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Il Signore degli FPS è tornato.

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Quando si parla di Doom, tutti coloro che sono nati a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, hanno un vero e proprio tuffo al cuore. In un'epoca in cui il videogioco stava iniziando a trovare una propria dimensione come nuovo prodotto culturale e non più come semplice mezzo di intrattenimento, l'opera di id Software creò attorno a sé un vero e proprio fenomeno di costume, destinato a fare storia. Nato dalle menti geniali di John Romero, John Carmack e Tom Hall, Doom scosse il mondo videoludico introducendo un concetto nuovo di gameplay, dove a predominare erano un ritmo frenetico, uno stile di gioco semplice ed immediato, ma anche (e soprattutto) una violenza brutale, il tutto perfettamente condito con un uso davvero innovativo della grafica 3D, destinato a fare scuola.

A distanza di 23 anni dal suo brillante esordio e dopo un ventennio tra alti e bassi, id Software ha deciso di fare tabula rasa e riprendere in mano la serie con un interessante reboot, un'operazione che segna non solo il ritorno della serie dopo 12 anni dall'ultimo capitolo (e dopo un travagliato sviluppo), ma anche l'esordio del franchise sulle console di nuova generazione, oltre ad un'occasione per permettere alle nuove generazioni di giocatori di scoprire per la prima volta uno dei padri fondatori del genere FPS, ancor prima che i tanti Call of Duty e Battlefield si facessero spazio e si imponessero come nuovi punti di riferimento del settore. Stendete il tappeto rosso: il Signore dei first-person-shooter è tornato, e alla grande.

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«La trama in un videogioco è come la trama in un film porno: ti aspetti che ci sia, ma non è così importante.»
(John Carmack)

In un'era in cui il settore videoludico mostra una profondità narrativa senza precedenti, il nuovo Doom preferisce rimanere perfettamente coerente e fedele alla linea intrapresa sin dal suo primo capitolo, dove a predominare non è certamente l'empatia con il protagonista o i risvolti morali della trama, quanto piuttosto un'azione al cardiopalma, che vede il giocatore in costante movimento, condita da sequenze di inaudita violenza che più di una volta ci hanno strappato un sorriso. Perché Doom è così: un concentrato di adrenalina che ti sballotta da un livello e l'altro, dove - come letale macchina da guerra - il giocatore si fa spazio tra demoni e alieni, sfruttando un arsenale pazzesco e la cui importante missione è impedire ad un'entità malvagia di aprire un collegamento tra l'Inferno e Marte, pianeta su cui muoveremo i nostri primi passi, risvegliandoci in un misterioso e asettico laboratorio.

E se speravate di iniziare in sordina, per avere il tempo necessario per ambientarvi nel mondo di gioco, sappiate che anche in questo Doom ritrova la sua natura old school: Id Software, infatti, ci catapulta senza mezzi termini all'interno dell'azione, fornendoci giusto qualche indicazione su come procedere di livello in livello, in cui siamo chiamati a muoverci costantemente - ma se siete dei "novellini" o vi sentite sopraffatti dal ritmo concitato del gioco, sappiate che potrete sempre accedere ad un pratico tutorial testuale dal menu principale. Come dicevamo, uno degli aspetti caratterizzanti del gameplay di Doom risiede nel richiedere al giocatore un movimento costante, dove il verbo "camperare" (una pratica oramai fastidiosamente diffusa nei tanti FPS contemporanei) è sostanzialmente bandito. Salta, corri, spara, uccidi: il giocatore avrà giusto qualche rapida scena di intermezzo - in cui vengono fornite le spurie informazioni che muovono il nostro letale marine - per riprendere fiato e ributtarsi nella mischia, affrontando demoni di svariata natura e forma. Ma perché è proprio qui, in realtà, che risiede una delle forze più prorompenti del marchio.

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Un altro dei caratteri distintivi della serie Doom è il creativo arsenale a disposizione del nostro marine. Passando dall'iconica motosega fino a diverse impressionanti armi da fuoco, il giocatore si fa largo tra le orde di nemici, sfruttando un armamentario di tutto rispetto che, proseguendo nel corso dell'avventura, potremo non solo sbloccare, ma anche aggiornare grazie al superamento di determinati obiettivi/missioni che ci vengono proposto lungo il percorso. Grazie ai punti esperienza ottenuti, potremo infatti migliorare le nostre armi con tante caratteristiche interessanti, un aspetto che interessa in modo analogo anche l'armatura del nostro eroe. Proprio come le armi, infatti, l'armatura vanta un sistema con un totale di cinque diverse funzioni, che può essere attivato solo recuperando le chiavi di alcune guardie morte, che troveremo sparse nelle varie stanze della struttura e del Pianeta rosso. Come per le armi, questi punti permetteranno infatti di potenziare la nostra armatura con alcune abilità passive e attive, a seconda dello stile di gioco prediletto dal giocatore.

C'è un altro aspetto old school che si impone all'interno di Doom, ed è ciò che riguarda la salute del personaggio e lo status di resistenza della sua armatura: se la maggior parte degli FPS contemporanei ci ha abituato a restare in copertura in attesa che la nostra salute venga ripristinata, Doom chiede al giocatore, anche in questo caso, di lasciarsi trascinare dal flusso dell'azione, perlustrando ogni singolo anfratto della gigantesca mappa che si apre ai nostri occhi (un elemento che si rivela importante anche per rintracciare i tanti collezionabili, che aumentano a dismisura la longevità del gioco), in cerca di frammenti di energia e di armatura. Ma la ricerca costante sulla mappa non è il solo e unico modo per ottenere punti energia: di fatti, id Software opta per una soluzione ancor più interessante, che coinvolge le brutali (ma divertentissime) finish move.

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Se è vero che possiamo crivellare di proiettili i nostri nemici come se non ci fosse un domani (scelta sconsigliata, soprattutto se siete a corto di munizioni, che a mano a mano che si procede sulla mappa diventeranno sempre meno generose), dall'altra possiamo contare su un'altra componente altrettanto spassosa del sistema di combattimento, ossia il combattimento corpo a corpo. Se volete risparmiare pallottole, il nostro consiglio è stordire il nemico con un paio di proiettili e questo, una volta indebolito, sarà avvolto da un'aura di colore blu, segnale che vi autorizza a procedere con un attacco corpo a corpo, che vi vedrà impegnati in una brutale mossa finale (tra le nostre preferite, c'è quella in cui vengono strappati gli arti dei nemici a mani nude...deliziosa!).

Uno degli aspetti che maggiormente stanno a cuore degli amanti degli FPS è sicuramente il comparto tecnico, e anche da questo punto di vista, id Software non ha mancato di dimostrare grande competenza. Tralasciando il level design che è sicuramente dettagliato e interessante - oltre a sfruttare con grande maestria anche gli elementi verticali - la componente di Doom che spicca maggiormente da un punto di vista tecnico è la sua eccezionale fluidità. Sebbene l'azione sullo schermo sia incredibilmente frenetica e ricca di nemici che sopraggiungono da ogni parte, il gioco riesce a mantenere con eccezionale stabilità i 60 fps, anche nella versione console (quella da noi provata per questa review). Forse l'unico aspetto che un po' ci delude, sono i suoi caricamenti eterni, uno scotto da pagare (un po' salato, dobbiamo dire) a fronte di un'esperienza granitica e che si rivela sempre perfettamente stabile. Last but not the least, oltre al character design che rispecchia fedelmente quello dell'originale, un altro aspetto che ci è piaciuto molto è la colonna sonora, un elemento che scandisce e carica ulteriormente l'azione, lasciandoci travolgere dal suo carattere incredibilmente adrenalinico.

