Gli Stati Uniti lanciano "Freedom.gov " per aiutare gli europei ad accedere a contenuti online limitati
Il portale arriva in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e UE sulle regole sul discorso digitale.
Il governo degli Stati Uniti ha lanciato un nuovo sito web, Freedom.gov , volto a permettere agli utenti (inclusi quelli in Europa) di accedere ai contenuti online limitati dalle leggi locali. Secondo i rapporti, il portale è gestito dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, una filiale del Dipartimento della Sicurezza Interna, piuttosto che dal Dipartimento di Stato come inizialmente suggerito.
Questo avviene dopo che l'amministrazione Donald Trump ha ridotto significativamente il lungo programma Internet Freedom, che per oltre un decennio ha finanziato strumenti open source e focalizzati sulla privacy per aiutare attivisti e giornalisti a aggirare la censura in paesi come Iran e Myanmar. Il nuovo portale differisce nettamente da quei precedenti tentativi e sembra centralizzare il traffico attraverso un sistema controllato dal governo statunitense piuttosto che supportare tecnologie decentralizzate e che preservano la privacy.
A quanto pare, il sito web è progettato meno per contrastare chiusure autoritarie di internet e più per aggirare regolamenti europei come il Digital Services Act dell'UE e l'Online Safety Act del Regno Unito, che prendono di mira discorsi d'odio e contenuti illegali. Nina Jankowicz, ex funzionaria statunitense ed esperta di disinformazione, ha descritto l'iniziativa come "uno strumento di propaganda", mettendo in dubbio il motivo per cui la CISA, precedentemente concentrata sulla sicurezza elettorale e sulla disinformazione estera, supervisionasse il progetto.
Il lancio si svolge anche in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Bruxelles riguardo alla regolamentazione tecnologica. La Commissione Europea ha aperto indagini sulle principali piattaforme tecnologiche statunitensi, inclusi X e Meta, riguardo alla moderazione dei contenuti e alle preoccupazioni sulla concorrenza. I funzionari statunitensi hanno presentato la disputa come una difesa della libertà di espressione, mentre i regolatori europei sostengono che le loro misure siano necessarie per limitare i contenuti online dannosi e illegali...
