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Life is Strange: Before the Storm

Life is Strange: Before the Storm - Recensione Episodio 1 'Svegliati'

Il nostro ritorno ad Arcadia Bay, prima della tempesta.

"Questa è la nostra recensione del primo episodio di Life is Strange: Before the Storm. Trattandosi di un titolo episodico, abbiamo preferito non dare alcun voto al gioco per il momento, ma recensiremo i singoli episodi non appena verranno pubblicati, per poi raggrupparli in un'unica recensione finale, questa volta con voto, non appena conclusa la stagione".

Dopo un primo gioco che ci è entrato di diritto nel cuore e nell'anima, l'annuncio di Life is Strange: Before the Storm - un prequel agli eventi che hanno sconvolto la piccola cittadina di Arcadia Bay nel titolo sviluppato da Dontnod - ci ha colto impreparati. Da un lato perché il gioco originale si sarebbe retto senza problemi sulle sue gambe nel suo essere un'opera unica, a sé stante, senza alcun bisogno di ulteriori fili narrativi da tirare per portare avanti una trama che era già perfetta nella sua composizione attuale. Dall'altra perché abbiamo amato così tanto i personaggi di Max e Chloe, protagoniste di una storia che è scorsa fluida ed efficace con tanti spettacolari colpi di scena, che abbiamo fatto fatica a separarcene a suo tempo, e una nuova avventura che potesse, in qualche modo, restituirci quelle stesse emozioni offerte da Life is Strange poteva essere solo gradita.

Cambiato lo studio di sviluppo - qui alla regia abbiamo i Deck Nine - e cambiato il punto di vista attraverso cui viviamo la vicenda (qui vestiamo i panni della ribelle e tormentata Chloe Price), Before the Storm ci è sembrata la scelta narrativa più ovvia per offrire ai fan alcuni aspetti lasciati in sospeso nel primo gioco, come il legame che Chloe e la bellissima e inavvicinabile Rachel Amber hanno intessuto negli anni in cui Max era stata lontana da Arcadia Bay, che è il motore che spinge lo svolgersi della storia in Life is Strange. Com'è nata l'amicizia tra le due ragazze? Perché Rachel è così importante per Chloe, nonostante abbia ritrovato, alla fine, la perduta amica di infanzia?

Life is Strange: Before the Storm

Con il primo episodio, "Svegliati", Deck Nine ha provato a gettare sul tavolo le prime pedine che muovono lo sviluppo della trama di questo attesissimo prequel. Chloe è una sedicenne allo sbando, fastidiosamente arrogante e aggressiva, com'è tipico di molti adolescenti a quell'età. La perdita del padre e il trasferimento della sua amica del cuore Max, con cui aveva condiviso momenti importanti, stanno mettendo seriamente a repentaglio la sua vita, oramai fatta solo di concerti punk illegali, erba e zero voglia di rimettersi a studiare, oltre ad un rapporto conflittuale con la madre che sta tentando di rifarsi una vita con un nuovo amore.

Nonostante il facile cliché con cui anche i Dontnod, a suo tempo, avessero già tratteggiato la sua personalità (che tuttavia si evolve in modo gustoso in Life is Strange), già dal primo contatto che abbiamo con Chloe ci rendiamo conto di quanto sia effettivamente smarrita, e che il suo atteggiamento asociale sia in realtà solo frutto di un grande dolore interiore, di quella sua incapacità di riuscire a legarsi a qualcuno per paura di soffrire ancora. È esattamente qui che entra in scena il personaggio di Rachel, una sorta di angelo custode con aspirazioni ribelli, che si intrufola nella sua vita a sorpresa. La ragazza più popolare della scuola - quella con i voti migliori, stella del corso di teatro di Blackwell - vede in Chloe quella boccata di aria fresca che manca alla sua vita, quel desiderio di evasione che la attanaglia visto il suo status di "miss perfezione".

"Svegliati" stabilisce, dunque, quali sono i presupposti narrativi da cui Before the Storm si dipanerà nel corso degli altri due episodi. Rispetto al primo gioco, qui non c'è alcuna tempesta in arrivo, nessuna ragazza scomparsa; manca, per il momento, quella spinta che ci porta oltre il teen drama, che, seppur rappresentasse una parte fondamentale in Life is Strange, si incastrava accanto ad altri pezzi di puzzle, restituendo un tutto di grande forza. Qui, invece, mancando anche l'abilità di Max che le permetteva di riavvolgere il tempo e modificare il corso degli eventi, viene meno la possibilità del giocatore di interagire attivamente con il mondo circostante.

