Gamereactor International Italiano / Dansk / Svenska / Norsk / Suomi / English / Deutsch / Español / Português
Accedi






Password dimenticata?
Non sono iscritto, ma vorrei esserlo

Oppure effettua il log-in con Facebook
FacebookFacebook
RECENSIONE

THE DARK EYE: CHAINS OF SATINAV

Tratto da una serie di giochi di ruolo cartacei, il nuovo titolo di The Dark Eye è un'avventura grafica interamente disegnata a mano, dal sapore straordinariamente classico.

  • Testo: Fabrizia Malgieri

Con alle spalle una tradizione di oltre venticinque anni,The Dark Eye è una delle serie di giochi di ruolo cartacei più importanti d'Europa. Con The Dark Eye: Chains of Satinav, sviluppato da Deadelic, questa serie giunge sui nostri PC in veste di avventura grafica. Disponibile per il momento sulla piattaforma online Steam, il titolo è atteso anche nella sua versione retail a partire dal prossimo 31 agosto. Ma cosa rende The Dark Eye: Chains of Satinav un titolo interessante sotto più di un aspetto?

Partiamo dalla vicenda, certamente uno dei punti di forza di questo titolo. Non esiste avventura punta-e-clicca senza una trama avvincente e leggendaria, e The Dark Eye: Chains of Satinav non fa di certo eccezione. Ci troviamo nel leggendario regno di Andergast, i cui abitanti sono notoriamente conosciuti come superstiziosi. Per secoli il regno è stato in contrasto con la vicina corte di Nostria, anche se l'atteso arrivo in città della sua regina sembrerebbe finalmente scrivere la parola fine sui loro antichi dissapori. A minare il momentaneo idillio del regno, un'insolita piaga di corvi - volatili popolarmente considerati "segni del malaugurio"- che risultano minacciosi e aggressivi anche nei confronti degli stessi abitanti. Quando le oscure creature iniziano a insidiarsi anche nel castello, il sovrano di Andergast è costretto a ricorrere all'aiuto di un "acchiappa-uccelli", un'opportunità di riscatto per il giovane Geron.

The Dark Eye: Chains of Satinav

Figlio di una presunta strega e maledetto da un oscuro veggente, Geron è infatti perseguitato da una fama immeritata sin dall'infanzia: secondo i superstiziosi abitanti di Andergast, il giovane sarebbe infatti portatore di sventure e per questo motivo trattato con distacco da tutti i suoi concittadini. L'unico a prendersi cura di lui e a non temere il suo lato oscuro, è il cacciatore Gwinnheiwn, che lo alleva come un figlio, educandolo all'antica arte della cattura dei volatili. Chiamato a corte per liberare una delle stanze regali, Geron si trova tuttavia ad affrontare un compito più arduo di quello previsto. Tornato a casa per chiedere consiglio al suo mentore Gwinnheiwn, il giovane trova l'uomo dilaniato da misteriose creature. Poco prima di morire, Gwinnheiwn confida a Geron la soluzione per liberare la città dalla minaccia oscura: andare alla ricerca di una fata, l'unica in grado di suonare una misteriosa arpa magica che potrà spezzare il terribile maleficio. Metafora dei primi passi verso l'età adulta, Geron inizia il suo primo e lungo viaggio ai confini delle terre di Aventuria in compagnia della fata Nuri e di un insolito corvo parlante.

The Dark Eye: Chains of Satinav

Accanto ad una trama così ricca e accurata, ad impreziosire ancora di più questa interessante avventura grafica è la forte caratterizzazione dei personaggi: animati da dialoghi molto accurati e forti di una sceneggiatura degna dei più gustosi romanzi fantasy, i tre protagonisti di The Dark Eye: Chains of Satinav creano sin da subito una piacevole empatia con il giocatore. In particolare, il personaggio del corvo parlante - così ambiguo e misterioso - delizia il giocatore con battute taglienti, facendo da contraltare al più ingenuo e sprovveduto Geron, creando dei divertenti sketch tra un'azione e l'altra. Proprio alla luce di questa forte caratterizzazione dei personaggi, una nota di merito va certamente al doppiaggio: la scelta delle voci enfatizza ulteriormente il carattere dei personaggi, rendendo ancora più delizioso il personaggio di Nuri - una fata graziosa dalla voce soave - e ancora più divertente il personaggio del corvo. Altro punto a favore del doppiaggio è sicuramente l'uso della voce narrante durante le cut-scene: anche questa, proprio come quella dei personaggi, permette al giocatore una maggiore immersività nell'indubbia bellezza della trama.

Annuncio pubblicitario: