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recensione

Mario Party 10

Titolo con grandissime potenzialità, ma che manca di un po' di coraggio in più.

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Lancia un dado, incrocia le dita e spera che il numero che uscirà ti porti sulla casella giusta, magari facendoti ottenere un buon numero di stelline. L'aleatorietà che permea l'intera esperienza di Mario Party 10 è forse uno dei suoi aspetti più funesti, ma al tempo stesso più emozionanti. Lasciare tutto al caso, che sia la sorte a decidere per noi. Che è un po' quanto accadeva con i party game "analogici" di una volta (quelli che brutalmente chiamavamo giochi da tavolo), in cui ci si sedeva in compagnia di qualche amico, si tirava un dado e le azioni che ne sarebbero conseguite dipendevano esclusivamente dalle sei facce di quel piccolo oggetto di forma poliedrica. E' proprio da quei vecchi giochi da tavolo che Nintendo - grazie alla sua collaborazione con Hudson Soft prima, e con Nd CUBE CO. poi - ha dato vita a questa graziosa serie di party game che, anno dopo anno, ha raggiunto le svariate piattaforme dell'azienda di Kyoto, riaffermando, di volta in volta, le grandi potenzialità sociali insite ni videogiochi, a dispetto di tutti quei detrattori che hanno sempre imputato al medium la colpa di "isolare" chi ne fruisce.

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A diciassette anni di distanza dal primissimo Mario Party, Nintendo lancia Mario Party 10 - prima iterazione per Nintendo Wii U - offrendo ancora una volta un'esperienza aggregativa interessante, da condividere con tutta la famiglia, in barba ai luoghi comuni di un'epoca in cui non passa giorno in cui non vengano pubblicati articoli denigratori nei confronti del mezzo videoludico. Ma accanto a questo aspetto encomiabile, che rappresenta da sempre il marchio di fabbrica di tanti prodotti Nintendo, quali sono le novità di Mario Party 10? Proviamo a scoprirle.

Mario Party 10

Siamo sinceri: nutrivamo aspettative leggermente più alte nei confronti di questo nuovo capitolo della serie Mario Party. In primo luogo, ci saremmo aspettati un uso maggiore del GamePad del Wii U, uno strumento a nostro parere molto interessante (e con grandi potenzialità), che continua a non essere sfruttato a dovere dall'azienda di Kyoto, soprattutto in titoli come i party game dove, la presenza di una componente asimmetrica potrebbe rendere l'esperienza nel suo complesso ancora più divertente e stuzzicante. Invece, accanto alla classica Modalità Mario Party (di cui parleremo in dettaglio tra poco), Nintendo limita l'uso del secondo schermo alla sola e nuova Modalità Bowser Party, in cui un singolo giocatore nei panni di Bowser (che ha tra le mani il GamePad) sfida gli altri giocatori (1-4), dotati invece di Wiimote. Un vero peccato, a nostro parere.

Entrambe le due modalità principali, Mario Party e Bowser Party, condividono buona parte dei contenuti: abbiamo a disposizione cinque tabelloni in totale (ciascuno con diverse ambientazioni), in cui si sfidano fino a quattro o cinque giocatori - in base alla modalità scelta - in una sorta di gioco dell'oca digitale, dove lo scopo è raccogliere il maggior numero di stelline possibile, che ne decreterà il vincitore finale. Tra noi e la meta, ovviamente, ci sono ostacoli, mini-giochi (suddivisi in "Tutti contro tutti", "Uno contro tre" e "Due contro due"), ma anche caselle speciali che ci portano a scontrarci contro Bowser Jr. Se ciò non bastasse, avremo alle calcagna anche Bowser Senior, che inizia ad ostacolare il nostro percorso non appena riesce a liberarsi dalla gabbia in cui è imprigionato, elemento scaturito nel caso in cui gli altri giocatori, tirando i dati, ottengono un numero corrispondente ai lucchetti visualizzati sul Gamepad apposti sulla gabbia.

