Donkey salti più lunghi e più precisi. Tra le novità nei controlli si segnala la possibilità di sbattere le proprie mani a terra stordendo i nemici o sfasciando casse di legno e pezzi di roccia. Curiosa, inoltre, la possibilità di "soffiare" per spostare fronde rivelando segreti o per rendere vulnerabili alcuni nemici fiammeggianti.

E in effetti i segreti sono, ancora una volta, il vero cuore del gioco. Con la differenza che se, un tempo, i segreti si limitavano ad aree nascoste con tante banane e a mini-livelli bonus in groppa a rinoceronti, struzzi, rane e pesci spada, in Donkey Kong Country Returns la ricerca dei segreti assume spessore, in quanto chiave per svelare artworks, colonna sonora e diorama in una speciale sezione extra. Forse un sistema ad obiettivi sarebbe stato più gratificante, in ogni caso la possibilità di risentire la colonna sonora del gioco per chi, come il sottoscritto, si fa sopraffare in tempo record dall'effetto nostalgia, è una splendida aggiunta.

Donkey Kong Country Returns

Certamente Donkey Kong Country Returns è caratterizzato da segreti molto più facili da scoprire rispetto al suo capostipite. Quante volte, in Donkey Kong Country, abbiamo scoperto un barile nascosto sbagliando un salto? In Returns, invece, tutto (o quasi) ha un senso logico: non più segreti scoperti a caso, quanto piuttosto segreti cervellotici, che richiedono un sapiente uso del controller e una chiara idea delle possibilità fisiche dei nostri due scimmioni. In ogni caso alcuni segreti sembrano quasi impossibili da trovare: per questo motivo Retro Studios ha fornito al giocatore la possibilità di acquistare (in cambio di monete disseminate nei livelli) un pappagallo. Il pennuto, di nome Pagal, starnazza quando ci si avvicina a un segreto. Molto spesso si ha la nettissima sensazione di brancolare nel buio, ma - parafrasando Vujadin Boskov - segreto c'è quando pappagallo canta! Molto spesso capita dunque di perdere parecchi minuti in un unico punto del livello, il tutto per trovare quell'ultimo pezzo di puzzle necessario per sbloccare un artwork. Le monete possono inoltre comprare vite e chiavi, le quali sbloccano livelli aggiuntivi.

Il level design è semplicemente geniale. Non solo per i segreti, ma anche e forse soprattutto per le nuove possibilità concesse dall'ambiente tridimensionale. Capita talvolta di venire letteralmente "sparati" su di una piattaforma dislocata in un luogo più profondo rispetto al punto dove si colloca la telecamera virtuale. Ovvero, capita di avere a che fare con livelli che presentano piattaforme in primo piano e sullo sfondo, più o meno come accadeva con Super Paper Mario, ma in versione ancora più accentuata. Non mancano inoltre i carrellini da minatore, dei barili-razzo in speciali livelli racing e il nostro immancabile Rambi, il rinoceronte travolgi-nemici e sfonda-muri.

Donkey Kong Country Returns

Le cose, già di per sé ottime, migliorano in multiplayer. Qui i giocatori hanno veramente parecchio da fare organizzandosi in squadra e occupandosi l'uno dell'altro. Non è consentito lasciare indietro un compagno e in certi momenti è assolutamente obbligatorio lasciare le cose in mano a Donkey Kong. Il giocatore alle prese con Diddy, dunque, deve sapientemente capire quando farsi da parte, in un continuo dialogo fra i giocatori che si traduce in un divertimento anche maggiore. Nella versione multiplayer Diddy Kong è un personaggio completamente controllabile, ancora in grado di saltare in spalla a Donkey Kong (se entrambi i giocatori premono un pulsante), incapace di stordire i nemici ma dotato della sua Nocciol-pistola, la pistola spara noccioline americane. E, naturalmente, non manca lo Scimmia Jet.

La grafica è straordinariamente ben curata. Se il primo Donkey Kong Country sorprendeva per la sua qualità grafica, Returns non è da meno. Certo, non c'è più la sorpresa derivante dal 3D in una grafica 2D, ma la combinazione dei colori, così come il level design e lo splendido character design (in particolare per quanto riguarda i boss, altra caratteristica rimasta qualitativamente immutata) contribuiscono a una resa grafica d'eccellenza per l'hardware di Nintendo Wii. Le musiche, come abbiamo detto, richiamano i vecchi brani della serie. Una vera chicca per gli appassionati.

Donkey Kong Country Returns

Donkey Kong Country Returns è proprio quel ritorno che tutti speravamo, sin dal momento in cui allo scorso E3 Nintendo ci sorprese con la conferenza stampa migliore degli ultimi cinque anni. Chi ha amato la vecchia serie dei titoli DK Country probabilmente sarà già in possesso di una copia del gioco, disponibile da qualche giorno. E, qualora non lo fosse, consigliamo vivamente di comprarlo al più presto. Per tutti gli altri, magari per i più giovani che nel 1996 erano troppo piccoli, consigliamo vivamente di provare Donkey Kong Country Returns. Finirete anche voi per amare questo peloso, enorme, adorabile gorilla.

09 Gamereactor Italia
9 / 10
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Grafica, level design, tanti segreti, sapiente effetto-nostagia
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Manca il supporto classic controller
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