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Avengers: Endgame

Confezionato come un blockbuster ma con l'anima di un poema epico, Avengers: Endgame è la conclusione di un viaggio inaspettato nel cinema di genere.

La recensione di Avengers: Endgame è totalmente spoiler-free, come richiesto esplicitamente dai suoi registi, Anthony e Joe Russo, in segno di rispetto per i fan e gli spettatori. Gamereactor Italia aderisce pienamente alla campagna #DontSpoilTheEndgame. Fai lo stesso, NON SPOILERARE!

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Scrivere la parola "fine" su una delle saghe cinematografiche che, da oltre un decennio, hanno appassionato e creato attorno a sé un vero e proprio fenomeno è complesso. I fratelli Russo lo sanno, e nonostante abbiano le spalle forti dopo aver diretto tre pellicole nel Marvel Cinematic Universe - compreso il penultimo della serie, Avengers: Infinity War, preludio di questo epico finale - concludere un percorso narrativo composto da ventidue film è un rischio che in pochi avrebbero voluto correre. Tirare le fila di oltre venti pellicole, far collidere i loro personaggi e le loro storie, ma soprattutto far convergere i numerosi universi raccontati da voci differenti e con visioni diverse (Jon Favreau, Joss Whedon, James Gunn, Kenneth Branagh, Anna Boden, solo per citarne alcuni) senza che questi si scontrassero l'un l'altro, ma facendo in modo che diventassero emozionante materia fluida, è stata senza dubbio una delle sfide più difficili, ma al tempo stesso appaganti, che il cinema contemporaneo ha dovuto affrontare.

Sì, vogliamo correre il rischio e parlare di "cinema" in senso lato perché è indubbio che l'operazione orchestrata dai Marvel Studios in questi oltre due lustri di storia della settima arte è probabilmente unica al mondo, una di quelle che, in modo definitivo, è costretta a trasformare in modo radicale gli assetti del cinema di genere come lo abbiamo conosciuto fino ad ora. Da Iron Man (2008) ad Avengers: Endgame sono cambiate molte cose. E non parliamo solo di storie che si alternano tra loro, di eroi che alimentano un multiverso che non ha precedenti (scusa DC, non c'è confronto), ma lo stesso genere, il "cine-comic", ha subito un'evoluzione importante, passando dall'essere qualcosa che, quanto meno agli inizi, puntava tutto sulla spettacolarità e su racconti straordinari di uomini e donne fuori dall'ordinario, fino a diventare un genere maturo, caratterizzato da un'anima profonda capace di andare a fondo nelle storie e nelle personalità di quei numerosi personaggi che hanno popolato quel mondo, mostrando anche i loro lati più terreni e deboli.

Avengers: Endgame

Endgame parte e si conclude proprio lì, narrando non più le storie di supereroi, ma di uomini e donne caduti vittime della caducità della vita, di un nemico ineluttabile che già dal nome, Thanos, riecheggia dolore e sofferenza (non a caso, θάνατος nella mitologia greca era la personificazione della morte, figlio della notte). Eroi sconfitti, nonostante i loro poteri; eroi dilaniati; eroi umani, a cui è lecito, ora che hanno perso tutto, abbandonarsi a quella fragilità che hanno sempre tentato di lasciarsi alle spalle, nascosti dietro le loro maschere, le loro armature, i loro poteri. È esattamente qui che si respira il cambiamento totale rispetto agli albori della saga, così come di un genere che oggi è sufficiente maturo da muoversi e sostenersi sulle sue gambe con grande solidità, capace di riscriversi, sperimentare, e talvolta anche fallire (non tutti i film Marvel sono stati un successo, dopo tutto), ma anche di risorgere dalle ceneri e tornare più forte di prima.

"Epico" è forse l'aggettivo che meglio esemplifica la natura di Avengers: Endgame. E non utilizziamo questo termine come sinonimo di "magistrale", ma nel suo significato letterario, intenso come narrazione poetica di gesta eroiche. Perché, in fin dei conti, quanto costruito in tutti questi (lunghi) anni dal fumetto in primis e dalla serie cinematografica successivamente ha la stessa forma e sostanza di un gigantesco poema epico, imbastendo una mitologia contemporanea senza precedenti, una narrazione corale che si dipana attraverso diversi media e che, in questa pellicola definitiva, assiste alla straordinaria fine di un ciclo. Un ciclo pulsante, vivo, in continua trasformazione, che ci ha condotto per mano verso quello che poteva essere il suo unico e solo finale. Perché, nonostante tutte le possibili ipotesi e previsioni, non avremmo mai potuto immaginarlo diversamente.

Avengers: EndgameAvengers: EndgameAvengers: Endgame

Endgame è un compendio delle diverse anime che hanno forgiato il Marvel Cinematic Universe in tutti questi anni, non solo raccogliendo attorno a sé l'intero cast di personaggi che hanno costruito e caratterizzato questo mondo spettacolare, ma soprattutto nei tempi e nei ritmi differenti che si susseguono nei suoi oltre 180 minuti. La leggerezza di alcune battute, volte a sdrammatizzare l'angoscia che opprime i protagonisti, si alterna a momenti drammatici devastanti, ma questo fa tutto parte di una sinfonia composta alla perfezione, atta ad attrarre a sé lo spettatore e a renderlo parte integrante del suo racconto. Il tutto in un perfetto e inaspettato equilibrio. Avengers: Endgame è un flusso di emozioni da cui è impossibile non farsi travolgere come un fiume in piena, dove fanservice - che da sempre alimenta e spinge l'immaginario cinematografico tratto dai fumetti - fa rima con qualità, lasciandoci tra le mani un colossal di altri tempi, ma con la vivacità e la consapevolezza del cinema contemporaneo: autocosciente, talvolta autoreferenziale, ma al tempo stesso straordinariamente audace.

Confezionato come un blockbuster ma con l'anima di un poema epico, Avengers: Endgame è la conclusione di un viaggio inaspettato, la chiusura di un cerchio partito da una battuta ("Io sono Iron-Man") che ha ufficialmente aperto la strada ad una nuova frontiera del cinema fantastico, trasformandolo dall'interno e restituendoci una delle operazioni cinematografiche più incredibili mai create ad oggi nel genere. Forte di una sceneggiatura massiccia - scritta brillantemente da Christopher Markus e Stephen McFeel - capace di riunire le varie fila narrative senza che queste si ingarbuglino tra loro, oltre che di interpretazioni magistrali da un cast diversificato ma assolutamente coerente, Endgame cala il sipario su uno dei fenomeni di intrattenimento di massa più radicali e travolgenti, ponendosi come ultimo indimenticabile atto di un ciclo narrativo senza precedenti. Di cui, dopo aver visto scorrere gli ultimi titoli di coda, già sentiamo enormemente la mancanza.

Avengers: Endgame
09 Gamereactor Italia
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