Nel caso della modalità Bowser, come anticipavamo poco fa, il gameplay cambia in modo radicale: in questo caso, infatti, uno dei giocatori veste i panni del perfido Re dei Koopa e tenta in tutti i modi di ostacolare l'avanzata dei quattro eroi del Regno dei Funghi, lanciando a sua volta i dadi e sfidando in modo attivo gli avversari all'interno dei vari mini-giochi. Il ritmo del gioco - grazie a questa nuova modalità - cambia in modo radicale ed è un vero peccato, lo ribadiamo, che Nintendo non abbia sfruttato meglio questo aspetto, dal momento che la Modalità Bowser è quella che è riuscita maggiormente a catturare il nostro interesse.

Mario Party 10

Per quanto riguarda i mini-giochi, il numero di contenuti a nostra disposizione è assolutamente in linea con il tipo di esperienza che andiamo ad affrontare, anche se comunque di numero inferiore rispetto a quanto offrivano le precedenti iterazioni. L'inferiorità numerica viene amplificata ulteriormente dalla brevità di alcuni di questi, che si risolvono appena in una manciata di secondi, lasciando spesso i giocatori in balia della frustrazione e in un'eterna attesa prima che tocchi nuovamente a loro. Se è vero che questa formula offra sostanzialmente più brio e un ritmo più sostenuto all'azione, non mancherà di creare qualche malumore, soprattutto se si pensa che un titolo come Mario Party 10 è pensato principalmente per essere fruito in famiglia, magari in compagnia di qualche giocatore più giovane (e maggiormente incline all'errore e alla mancanza di pazienza). Con questo non vogliamo dire che i mini-giochi presenti siano complessi (anzi, tutt'altro), ma forse questa "piega" più frenetica potrebbe scoraggiare il pubblico per cui il titolo è maggiormente pensato.

In merito agli altri contenuti, sfortunatamente Mario Party 10 non offre molto altro. Un'altra novità, tuttavia, è l'aggiunta della modalità Amiibo, che permette di sbloccare nuovi tabelloni ispirati ad alcuni personaggi. Peccato che questa modalità non sia applicabile a tutti gli Amiibo in commercio (ma è relativa solo ad un ridotto gruppo di questi, ossia quelli del Regno dei Funghi); infatti, i personaggi non inclusi si limitano a sbloccare dei "gratta-e-vinci" che ci permettono di accumulare dei punti (accumulabili anche nel corso delle nostre partite), spendibili all'interno di un negozio e con cui possiamo sbloccare collezionabili (canzoni, oggetti, personaggi, ecc.). Anche qui, a nostro parere un'occasione non sfruttata appieno.

Mario Party 10

Sarebbe disonesto definire Mario Party 10 un'esperienza insoddisfacente. Molto curato nei dettagli - i tabelloni, i personaggi così come i mini-giochi sono realizzati sempre in modo certosino e con la qualità a cui Nintendo ci ha abituato - e nel complesso abbastanza divertente, il nuovo capitolo della serie party game è quel classico prodotto che ha dalla sua parte grandissime potenzialità, ma che non vengono sfruttate appieno. La componente asimmetrica grazie al secondo schermo e gli Amiibo stessi sono solo alcuni degli aspetti che rappresentano grandi e promettenti punti di forza per l'azienda, ma che Nintendo - forse perché più prudente rispetto al passato e meno audace ad osare - stenta a sostenere, almeno in questo caso. Un vero peccato perché siamo convinti che, con un po' di coraggio in più, la serie Mario Party - oramai in via di saturazione - potrebbe trarne solo benefici e offrire un'esperienza più fresca e innovativa, dopo oltre tre lustri sul mercato.

Mario Party 10
07 Gamereactor Italia
7 / 10
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Semplice, immediato, intuitivo; Adatto a tutta la famiglia; Grafica sempre molto curata; La modalità asimmetrica Bowser Party.
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Grandi potenzialità (GamePad Wii U e Amiibo) sfruttate appena; Poche modalità e mini-giochi poco variegati.
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