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recensione

Grim Fandango Remastered

A distanza di sedici anni, il classico di LucasArts ha ancora del potenziale?

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Era il 1998 quando la LucasArts regalò al mondo un piccolo grande capolavoro chiamato Grim Fandango. Prima avventura dello studio a sfruttare la terza dimensione, il nuovo lavoro di Tim Schafer - all'epoca già conosciuto e apprezzato dai giocatori di tutto il mondo per la sua brillante partecipazione in titoli quali Day of the Tentacle (1993) e Full Throttle (1995) - sorprese il mondo non solo per l'ambientazione e i personaggi che avrebbero fatto di certo invidia al primo Tim Burton (in una certa misura, è evidente qualche richiamo a pellicole come Beetlejuice e Tim Burton's Nightmare Before Christmas), ma principalmente per la sofisticata atmosfera noir che si respira all'interno del gioco, punteggiata da una colonna sonora (composta da Peter McConnell) e da un mood che strizzava l'occhio a classici del cinema di genere, come Casablanca di Michael Curtiz o La Fiamma del Peccato di Billy Wilder.

Un gioco, Grim Fandango, perfettamente in linea con lo spirito dello studio, che ha sempre optato per la combinazione sublime tra una comicità con battute taglienti o completamente no sense, e un gameplay di facile appeal, ma che al tempo stesso non ha mancato di dare qualche grattacapo ai giocatori, in un'epoca in cui internet era ancora una chimera e andare a cercare online la soluzione ai vari puzzle era tutt'altro che fattibile. Cervello, tanta pazienza e magari l'aiuto di un amichetto di scuola: era l'unico modo per venirne a capo.

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Con grande sorpresa di tutti, lo scorso 9 giugno - durante l'evento E3 di Sony - Tim Schafer in persona è salito sul palco annunciando un remake del gioco per PlayStation 4, PC e PS Vita. Una versione remaster del gioco, sotto il nome di Grim Fandango Remastered, avrebbe fatto nuovamente la sua apparizione sulle piattaforme di Sony (assolutamente inedita), ma senza dimenticare il suo passato PC, anche se dai tempi dei vecchi Intel Pentium 133 CPU dell'epoca, ne è passato di tempo. Incuriositi da questa nuova versione, e forse anche un po' sopraffatti dalla nostalgia, abbiamo deciso di indossare nuovamente la veste nera e imbracciare la falce del buon vecchio Manny e scoprire cosa Double Fine ha messo a punto per noi in questa versione "rimasterizzata". Scopriamo com'è andata.

Grim Fandango RemasteredGrim Fandango Remastered

Prima di addentrarci nei meandri più profondi di Grim Fandango Remastered, vale la pena fare un piccolo ragguaglio per ciò che riguarda la trama, nel caso siate assolutamente nuovi all'esperienza. Grim Fandando segue la storia di Manuel "Manny" Calavera, un agente di viaggi del Dipartimento della Morte, un po' sfigato e succube del tirannico capo Don Copal e del suo collega "paragnosta" Domino Hurley, che gli sottrae i clienti migliori. Scopre che una sua cliente, Mercedes Colomar, pur avendo condotto una vita praticamente perfetta, non ha diritto ad un biglietto per il treno Numero 9, un magico mezzo che permette alle anime di raggiungere il più velocemente possibile l'Eterno Riposo. Licenziato per non aver saputo condurre a termine nel migliore dei modi la vendita - sottratta tuttavia al collega Domino - Manny decide di mettersi alla ricerca della donna (o meglio, di quel che ne rimane), che si scoprirà essere l'unica che può aiutarlo a saldare il suo debito per lasciare egli stesso la Terra dei Morti, ma anche di scoprire una losca organizzazione che si cela dietro il "commercio di anime".

Intessendo il concetto azteco di aldilà con un'ambientazione gustosamente in bilico tra il noir anni Quaranta e il colorato folklore sudamericano, il nuovo Grim Fandango restituisce ancora una volta un racconto che, seppur siano trascorsi sedici lunghi anni, si rivela senza tempo e ancora molto coinvolgente. Grazie ad un personaggio principale carico di umorismo non intenzionale e di tanta ingenuità, Double Fine riconferma, anche a distanza di oltre tre lustri, di avere una capacità narrativa senza precedenti, aggiungendo al tutto un mix esplosivo di personaggi e situazioni assolutamente affascinanti.

