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Days Gone

Days Gone - Provato

Abbiamo trascorso quasi tre ore in compagnia della prossima esclusiva per PlayStation 4.

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Era giugno 2016 quando, dal palco della conferenza E3 di Sony, Bend Studio - sviluppatore first party della compagnia nipponica, noto per aver curato un paio di spin-off della serie Uncharted, L'abisso d'oro e Fight for Fortune, entrambi per PlayStation Vita - ha annunciato il suo ultimo titolo, questa volta per la "sorella maggiore" PlayStation 4. Da allora è trascorso molto tempo, abbiamo potuto assaporare numerosi video di gameplay (così come la delusione di qualche assenza ingiustificata), il gioco ha poi subito un piccolo ritardo nel suo lancio (inizialmente era previsto per il 22 febbraio, data poco vincente vista la concomitanza con altre uscite importanti), ma i giocatori della console di Sony hanno comunque riposto grandi aspettative in questo titolo, probabilmente tra le ultime esclusive della quarta generazione di console PlayStation. E dopo le nostre tre ore in compagnia di Days Gone, in occasione di un recente evento hands-on organizzato da Sony, possiamo tirare un primo sospiro di sollievo: nonostante la versione da noi provata non sia ancora quella definitiva, il carattere di cui è portatore il nuovo survival open world di Bend Studio è alquanto distintivo, rendendo abbastanza difficile il momento in cui abbiamo dovuto separarci dal controller.

Perché, se è vero che il rischio di qualsiasi titolo open world sia quello di stancare il giocatore dopo appena qualche ora, in questa occhiata più approfondita di Days Gone siamo stati accolti da impressioni piuttosto positive, che fanno ben sperare su una resistenza a lungo termine dell'esperienza grazie ad alcune trovate interessanti introdotte dallo studio nord-americano.

Days Gone

Un mondo dinamico e vivo: è questo lo scenario aperto che si schiude al giocatore non appena mette piede nell'area nord-orientale degli Stati Uniti che fa da sfondo alle vicende di Days Gone, luoghi che la stessa Bend Studio conosce molto bene, dal momento che la sede dello studio è esattamente nell'Oregon. Il dinamismo che caratterizza il mondo di Days Gone è percepibile sotto molti punti di vista. In primo luogo, per la massiccia varietà degli ambienti che questa specifica zona del Nord America è in grado di offrire: da fitte aree boschive a prati lussureggianti fino ad inaspettati spazi desertici, la conformazione del territorio della "Cascadia" garantisce una grande ricchezza non solo da un punto di vista puramente grafico - aspetto su cui torneremo in dettaglio tra poco - ma anche in termini di azioni e attività all'interno del gioco. Nelle poche missioni che abbiamo provato, lo spazio all'interno del quale si scatena l'azione influisce molto sul tipo di approccio e sullo stile di gioco che il giocatore può adottare.

Se è vero che, come in un qualsiasi open world, al giocatore viene lasciata grande libertà di azione nel modo in cui affrontare un dato compito, nel caso di Days Gone molto dipende anche dal tipo di scenario in cui questo prende vita, magari sfruttando in modo strategico alcune caratteristiche del territorio o edifici presenti al suo interno. Qui entrano in gioco diversi fattori, che non si limitano alle armi e alle trappole che Deacon St. John è in grado di fabbricarsi, ma riguardano anche le condizioni atmosferiche e il preciso momento della giornata in cui decidiamo di lanciarci in una missione. La presenza di neve, ad esempio, impedisce a Deacon di muoversi agilmente a bordo della sua moto Drifter Bike, così come il freddo ha un impatto rigenerante sui Freaker, che tendono ad essere più resistenti. Analogamente, anche per quanto concerne il ciclo giorno e notte, questo diventa un elemento altrettanto importante in quanto influenza il comportamento dei Freaker: i non-morti, infatti, diventano deboli e lenti di giorno, mentre sono veloci e aggressivi di notte. Un altro elemento di vitale importanza da monitorare è senza dubbio il rumore: spesso, infatti, muoversi di soppiatto o più lentamente evita di andare incontro a morte certa, soprattutto quando la zona in cui stiamo cercando di entrare è infestata da orde di Freaker.

Days Gone

A proposito di personalizzazioni, il giocatore può scegliere di plasmare Deacon nel modo che preferisce. Come spesso capita in titoli appartenente ad un genere analogo, il giocatore può scegliere il tipo di approccio che è più in linea con il suo stile di gioco attraverso tre specifici alberi delle abilità. In Days Gone, nello specifico, abbiamo uno dedicato alla sopravvivenza, uno legato alle abilità sugli attacchi a distanza e uno relativo alle abilità negli attacchi da mischia. Combattendo non solo le orde di Freaker, ma anche quelle umane, il giocatore può modellare e personalizzare Deacon nel modo che preferiscono, sviluppando determinate "skill" che meglio si adattano al proprio metodo di avanzamento preferito. Come dicevamo, la grande libertà offerta dal mondo aperto si traduce anche in una grande libertà di azione; eppure, oltre a scegliere di volta in volta di optare per un approccio stealth o più aggressivo, è persino possibile evitare un conflitto. Deacon ha inoltre a disposizione un equipaggiamento che si arricchisce avanzando nel mondo di gioco: dalle classiche armi a trappole di varia natura, il personaggio può ampliare il suo armamentario in modo creativo, spesso adoperando anche un'utile opzione chiamata "Visione Sopravvivenza". Grazie ad essa, infatti, è possibile setacciare l'ambiente circostante scovando non solo tracce e indizi, ma anche preziose risorse.

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