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recensione

Borderlands 2

Gearbox ha fatto del suo meglio per migliorare il suo precedente capolavoro. E, nonostante tutto, ci è riuscita. Borderlands 2 è un gioco da non perdere.

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Riuscire a mantenere tonico un action FPS ripetitivo richiede talento. Per un gioco che regge - e ci consegna - ben 60 ore do gioco, la cosa si fa ancora più difficile.

Eppure, Gearbox ce l'ha praticamente fatta. Con una formula che rimane pressoché infallibile, per la maggior parte del tempo attraversiamo le terre desolate distese di Pandora, ed è raro annoiarsi in un gioco di queste dimensioni e con questo stile, e ciò che è ancora più sorprendente è che la parola "violenza" non entra mai nel lessico del giocatore, nonostante la montagna di cadaveri che si accumula lungo il cammino.

Borderlands 2 scende nelle desolate distese di Pandora - aree contraddistinte dai più svariati climi, intermezzate da portali e schermate di caricamento - il tutto nei panni di un mercenario alla ricerca di fortuna e gloria.

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La maggior parte delle interazioni con gli abitanti di Borderlands avviene attraverso i proiettili. Ogni area è popolata da una miscela di fauna selvatica autoctona, bande di psicotici e qualche massiccio robot-killer, i cui scontri hanno quasi sempre esiti fatali.

Gli avamposti amichevoli sono pochi e lontani tra loro, e anche questi ospitano individui altrettanto psicotici. La differenza è questi vedono in noi una potenziale fonte di aiuto. Il che significa che in questi posti è possibile raccogliere un mucchio di missioni e rientrare nelle pianure o penetrare nelle roccaforti fortificate, cercando di risolvere i vari compiti assegnati. O di morire provandoci.

Borderlands 2

E qui sta la ripetizione: a prescindere da come lo si veda, la maggior parte del tempo trascorso in Borderlands 2 ci vede intenti a barcamenarci tra barre di energia e scudi in maniera superiore ai nostri nemici (badate bene, il singolare della parola "nemici" non esiste in questo gioco). Solo in pochissime missioni non si spara neanche un colpo. E una di queste è la festa di compleanno più triste, imbarazzante e più miserabile che abbia mai visto.

Sì, una festa di compleanno. Anche se Borderlands 2 non può nascondere del tutto la semplicità del suo sistema di missioni, si inventa un sacco di motivazioni assurde per renderle uniche. Ad esempio, dobbiamo attirare un killer presso la casa di un suo stalker, per prendere il te. O, ancora, dobbiamo dare fuoco a un nano nelle fauci di un enorme drago, cosicché possa adempiere ai comandamenti della sua assurda religione.

Gearbox compie un lavoro estremamente buono nel riuscire a farci piacere queste missioni. Mentre la personalità delle missioni principali è piatta (si tratta dell'ennesimo racconto sul popolo che resiste a un tiranno) le personalità incontrate e le loro missioni creano una variazione del tutto singolare (anche se la comparsa di alcuni individui ricorda molto alcuni tizi incontrati nel primo gioco).

Stessa cosa con le missioni collaterali (anche quelle indicate come "irrilevanti" nei menu). È consigliabile accettarle, perché sono divertenti. Tutte le volte che si aggiunge un waypoint sulla mappa, non lo si fa con in mente i preziosi punti XP - sia la recitazione che le divertenti meccaniche di gioco ci spingono a giocare, senza pensieri.

Borderlands 2

Ci sono, però, alcuni punti negativi. Nella fase iniziale (intorno alle nove ore giocate), si inizia a stancarsi di dei viaggi attraverso le stesse terre, contro gli stessi tipi di nemici (bande di reietti con casacche di diversi colori, ovviamente create dallo stesso sarto). Sanctuary, l'avamposto principale nella fase iniziale, è quasi vuoto, con pochi NPC e ancora meno missioni secondarie. Un'occasione mancata.

Si frequentano ripetutamente le stesse zone, e molte quest conducono negli stessi luoghi: viene voglia di smettere di esplorare per il gusto di farlo, presumendo, giustamente, che un'altra missione ci condurrà in luoghi che altrimenti vedremmo solo da lontano.

E mentre l'umorismo stravagante rimane sempre divertente, dopo un po' di tempo si diventa insensibili. Persino antagonisti come Handsome Jack dopo un po' di tempo perdono il proprio carisma. Semplicemente ci si abitua all'umore del gioco, e le cose iniziano a diventare quasi scontate.

Ma è un problema fugace. Appena le truppe di Hyperion entrano in scena, il gioco cambia di nuovo marcia, e ci si dimentica di tutto quello che è avvenuto prima.

Borderlands 2

L'esercito armato di Handsome Jack, i soldati Hyperion, sono la migliore novità del gioco. Continuano a stupirci anche da un punto di vista visivo, con orde di robot che vengono sparati dalla base di Jack, sempre presente all'orizzonte di Pandora, e che precipitano come meteore dall'alto e si piantano nel terreno intorno a noi.

La loro comparsa mette in pratica l'idea di Gearbox di creare un conflitto su più fronti, con una gamma di nemici e di specie in costante espansione. Ed è così che la noia iniziale del gioco viene spazzata via completamente, grazie allo straordinario sistema di armi e agli scontri per la sopravvivenza.

Gearbox, anche in questo caso, ha fatto centro. Anche nei momenti più "tranquilli" del gioco, ci si continua a divertire con la personalizzazione del proprio personaggio.

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