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Magic: The Gathering Arena

Magic: The Gathering Arena diventa eSport

Anche un italiano tra i 32 migliori giocatori al mondo scelti per la prima lega professionistica

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Quelli di Wizards of the Coast sanno bene di avere dalla loro un grande primato: quello di avere introdotto al grande pubblico il gioco delle carte collezionabili. Se pensiamo a Pokémon, Yu-Gi-Oh e a tutti i trading card games degli ultimi venticinque anni, tutti derivano da Magic: The Gathering. Persino i giochi di carte digitali come Hearthstone o The Elder Scrolls: Legends devono moltissimo a Magic, e per molti anni ci siamo chiesti come mai Wizards non abbia deciso di inseguire sin da subito la strada del digitale.

Senza nulla togliere a Magic: The Gathering Online, uscito nel 2002 e quindi molto prima di tutti gli altri giochi, abbiamo dovuto attendere fino al 2018 per vedere Magic sbarcare in rete con MtG Arena, un titolo capace di tenere testa a tutti gli altri trading card game digitali. Forse, il motivo di tale ritardo risiede nell'uso improprio della parola "trading", perché Magic: The Gathering Arena - come Hearthstone, d'altro canto - non consente di scambiarsi o di effettuare la compravendita di carte. Viene dunque a cadere uno dei grandi pilastri del gioco cartaceo, ed è forse questo il motivo della resistenza da parte di Wizards ad uscire sul mercato con un prodotto di questo tipo.

Eppure, oggi Magic: The Gathering Arena è disponibile in versione beta, ha attirato milioni di giocatori dimostrandosi già in questa fase acerba un prodotto di altissima qualità, divertente e complesso quanto basta. A partire dallo scorso dicembre, però, il titolo si è arricchito con la modalità Sfida Diretta, che consente ai giocatori di svincolarsi dal matchmaking casuale per dare luogo a partite e, perché no, tornei personalizzati. Se per molti giocatori ciò semplicemente significa la possibilità di divertirsi con qualche amico, per Wizards questa novità sancisce il primo passo verso il mondo degli eSport. E, a quanto pare, con il 2019 le cose inizieranno a farsi molto serie.

Magic: The Gathering Arena

In primo luogo, Wizards ha deciso di investire del denaro sui 32 giocatori di Magic più abili al mondo, tra cui spicca l'italiano Andrea Mengucci, per la costituzione della Magic Pro League, la lega professionistica dei giocatori del trading card game più famoso al mondo. Ognuno di questi giocatori godrà di un contratto da 75 mila dollari all'anno (poco meno di 66 mila euro) per competere nella lega e dedicarsi al gioco senza troppi pensieri. Una vera benedizione per chi, come Mengucci, ha scelto di dedicare la propria vita alle carte Magic nonostante una laurea in materie scientifiche e la prospettiva di un lavoro nel proprio campo di studi.

La Magic Pro League è interamente dedicata agli eSport, e dunque a MtG Arena: ognuno dei 32 giocatori partecipanti realizzerà streaming settimanali su Twitch dedicati al gioco, e parteciperà agli eventi mondiali dedicati. Ad aprire le danze, vi sarà il Mythic Championship di Boston del prossimo marzo (presso il PAX East), il primo di una decina di appuntamenti dove i giocatori professionisti si sfideranno per un montepremi di 1 milione di dollari.

Magic: The Gathering Arena
Magic: The Gathering ArenaMagic: The Gathering Arena

Come è intuibile, dunque, Wizards of the Coast sta investendo molto in questo progetto, ed è davvero lodevole vedere quanta energia e denaro vengano investiti in MtG Arena, un gioco che sta guadagnando sempre più consensi. Siamo molto curiosi di vedere se e come Magic: The Gathering Arena riuscirà a guadagnarsi un posto nell'Olimpo degli eSport. Da un lato, non vi è dubbio che Magic sia un gioco molto noto e amato (35 milioni di giocatori); da un altro lato, appare evidente che il fattore aleatorio ha un forte peso nell'esito delle partite, una caratteristica che snatura l'idea stessa di eSport, dove il fattore fortuna dovrebbe passare in ultimo piano rispetto alle abilità del giocatore. Sarà pertanto necessario comprendere quale formula verrà usata dagli organizzatori del torneo per minimizzare la problematica e fare in modo che, ad emergere, sia realmente il giocatore più forte e non quello con la più alta dose di fortuna.