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recensione

Sacred 3

La frase 'una buona risata' suggerisce un paio di cose.

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Può essere associata al concetto di divertimento, non alla grandiosità: un divertimento che, tuttavia, risulta comunque un po' viziato. E proprio questo lo stato d'animo che ci accompagna quando giochiamo a Sacred 3, il nuovo action-RPG di Keen Games, questi ultimi che si sostituiscono ai creatori originali, Ascaron, in questo capitolo. E' un gioco che ha chiare influenze à la Diablo, anche se appare comunque più semplice in termini di uccisioni e di personalizzazione delle classi dei personaggi. Un prodotto che certamente risulta divertente, anche se i dialoghi sono davvero risibili - e non nel senso edificante del termine - in cui anche i migliori script riescono a strappare un sorriso, anche sguazzando nei cliché. In questo caso, la situazione è ben diversa, ahinoi.

Il Paese per cui i nostri quattro eroi più o meno muscolosi combattono si chiama Ancaria, il cui imperatore ha deciso di allearsi con demoni che aspirano a mettere le mani su un manufatto leggendario, con il potere di distruggere il mondo. Quindi siamo chiamati a fare qualsiasi cosa in nostro potere per far sì che questi ultimi non si impossessino di questo manufatto, e salvare la nostra patria. Non sorprende che la storia raccontata sia un po' piatta. Almeno le cutscene sono belle, quasi a titolo di scuse.

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Il nostro divertimento verte sostanzialmente sull'uccidere in modo insensato qualsiasi bestia o creatura contro cui ci scontriamo. Ci troviamo faccia a faccia (o meglio, arma-contro-carne) con ogni tropo di tutti i mondi fantasy, dagli Orchi - che a quanto pare si sono concessi un part-time dall'universo di Warhammer - a zombie con incontinenza. Vi troverete ad uccidere queste creature attraversando città nel deserto, foreste lussureggianti e grotte di ghiaccio scintillanti. I precedenti mondi aperti del franchising sono stati sostituiti da ambientazioni più tradizionali. Rendono il gioco più rifinito e agevole, ma rende l'esperienza, ancora una volta, troppo vicina a quella di Diablo.

Sacred 3

Sfortunatamente, l'elemento sfida dipende dal numero di nemici che attaccano piuttosto che dalle variazioni. Anche i boss del gioco seguono la stessa ricetta, che diventano più difficili all'accrescere della salute piuttosto che offrire nuovi schemi di attacco. Ogni tanto ci sono degli enigmi che devono essere risolti mentre infuria la battaglia, ma sono pochi e comunque diradati tra loro.

Anche se giocate da soli, avrete tre alleati NPC che vi seguono. Purtroppo sono totalmente inutili. Ma quattro personaggi giocabili significa anche che c'è l'opportunità di giocare in co-op in quattro giocatori - anche se è possibile giocare solo in due giocatori in locale - e il gioco ovviamente diventa molto più interessante quando quattro giocatori umani condividono l'avventura insieme. In parte perché - visto che molto spesso ci tocca ascoltare dialoghi che neanche nei peggiori B-movies - è decisamente meglio farlo in compagnia. Ma soprattutto, in vista del rapido sistema di match-making: Sacred 3 infatti funziona perfettamente per una toccata e fuga e non per lunghe sessioni di gioco.
Vi è una particolare attenzione rivolta alla collaborazione tra gli alleati che rende il multiplayer il vero valore aggiunto del gioco, con abilità equilibrate per ciascun personaggio in modo che in squadra funzioni tutto al meglio. Dunque, anche se il gioco manca sicuramente di una certa profondità, risulta comunque fluido e dinamico.

Il rovescio della medaglia è che la semplicità nel combattimento è fortemente evidente. C'è poca profondità nei combattimenti, mentre il sistema di aggiornamento risulta faticoso e il sistema delle ricompense appare insensato. Dal momento che il gioco appare più adatto per sessioni rapide, risulta senza dubbio un divertimento usa e getta. Se lo inquadrate come un Diablo nettamente più arcade, e lo trattate come tale, solo così potrete rintracciare un po' di divertimento in più.

06 Gamereactor Italia
6 / 10
+
Divertente; Pessimi dialoghi, ma che vi faranno ridere con gli amici.
-
Non abbastanza profondo; I nemici mancano di sostanza.
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