Giappone e Cina continuano il tira e molla dopo le minacce di decapitazione a Takaichi per Taiwan
Il Giappone ha mosso lunedì per de-escalare le tensioni con la Cina.
Il Giappone ha mosso lunedì per de-escalare le tensioni con la Cina dopo che Pechino ha avvertito i cittadini di non viaggiare in Giappone e il suo console generale a Osaka ha rilasciato una dichiarazione ormai cancellata minacciando una "decapitazione" per dichiarazioni su Taiwan.
La disputa è scoppiata dopo che il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che il Giappone avrebbe potuto rispondere militarmente se un attacco cinese a Taiwan avesse minacciato la sua sopravvivenza. Dopo la disputa, il funzionario giapponese Masaaki Kanai si recò a Pechino per incontrare i suoi omologhi cinesi.
Il presidente di Taiwan ha inoltre chiesto la moderazione cinese, avvertendo la comunità internazionale di monitorare la situazione. La Cina, tuttavia, ha dichiarato che il Giappone deve ritirare i commenti di Takaichi, negando però i piani per un incontro con lei al prossimo vertice del G20.
La controversia ha già colpito l'economia, con le quote di turismo e vendita al dettaglio a Tokyo che ne hanno subito un colpo. Gli analisti avvertono che una disputa prolungata potrebbe costare al Giappone in termini significativi di visitatori e ricavi, mentre avvertono che le tensioni potrebbero persistere per mesi.

