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RECENSIONE DELL'UTENTE

Disaster: Day of Crisis

FELL ON BLACK DAYS
Esistono momenti nella vita in cui proviamo frustrazione per colpa della consapevolezza di non poter cambiare da soli il corso degli eventi, o perché pensiamo di non esserci impegnati abbastanza nell'aiutare qualcuno che ci è caro trovatosi in situazioni difficili e che abbia chiesto il nostro supporto. Se credete che tali problemi non abbiano alcuna attinenza in una discussione che verta sui videogiochi, sappiate che il celebre gruppo di sviluppatori giapponesi "Monolith" ha basato su questo semplice assunto il cuore narrativo del suo ultimo gioco, un particolare Action Game in terza persona, pubblicato da Nintendo in esclusiva per la piattaforma Wii. Perché al di là di tutto quello che state per leggere, "Disaster: Day of Crisis" è una storia che sfrutta in maniera inedita, per i suoi scopi videoludici, la manifestazione di quel sentimento innato che ogni essere umano possiede di dare il meglio di se stesso nelle situazioni di grande difficoltà. E' vero, in realtà di fronte ai grandi problemi c'è anche la possibilità di scegliere se fuggire o disperarsi, ma in questo caso non si potrebbe parlare di eroismo, e soprattutto, una storia come quella del gioco di cui stiamo per parlare non avrebbe mai potuto aver luogo.

UN EROE DEL NOSTRO TEMPO
I videogiochi, come qualunque altra forma di intrattenimento e arte, prendono spesso spunto da eventi reali, o comunque verosimili, per guadagnare maggiore forza nell'immaginario del giocatore e coinvolgerlo ulteriormente nello sviluppo della storia raccontata. La scelta, originale, dei ragazzi di "Monolith" è stata quella di creare un Titolo che partisse dall'elemento base di un impari scontro di forze tra l'uomo e la natura, per poi costruire sopra di esso una buona trama ricavata direttamente dalla tradizione dell'Action-Movie americano, seppur "distillata" con una evidentissima influenza culturale nipponica. "Disaster: Day of Crisis" ci presenta inizialmente la figura di Raymond Bryce, un ex Marine dell'esercito americano ed ora membro di un gruppo internazionale di salvataggio. La figura di Ray si delinea fin dalle prime scene dell'introduzione in maniera piuttosto netta come un personaggio "positivo": in fondo si tratta di un ragazzo che ha abbandonato la professione di soldato per dedicarsi ad un lavoro il cui scopo è salvare a qualunque costo il maggior numero di persone possibili in situazioni di pericolo. Durante una missione di recupero sulla cima del vulcano Aguilas, Ray e il suo amico e collega Steve Hewitt si trovano improvvisamente a dover fare i conti con una situazione drammatica, dovuta alla violentissima e inaspettata eruzione del vulcano, la cui colata lavica rischia di uccidere entrambi. Nel disperato tentativo di fuga che ne segue, Steve rimane dapprima ferito ad una gamba; capendo che forse potrebbe non uscire vivo da quella situazione , costui dona a Ray una bussola, chiedendo all'amico di portarla alla propria sorella nel caso in cui lui non fosse in grado. In seguito ad una nuova, violenta eruzione, Ray è costretto a vedere morire il proprio compagno che precipita in un fiume di lava, non prima che questi gli abbia ricordato che è impossibile salvare la vita a chiunque.
Ed è solo l'introduzione, signori...

Il gioco parte ad un anno dal tragico incidente, dopo che Ray ha abbandonato il Team di salvataggio ed è ancora incapace di confrontarsi con la sorella di Steve per via dei suoi terribili rimorsi di coscenza per quanto è accaduto. Il nostro protagonista lavora come servitore pubblico nella grande (ed immaginaria) città di Blu Ridge City, e viene improvvisamente chiamato a collaborare con la divisione locale dell'FBI come figura di supporto ad una missione di vitale importanza per il Paese. Pare infatti che una ex squadra speciale dei Marines chiamata SURGE abbia iniziato i preparativi per uno spettacolare colpo di Stato, avendo rubato alcune testate nucleari pronte ad essere detonate, e che abbia rapito un noto sismologo, il Dottor Davis, assieme alla sua assistente Lisa Hewitt, la quale guarda caso è proprio la sorella del compianto Steve. Il tempo stringe, poiché il gruppo SURGE ha dato un ultimatum di 24 ore alla Casa Bianca scaduto il quale farà esplodere le testate atomiche sul territorio nazionale. Durante il primo tentativo delle squadre speciali dell'FBI di stanare e neutralizzare i terroristi paramilitari, Ray rimane suo malgrado coinvolto attivamente nell'azione, e quando si trova finalmente per la prima volta faccia a faccia con Lisa e i militari che la tengono prigioniera, accade l'impensabile: un terremoto violentissimo devasta Blu Ridge City e da inizio ad una concatenzione di epici disastri naturali che si frapporrano per tutta la durata del gioco tra i continui tentativi di Ray di salvare la sorella del suo defunto amico fermando anche il folle progetto dei SURGE di portare morte e distruzione sull'intero continente nord-americano. Ma chi sono veramente i membri della SURGE, e quale è la vera natura del loro ultimatum? Tutto questo lo scoprirete giocando fino alla fine a "Disaster: Day of Crisis"

