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Pro Evolution Soccer 2016

Le grandi speranze e aspettative di Konami su PES 2016

Abbiamo chiacchierato in compagnia di Adam Bhatti, product manager di PES, il quale ci ha raccontato tante cose interessanti.

  • Testo: Fabrizia Malgieri e Bengt Lemne
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Mancano poche settimane al lancio di Pro Evolution Soccer 2016, la nuova iterazione del franchise calcistico annuale di casa Konami, e come ogni anno il titolo ha avuto un posto di rilievo nel corso della Gamescom, aggiudicandosi anche il premio per il miglior gioco di sport alla fiera di quest'anno. E' indubbio che tra i fan c'è grandissima attesa, soprattutto dopo il promettente esordio sulle console di nuova generazione, avvenuto lo scorso anno grazie a PES 2015. Tuttavia, una delle novità più importanti del gioco sembrano interessare non tanto il titolo in sé e per sé, quanto piuttosto la sua promozione. PES 2016, infatti, vanta ben due sponsor d'eccezione, superstar dal calcio internazionale, ossia l'attaccante del Barcellona (nonché Capitano della nazionale brasiliana) Neymar e lo spagnolo Álvaro Morata, attaccante della Juventus.

Nel corso della nostra permanenza alla Gamescom il nostro collega Bengt Lemne ha avuto l'opportunità di scambiare quattro chiacchiere con il Product Manager, Adam Bhatti, principalmente per capire il motivo dietro queste scelte, in particolare di Morata, il quale non è un nome così "telefonato" come potrebbe essere un Messi, Neymar, Mario Götze (sponsor dello scorso anno) o Cristiano Ronaldo. E a tal proposito Bhatti ci ha detto:

"Penso che sia una scelta davvero interessante. Voglio dire. ci sono molti fattori e molte ragioni per cui l'abbiamo scelto, ma ad essere onesti è accaduto un po' come con Mario Götze lo scorso anno. E' stato un rischio. Mario ha pure segnato un goal molto importante per la sua carriera [Bhatti fa riferimento al goal decisivo segnato da Götze nella finale dei Mondiali in Germania nel 2014], e avevamo firmato un accordo con lui poco prima che succedesse".

Insomma, sembra che PES abbia portato fortuna al buon Mario Götze, tutto sommato. E magari chissà potrebbe succedere anche per Morata e Neymar, i quali tuttavia hanno anellato successi molto importanti già nella scorsa stagione...

"Con Morata e Neymar, in realtà, loro condividono lo stesso record in Champions League. Entrambi i giocatori, infatti, hanno segnato ai quarti di finale, in semifinale e in finale. E' la prima volta che accade e stranamente i due giocatori condividono questo primato. Ma in realtà non è questa l'unica ragione dietro questa scelta. Voglio dire, Morata è un grande giocatore, è giovane e si avvicina molto alla nostra strategia, proprio come era accaduto con Mario, che è una giovane stella del calcio, per cui abbiamo voluto prenderci il rischio. In realtà questo aspetto si rivela interessante soprattutto per i fan, i quali ogni anno possono provare a fare pronostici su chi sarà la prossima star della copertina".

Pro Evolution Soccer 2016

Ma non solo. Per quanto riguarda la scelta di Neymar - un giocatore che di certo non si può annoverare come astro nascente del firmamento calcistico contemporaneo, essendo oramai una "leva" consolidata - Bhatti ha infatti spiegato che ciò è dipeso anche da una volontà da parte di Konami di aprirsi a mercati emergenti (in termini di simulazione calcistica, si intende):

"Credo che Neymar, d'altra parte, riesca ad attirare tantissimo uno dei nostri mercati più importanti che è l'America Latina. Qui in Europa c'è un sacco di rivalità tra PES e FIFA, ma in America Latina preferiscono PES. Parte del motivo per cui abbiamo scelto Neymar era proprio la volontà di metterci in contatto con uno dei nostri maggiori mercati, quali il Brasile e l'America Latina. Ma Neymar è anche una superstar, e si è rivelata una scelta molto facile perché volevamo qualcuno giovane che però al contempo fosse anche molto bravo. Credo che Neymar sia stata la scelta migliore possibile".