Se è vero che Chloe ha comunque un'abilità dalla sua - quella di poter affrontare alcune discussioni sfruttando la sua linguaccia insolente con rispostacce piuttosto acute e modificare, in questo modo, l'atteggiamento delle persone nei suoi confronti - questa meccanica non ci è sembrata particolarmente impattante tanto quanto i poteri temporali di Max. Il modo di rispondere o approcciarsi ad un personaggio, che può essere più o meno un ostacolo, non differisce poi tanto dalle scelte che, esattamente come nel primo gioco, siamo chiamati qui a compiere per intessere le varie relazioni con i diversi personaggi di Arcadia Bay. Almeno per il momento, questa meccanica ci è apparsa un po' debole, ma contiamo di scoprire in che modo questa avrà davvero effetto nel gioco nella sua interezza non appena lo avremo terminato.

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C'è un aspetto che chi ha amato Life is Strange fino al midollo ha apprezzato tantissimo del gioco dei Dontnod, ossia la sua colonna sonora. Probabilmente uno dei maggiori punti di forza del titolo originale, la soundtrack del gioco episodico del 2015 rappresentava un personaggio a sé, parte integrante delle vicende, e chi scrive ancora oggi non perde occasione di ascoltarla su Spotify. I brani composti appositamente da Syd Matters per il gioco, uniti ai tanti pezzi indie perfettamente in sintonia con le atmosfere dei vari episodi, avevano senza dubbio fatto la differenza; ed è un peccato che non si possa dire la stessa cosa anche per Life is Strange: Before the Storm.

Con l'idea di restituirci una Chloe più incazzata e menefreghista, i Deck Nine hanno optato per una selezione musicale decisamente più punk e rumorosa, creando una sorta di scollamento tra ciò che stiamo vivendo nel gioco e quello che vivono i personaggi. L'unico momento in cui ci siamo fatti davvero trascinare e in cui la musica ha realmente contribuito a creare un legame con Chloe e Rachel, proprio come in Life is Strange, è stata la sequenza in treno (niente spoiler, tranquilli!), in cui la musica ci ha effettivamente permesso di creare affinità con loro, impegnate a conoscersi a poco a poco.

Da un punto di vista visivo, il gioco mantiene lo stesso stile visto nell'opera originale a marchio Dontnod. Nella versione da noi provata, quella per PS4, non abbiamo rintracciato alcun problema in termini di glitch o di cali di framerate, ma anzi il gioco si è mantenuto solido per tutta la durata dell'episodio. Continuano ancora a non convincerci alcune animazioni facciali, che già nel primo gioco non ci avevano entusiasmato, ma nulla di assolutamente ingestibile o fastidioso ai fini dell'esperienza in sé.

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Eravamo partiti con speranze immense nei confronti di Life is Strange: Before the Storm, forse sull'onda dell'eccessivo entusiasmo che ci portiamo dietro dal suo primo eccezionale gioco. È davvero difficile per noi riuscire a tirare al momento le somme - anche perché mancano ancora due episodi alla sua conclusione - ma è indubbio che nutriamo sensazioni piuttosto contrastanti. Nonostante continuiamo ad amare alla follia Chloe, qui decisamente più immatura e impacciata rispetto alla giovane donna in cui ci siamo imbattuti nel gioco del 2015, abbiamo non poche difficoltà a comprendere il personaggio di Rachel, con cui, almeno per ora, facciamo fatica a legarci.

La mancanza di un vero "potere" per Chloe, come quello che permetteva a Max di riavvolgere il tempo, pesa un po' ai fini del gameplay, perché la sua meccanica non ci sembra fare davvero la differenza nel breve periodo. Inoltre, anche la mancanza del cartello "Questa azione avrà delle conseguenze", che tanto abbiamo odiato in Life is Strange alla lunga, rimarca l'idea che il modo in cui effettivamente ci rapportiamo agli altri non abbia realmente efficacia sullo scorrere della storia.

Siamo solo agli inizi, è vero, ma siamo un po' preoccupati su come la trama si evolverà e si sorreggerà, mancando di alcuni pilastri importanti che hanno permesso a Life is Strange di diventare, ad oggi, un cult nel suo genere. Ma vogliamo essere fiduciosi e dare sicuramente un'ulteriore chance a Chloe e Rachel.

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