SHOW TIME!
Cominciamo dicendo che la "confezione" audiovisiva di "Disaster: Day of Crisis" è davvero notevole: i tempi cinematografici delle sequenze filmate che si alternano nel corso del gioco sono ottimamente strutturati e la colonna sonora è decisamente adatta all'atmosfera che si è inteso creare, con particolare riferimento all'incalzante "Main theme" di Yoshihiro Ike; sicuramente alcuni intrecci narrativi sono svolti in maniera un po' troppo sbrigativa, e si sente la mancanza di un approfondimento psicologico nella trattazione dei personaggi che si muovono intorno a Raymond Bryce, i quali risultano estremamente stilizzati e conformi a tutti gli stereotipi del caso, ma d'altra parte "Disaster" recita fin troppo bene la parte di un piccolo "blockbuster" d'azione pura, ed esattamente come in quei film di genere che riempiono di gente i cinema durante l'estate, non c'è troppo spazio per costruire trame cervellotiche o caratterizzazioni psicologiche complesse; in compenso ci si sentirà spesso "inorgogliti" da alcune frasi ad effetto enunciate da Ray, la cui ossessione pare sia quella di salvare tutti e sempre, e suggestionati dai continui colpi di scena escogitati dalla sceneggiatura per mantenere vivo l'interesse fino al termine del gioco, i quali contribuiscono tra l'altro in modo efficace a trasmettere al giocatore la giusta dose di adrenalina che prepara di volta in volta alla fase di gameplay vera e propria... La fase di gameplay, appunto... Sarò sincero, il Titolo dei "Monolith" è riuscito a spiazzare il sottoscritto in maniera estremamente piacevole subito dopo aver ottenuto il comando del personaggio di Ray. Le sequenze d'azione al principio del videogioco hanno una semplice funzione di tutorial, introducendovi gradualmente ai comandi generali tipici degli Action-Game in terza persona; semmai noterete subito che tra le azioni peculiari che potrete far fare a Ray con l'ausilio dei vostri fidi nunchuck e wiimote ci sono anche quelle che non ti aspetti da un tipico eroe da videogioco alla Tomb-Raider, cose come scrollarsi di dosso le fiamme dai vestiti dopo aver attraversato velocemente un incendio, praticare un massaggio cardiaco alle vittime dei disastri naturali all'interno degli ambienti in cui ci muoveremo, medicare e portare sulle spalle i feriti verso zone sicure, e in generale tutto quel repertorio di attività che compete ad un protagonista che intenda salvare vite umane anche in una situazione estrema come lo scontro con un gruppo di terroristi all'interno di uno scenario apocalittico. Già questo dovrebbe farvi capire quanto i ragazzi di "Monolith" abbiano investito sulla diversificazione del fin troppo abusato gameplay dei classici giochi di azione in terza persona, ma in realtà ciò non è che l'inizio di quel che vi stupirà profondamente procedendo con la vostra avventura; intanto diciamo che salvare tutte le persone ferite disseminate per i vari ambienti flagellati dalle calamità non è qualcosa di fine a se stesso: ad ogni "buona azione" corrisponderà il ricevimento di un certo numero di "Survival Points", di cui vi verrà reso conto alla fine di ciascuno dei 23 stage che compongono il gioco, e che, in un vero e proprio accenno di "caratterizzazione da RPG", costituiranno un ottimo sistema per ricevere miglioramenti di vari aspetti personali ed operativi del protagonista, come la sua abilità con le armi da fuoco, la capacità di trasportare un maggiore numero di oggetti curativi, una migliore capacità di concentrazione (utile per gli scontri a fuoco, come vedremo più avanti) e un incremento del suo "metabolismo". Cos'è quest'ultimo? Beh, mettiamola così: ogni volta che Ray è costretto ad attraversare velocemente un muro di fiamme, correre o nuotare, portare in braccio un ferito, o sparare ai propri nemici, consuma una porzione di una barra posizionata in alto a sinistra sullo schermo, appena sotto la più classica "Energy Bar". Rimanere a corto di "metabolismo" non è affatto una buona cosa, poichè influisce pesantemente rispetto ad una diminuzione generale della risposta del nostro personaggio ai comandi, e sarà sempre una nostra preoccupazione quella di dover mantenere livello della barra su valori accettabili, curando e nutrendo Ray.
Poi ci sono le sequenze di combattimento vero e proprio, (perché arriverà presto il momento in cui dovrete scontrarvi con i vostri nemici), e qui la vostra reazione potrebbe essere diametralmente opposta, a seconda che la vostra formazione culturale di videogiocatori sia indirizzata verso il piacere nel il mantenimento della linearità dei generi nell'esperienza di gioco, o aperta alla commistione di differenti stili videoludici nello stesso prodotto; perché ciò in cui si trasforma "Disaster" ogni qual volta dovrete fermare la vostra esplorazione dello scenario a causa di una sequenza di sparatoria con i soldati della SURGE, è propriamente il più classico "Shoot-em Up" in prima persona, in perfetto stile "Time Crisis"; il Wiimote diverrà il vostro sistema di puntamento sullo schermo e lo strumento con cui fare fuoco con la vostra arma, arma che potrete ricaricare scuotendo leggermente il nunchuck quando siete a corto di proiettili. Molto intelligentemente, gli sviluppatori hanno previsto un sistema di copertura per le situazioni di fuoco difficili, nelle quali premendo un tasto del nunchuck potrete comandare a Ray di trovare riparo dietro il più vicino elemento ambientale preposto allo scopo, dandovi così anche il tempo di elaborare con maggiore calma la vostra strategia balistica. Un interessante elemento di rischio nelle sparatorie è quello di poter "zoomare" sugli obbiettivi, aumentando drasticamente il danno inferto al nemico nel caso in cui lo colpiate, ma anche quello che riceverete voi qualora veniate colpiti, (e il fattore di "concentrazione" di Ray determina quanto efficacemente potrete mantenere a fuoco la mira durante gli zoom). E' interessante notare che i colpi piazzati vi danno diritto a dei cosidetti "Battle Points", che saranno di più nel caso in cui i vostri colpi abbiano colpito punti vitali del nemico e soprattutto quando portati a segno in modalità "zoom", e che raccolti in quantità sufficiente sbloccheranno progressivamente nuove armi e potenziamenti per l'arsenale di Ray. Le sequenze di combattimento non sono le uniche "licenze" sul gameplay convenzionale che i "Monolith" si sono concessi: da sempre l'innovativo sistema di controllo del Wii permette di ripensare molti stili di gioco aggiungendovi soluzioni che sarebbero impensabili per altre console; ecco quindi che il percorso di Ray verso l'epilogo dell'avventura è stato disseminato di mini-giochi, puzzle-games, sequenze di guida in prima persona, il tutto inserito limpidamente in un contesto di gioco che è un festival di stilemi e approcci originali al gameplay, supportati e tenuti insieme da una realizzazione tecnica pulita e senza mai cali significativi nella qualità generale, seppur non allo stato dell'arte.