PES 2016 si è rivelato senza dubbio un capitolo molto impegnativo sotto tanti punti di vista, anche alla luce della buona accoglienza che l'iterazione dello scorso anno ha ottenuto sia da parte di critica sia da parte del pubblico. Oltre a lavorare molto sulla parte estetica dei giocatori - un puro e semplice vezzo estetico, quali cerchietti e bracciali che possono rappresentare uno dei tratti distintivi di alcuni calciatori - il team di Konami ha lavorato molto sulle reattività del gioco, come ci ha raccontato Bhatti poco dopo:

Pro Evolution Soccer 2016

"Il nostro punto di riferimento era quello di fare un gioco che fosse super reattivo. Volevamo recuperare un sacco di aspetti che hanno reso speciali i giorni di PES ai tempi di PlayStation 2. Un sacco di gente parla di "feeling" [ndr: un riferimento a cose e persone del tutto casuali?], ma alla fine dobbiamo trasformare questo aspetto in una sorta di codice binario, in un software per computer. Credo che il segreto risieda nel fatto che sia un gioco molto istintivo. Ciò significa che il giocatore può reagire d'istinto a qualcosa che accade nel gioco. Abbiamo lavorato molto su questo aspetto del gioco. [....] Il tutto mantenendo sempre lo stesso livello di dettaglio e di equilibrio. Anche se il gioco è più fluido, giocatori come Neymar avranno sempre un piccolo vantaggio perché palleggiano meglio. Anche se tutti i giocatori possono passare la palla rapidamente, qualcuno con la vista da Pirlo riuscirà a passare in modo più efficace".

"Per la prima volta in assoluto in PES abbiamo introdotto un sistema di collisione vero e proprio. Questo permette al giocatore di essere molto fisico. Nei giochi sportivi contemporanei si rivela un aspetto molto importante su cui lavorare, come aspetti come riuscire a contenere la palla, indietreggiare e fare in modo che il gioco vada avanti. Ma volevamo che stavolta i giocatori sentissero una maggiore fisicità e talvolta è molto difficile per uno sviluppatore riuscire darvi un sistema accurato in tal senso. Perché alle volte la ricerca di una maggiore fisicità causa strani bug e i giocatori si scontrano tra loro in modo strano. Comunque, ascolta, è probabile che troverete alcune cose strane in PES, ma noi piuttosto preferiamo darvi una maggiore fisicità. Sappiamo che questo è un aspetto che comporta molti cambiamenti, ma stiamo già lavorando su questo sistema da un bel po', non da un anno".

Importanti cambiamenti come questo (in realtà, in FIFA li avevamo già visti un paio di anni fa) possono rappresentare sempre un'arma a doppio taglio, nel senso che possono sia rappresentare un aspetto molto positivo o, al contrario, rappresentare un completo fiasco. E a tal proposito, Bhatti ci ha detto che Konami sembra particolarmente intenzionata a correre questo rischio:

"Voglio essere onesto con te. Ho visto alcuni video con il sistema di fisica che probabilmente vi faranno ridere e piangere, ma è qualcosa su cui vogliamo continuare a lavorare e senza paura. Abbiamo una sfida di fronte a noi, e dobbiamo migliorare PES in un dato modo e se abbiamo intenzione di farlo a partire dal gameplay, dobbiamo iniziare a concentrarci su queste cose".

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Nel corso dell'intervista, Bhatti ha avuto anche molto da dire in merito all'IA migliorata (la sua speranza è che i giocatori si trovino di fronte ad una Intelligenza Artificiale di cui riescano a percepire la differenza rispetto agli anni passati).

La demo di PES 2016 uscirà domani (13 agosto) su PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One, una data che ci è apparsa un po' precoce, eppure sembra che Konami - a sentire Bhatti - abbia piena fiducia nel suo nuovo gioco:

"Vogliamo fare in modo che i giocatori abbiano modo di provare PES 2016, anche se sappiamo quali sono i rischi. Sappiamo che se giocheranno alla demo e non sarà di loro gradimento, è meno probabile che lo acquisteranno, e può anche essere che diranno ai loro amici di non comprarlo, ma questo non ci spaventa. La verità è che siamo molto fiduciosi nei confronti di PES 2016 e crediamo che la maggior parte dei giocatori dirà agli altri di comprarlo, una volta provato".

Di seguito, potete guardare l'intervista completa in compagnia di Adam Bhatti.