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Dig Rush

Dig Rush di Ubisoft aiuta a curare l'occhio pigro

Abbiamo incontrato Mathieu Ferland di Ubisoft e Joseph Koziak di Amblyotech per parlarci di questa straordinaria tecnologia.

Non passano giorni in cui non troviamo su quotidiani, online e cartacei, notizie e articoli riguardanti gli effetti negativi che i videogiochi hanno sulle persone, in particolare sui più giovani. Eppure, molti non sanno che attualmente i videogiochi vengono utilizzati sempre più spesso come territorio di sperimentazione e come tecnologia utile a curare o prevenire alcune patologie, come ad esempio la ambliopia, conosciuta ai più come "occhio pigro". A tal proposito, abbiamo avuto occasione di intervistare Mathieu Ferland di Ubisoft (conosciuto ai più per il suo lavoro sulla serie Splinter Cell) e Joseph Koziak di Amblyotech per parlarci di Dig Rush, un progetto di Ubisoft mirato al trattamento di questa patologia:

"Si tratta di un esempio eccellente dell'impatto positivo che i videogiochi possono avere nella nostra società", ci spiega Ferland.

Dig Rush

Dig Rush è un progetto volto al trattamento di questa malattia, che i medici potranno prescrivere e adattare sulla base delle esigenze del singolo paziente. La struttura del gioco costringe il paziente a fare uso di entrambi gli occhi ed è stato dimostrato che questo tipo di trattamento si rivela più efficace rispetto alla soluzione tradizionale con la benda. Questo, inoltre, offre un'opportunità anche ai pazienti adulti (la benda sull'occhio è efficace solo sui pazienti giovani) per superare tale condizione.

Ma l'ambliopia può essere anche solo la prima patologia che i videogiochi potrebbero contribuire a curare.

"Questo tablet è la "siringa" del futuro", ci spiega Koziak. "E' un modo di somministrare un farmaco ad un paziente. Questo primo "farmaco" è un trattamento per l'ambliopia, ma quello che abbiamo creato con Ubisoft è ciò che chiamo un settore ibrido. Una combinazione tra videogioco e tecnologia software con le scienze naturali e con questo abbiamo intenzione di guardare al futuro e utilizzare i tablet per il trattamento di altre forme di malattie e condizioni".

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