In termini di gameplay, paragonato alla nostra esperienza di avventure grafiche contemporanee (si veda la voce Telltale Games), Grim Fandango Remastered si riconferma un titolo tutt'altro che semplice, in cui la risoluzione dei puzzle, come già detto in apertura di questa recensione, è ben lontana dalle logiche intuitive e decisamente più accessibili dei titoli attuali. Nulla di eccessivamente complesso, state tranquilli, ma vi capiterà più di una volta di restare fermi per diversi minuti a pensare, ripensare e rimuginare sulla possibile soluzione di un enigma, controllare gli oggetti a vostra disposizione e a riflettere sul loro uso potenziale. Difatti, se oggi le avventure grafiche sembrano quasi "imboccarci" la soluzione, Grim Fandango Remastered (così come le avventure grafiche dell'epoca) ci permette di riscoprire un po' quel piacere perverso e sadico che tanto ci appassionava nei titoli di fine secolo scorso. E solo per questo, Grim Fandango Remastered ha la nostra "benedizione".

Grim Fandango RemasteredGrim Fandango Remastered

Ma chi ha già avuto occasione di gustarsi l'avventura originale, quanto abbiamo appena detto risulterà carta nota. Scavando in profondità in questa operazione "remaster" - dunque volto ad un restauro grafico/tecnico/ecc. - la proposta di Double Fine ci è apparsa tuttavia poco incisiva. Seppur risulti davvero gradita l'aggiunta di una modalità "Commento degli sviluppatori" (attivabile e disattivabile dal pannello di controllo) alle sequenze in cui ci imbattiamo nel procedere della storia - in cui vengono spiegati alcuni retroscena e curiosità relativi alla lavorazione del gioco - lo sforzo messo a punto dallo studio lascia un po' a desiderare. E' vero, Double Fine non naviga decisamente in ottime acque e probabilmente quanto fatto è al limite delle loro possibilità, ma avremmo gradito un po' di cura in più per quanto riguarda il reparto grafico. Se è vero che da un lato i personaggi risultano leggermente più definiti (in particolare nelle animazioni facciali), la differenza con l'opera originale si percepisce appena per ciò che riguarda gli elementi di sfondo e di contorno, così come nelle cutscene.

A conferma di quanto detto, basta semplicemente passare dalla modalità "Rimasterizzata" a quella "Originale" tramite il pannello di controllo del gioco (attivabile con un semplice tasto) e accorgersi della differenza davvero minima. Un vero peccato, tenendo conto che l'operazione era nata proprio con il pretesto di offrire ai giocatori una versione "restaurata" del gioco originale. Inoltre, seppur sia possibile passare tra tre modalità di visualizzazione ("Squadrato - 4/3", "Squadrato con bordi - 4/3" e "Largo - 16/9"), consigliamo caldamente di restare sull'originale in 4/3, in quanto la versione 16/9 schiaccia eccessivamente l'immagine, contribuendo a sottolineare maggiormente i difetti grafici presenti in esso. Ci è capitato anche di imbatterci in qualche piccolo e fastidioso bug, come ad esempio l'improvvisa sparizione del Pane Cerimoniale che Manny conserva nella sua giacca all'inizio dell'avventura, che seppur ci sia, ai nostri occhi è completamente invisibile (le mani di Manny stringono il "nulla"!). Insomma, un'ulteriore conferma del fatto che Double Fine avrebbe potuto lavorare un po' meglio su questo remaster, tenendo in considerazione il fatto che il gioco è forse tra i preferiti degli amanti delle avventure grafiche della LucasArts.

Grim Fandango Remastered

E' un peccato che Double Fine abbia perso un'occasione ghiotta per restituire ai giocatori un titolo amatissimo nella forma restaurata che avrebbe meritato. Seppur il gioco mantenga intatta l'altissima qualità narrativa ed esperienziale che ci aveva rapito già nel 1998, Grim Fandango Remastered ci appare un'operazione riuscita a metà, nata dalla fretta di offrire, in poco tempo e con il minor sforzo possibile, un prodotto che faccia appello ai giocatori di vecchia data, che tuttavia, visti i risultati, non ne saranno eccessivamente entusiasti. C'è da dire, a sua discolpa, che il prezzo a cui il gioco è venduto (14,99 euro) è anche piuttosto onesto, dunque se avete voglia di rivivere la vostra amata avventura d'infanzia su PC più moderni o sulla vostra PS4, non possiamo che consigliarvi l'acquisto. Certo, se vi aspettate di giocare ad un titolo rimasterizzato in modo impeccabile, il nostro consiglio è quello di attendere un po' e aspettare qualche saldo di Steam interessante.

07 Gamereactor Italia
7 / 10
+
La storia è ancora affascinante; I puzzle son ben lontani dalla "facilità" delle avventure grafiche contemporanee; Prezzo onesto.
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Il restauro si percepisce a malapena; Presenza di qualche bug fastidioso; Operazione un po' affrettata.
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