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recensione

Ori and the Blind Forest

Quando la magia delle fiabe di un tempo incontra un immaginario che farebbe invidia ad Hayao Miyazaki.

Il fascino di un mondo sospeso, accompagnato da una voce narrante che ci accompagna per mano in una storia che, sin da primi istanti, è capace di catalizzare la nostra attenzione, lasciandoci trasportare dalla delicatezza di ciò che racconta. Queste le prime sensazioni quando ci si addentra silenziosamente nel singolare mondo di Ori and the Blind Forest, titolo in esclusiva per le console Xbox e PC, sviluppato dai promettenti Moon Studios. Forte di un'atmosfera suggestiva - rintracciabile, forse, solo in alcune grandi opere del maestro dell'animazione Hayao Miyazaki - questo piccolo capolavoro, sopraggiunto in sordina sulle console di Microsoft, ha saputo regalarci una decina di ore di pura magia, e offrendoci, probabilmente, una delle esperienze più emozionanti del 2015. E vi raccontiamo perché.

Ori and the Blind Forest
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In un passato lontano, la piccola foglia di luce Ori è stata trasportata dal vento in una misteriosa foresta, dove viene adottata da una strana creatura, con le fattezze di un orso, chiamata Naru, che si prende cura di lui come se fosse il suo bambino. A seguito di un cataclisma scatenato dal malvagio Kuro, che colpisce la foresta, seminando siccità e morte, Naru muore lasciando Ori completamente solo. Ma il piccolo spirito di luce, accompagnato dal fedele Sein, non si perde d'animo e inizia il suo lungo viaggio nella foresta per cercare di ristabilire un nuovo equilibrio nel mondo.

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I primi istanti in compagnia di Ori and the Blind Forest sono probabilmente tra i più suggestivi vissuti in questi primi mesi del 2015. Con una narrazione sofisticata, semplice ma al tempo stesso emozionante, i Moon Studios permettono al giocatore di immergersi perfettamente in un'atmosfera magica, a tratti malinconica, in cui complice è anche una colonna sonora di grande impatto emotivo. La struttura del titolo è quella dei più classici platform 2D, in cui, a poco a poco, il giocatore apprende nuove azioni, che si fanno sempre più complesse procedendo nell'avventura. Tuttavia, ciò che affascina del sistema di gameplay risiede nella sua immediatezza e nella sua semplicità: senza tediare il giocatore con lunghi e noiosi tutorial, l'esperienza di Ori and the Blind Forest scorre fluida e precisa, caratterizzata da controlli a loro volta responsivi, che ci hanno permesso di godere le nostre ore in compagnia del titolo con immenso piacere.

Ori and the Blind Forest

Come nei più classici del genere, anche in Ori and the Blind Forest assistiamo ad un'evoluzione del personaggio sempre più complessa, derivante da un albero delle abilità molto semplice, ma che permette al giocatore di forgiare l'esperienza sulla base del proprio stile di gioco. Raccogliendo punti esperienza nel corso del nostro viaggio, è infatti possibile completare una barra abilità che, una volta riempita, permette al giocatore di sbloccare una skill da uno dei tre rami dell'albero (abilità offensive, difensive e speciali), e dando al gioco la direzione che più si preferisce. Ovviamente, il nostro consiglio è di bilanciare il più possibile le diverse competenze acquisite, in modo da poter godere di un'esperienza più variegata, ma è evidente che ciascun giocatore dà forma alla propria partita nel modo che ritiene più affine alle proprie esigenze videoludiche.

Uno degli aspetti che maggiormente colpisce di Ori and the Blind Forest - a dispetto della sua indubbia bellezza estetica - risiede nei picchi di difficoltà che caratterizzano l'esperienza. Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto tenero e fiabesco: il titolo dei Moon Studios sa essere davvero spietato in alcuni punti. Un livello di difficoltà contenuto, certo, che ci ha ricordato i bei tempi di The Lion King per SNES, in cui bastava un passo falso per dover ricominciare dall'ultimo checkpoint e provare e riprovare fino allo sfinimento. Seppur nel complesso Ori and the Blind Forest non possa essere annoverato tra i platform più difficili a cui abbiamo giocato, senza dubbio offre quel livello di sfida in più che gli permette di tenere impegnato il giocatore per molto tempo, senza tuttavia risultare frustrante. Infatti, grazie ad un brillante sistema di salvataggio attivabile nei punti a noi più congeniali, che sfrutta le nostre riserve di luce che collezioniamo in giro per il mondo (ma fate attenzione, non abusatene perché tendono a scarseggiare), l'esperienza non è mai scoraggiante, ma anzi permette al giocatore di modellarla, ancora una volta, sulla base delle proprie esigenze.

Ori and the Blind Forest

Senza dubbio, uno degli elementi più appaganti di Ori and the Blind Forest risiede nella sua ambientazione misteriosa, tetra, ma al tempo stesso affascinante, che evoca location di miyazakiana memoria. La varietà degli ambienti che costituiscono l'intero mondo di gioco è immensa, alternando il più lugubre paesaggio della foresta ad ambienti magici ad acquerello che rendono l'esperienza con il titolo dei Moon Studios incredibilmente gratificante, anche da un punto di vista visivo. Il tutto punteggiato da una splendida colonna sonora, composta da Gareth Coker, che - seppur molto diverse tra loro - ci ha ricordato, a pelle, la nostra esperienza musicale con Child of Light di Ubisoft, altro titolo di grande impatto emotivo.

Grazie ad un eccellente comparto grafico, un gameplay intuitivo ed un'esperienza che nel suo complesso si rivela davvero emozionante, Ori and the Blind Forest si prepara di diritto ad entrare nella lista dei favoriti tra i platform più interessanti e suggestivi visti quest'anno. Con un giusto livello di difficoltà, senza mai scivolare nella frustrazione, il titolo di Moon Studios è una perla imperdibile, che consigliamo caldamente a qualsiasi possessore di una console Xbox e di un PC.

09 Gamereactor Italia
9 / 10
+
Comparto grafico eccellente; Storia emozionante; Giusto livello di difficoltà; Colonna sonora suggestiva; Tra i migliori platform del 2015
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Seppur mai eccessivamente frustrante, i giocatori meno pazienti potrebbero scoraggiarsi dopo svariati tentativi in alcuni punti.
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