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E se la componente singleplayer non fosse abbastanza per voi, Doom offre ai giocatori più incalliti anche una gustosa modalità multiplayer. Se da un lato la modalità campagna raccoglie a piene mani l'eredità del Doom originale, dal punto di vista dell'online il nuovo titolo di id Software ha molti punti di contatto con gli FPS online contemporanei, a partire da Halo. Non a caso, ad occuparsi della modalità online, un grande contributo si deve ai Certain Affinity, che si sono occupati del design delle mappe del celebre marchio che fu di Bungie (e ora di 343 Industries), e di cui senza dubbio qui si percepiscono alcune influenze. Per quanto concerne le sue modalità, Doom si rivela molto tradizionale con modalità molto classiche e standard, anche se c'è un elemento che distingue il titolo di id Software, ossia la possibilità per il giocatore di trasformarsi in un enorme demone durante le partite online. Il giocatore può assumere quattro forme demoniache e quando è in questa "veste", è capace di resistere ad una quantità di danni nettamente più elevata rispetto ad un giocatore normale. Per questo motivo, è opportuno che la squadra avversaria si concentri, in questa fase, ad uccidere il più velocemente possibile il mostro in quanto è una vera e propria macchina da guerra.

Un altro aspetto "moderno" recuperato dalla "new school" degli FPS è sicuramente la presenza di loadouts, e ciò significa che prima di entrare in partita, i giocatori dovranno scegliere accuratamente le armi (e anche la forma del demone che preferiscono) o, in alternativa, recuperarle in giro per la mappa. Paragonata ad altri aspetti del gioco, la componente multiplayer è sicuramente quella meno incisiva, ma si rivela nel complesso divertente.

Infine, altro aspetto mutuato dalla contemporaneità, è la presenza di un editor mappe, chiamato SnapMap. Il gioco include diverse opzioni e tutorial che permettono al giocatore di imparare i fondamenti necessari per creare le proprie mappe, e anche se non si tratta di un processo molto semplice, sembra che id Software abbia fatto davvero un lavoro eccezionale per venire incontro al giocatore. Non abbiamo avuto l'opportunità di esplorare in profondità tutte le possibilità di SnapMap perché richiede molto più tempo, ma ci sono già diverse mappe interessanti che gli altri giocatori possono scaricare, tra cui le mappe cooperative per quattro giocatori. E fatelo, sarà davvero interessante.

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Quando si tocca un grande classico, si ha sempre il timore che l'effetto nostalgia o alcuni aspetti che ci avevano entusiasmato a suo tempo vengano cancellati con un colpo di spugna, non appena un franchise così importante si ripresenta sul mercato a distanza di anni. Ma con Doom non è andata così: id Software ha fatto davvero un lavoro egregio, mescolando vecchio e nuovo e venendo incontro a due differenti generazioni di giocatori - quelli che hanno amato la serie a suo tempo e coloro che ne sono completamente nuovi. Il risultato è un FPS di ottima fattura, intrigante, adrenalinico, travolgente, che ci ha piacevolmente colpito. Se Doom ha resistito alla prova del tempo? Assolutamente sì, e crediamo che creerà tanti nuovi adepti tra le generazioni più giovani che, come chi scrive a suo tempo, impareranno ad amare questo grande e immenso classico in tutte le sue sfumature.

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Al voto di Doom presente in calce, va aggiunto un ulteriore e meritato mezzo punto, solitamente non contemplato nelle recensioni sul nostro portale.

08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Un ritmo incalzante e assolutamente irresistibile; Grande fluidità; Ottimo level design e, in generale, buon apparato tecnico; Modalità SnapMap interessante.
-
Caricamenti lenti; Il multiplayer non è il top di gamma; Qualche pop-in dei nemici e degli ambienti.
overall score
Questo è il voto del nostro network. E il tuo qual è? Il voto del network è la media dei voti di tutti i Paesi

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