CONCLUSIONE
Quanto può disorientare il videogiocatore comune un Titolo come "Disaster: Day of Crisis? Apparentemente molto; variegare un gioco inserendo in esso una moltitudine di generi differenti è una sfida di dimensioni considerevoli per lo Sviluppatore ambizioso, e gli esempi di fallimento delle proprie intenzioni inziali rispetto poi alla ricezione pratica dell'esperienza di gioco sono molti e celebri, ("Assassin's Creed" di Ubisoft tra tutti, secondo chi scrive, ma questa è un'altra storia...).
I Monolith hanno investito molto impegno nella loro creatura, e ciò è certamente evidente per chiunque si avvicini ad essa senza nutrire il solito pregiudizio del Wii concepito come macchina incapace di adattarsi alle esigenze richieste da un buon gioco d'azione di ultima generazione. Se anche non fosse che dopo quasi 2 anni di lavoro la stessa Nintendo ha valutato di poter pubblicare direttamente sotto la "protezione" del suo Nome questo prodotto, la migliore testimonianza della bontà di "Disaster" è sicuramente il fatto che una volta iniziato, molto difficilmente lo abbandonerete prima di aver attraversato tutti e 23 i suoi capitoli per un totale di una ventina di ore di divertimento. Non stiamo parlando di un gioco esente da difetti, certo, nè di qualcosa che resterà nella storia dei videogiochi: potreste infatti provare molta frustrazione nel dover ripetere decine di volte i punti più difficili dell'avventura, e ritrovarvi a dover imparare a memoria alcuni "pattern" di combattimento durante le sparatorie con i SURGE, per procedere sani e salvi fino alla conclusione dei vari livelli.
Il segreto per apprezzare Raymond Bryce è in fondo semplicemente quello di partecipare con lui agli eventi catastrofici che lo circondano e contro cui deve combattere. Se siete in grado di portare voi stessi sullo stesso piano di ciò che questo gioco vuole offrirvi, non mancherete di divertirvi; e alla fine vi sentirete esattamente come quelle persone che d'estate escono da un cinema dotato di un buon impianto di aria condizionata, dopo aver visto un divertente film d'azione americano. Ecco, un sogno di una mezza estate...

Valutazione generale: 7/10
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