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Journey to the Savage Planet

Journey to the Savage Planet - Provata la demo

Typhoon Studios ci ha permesso di dare un'occhiata più da vicino al loro nuovo gioco.

Journey to the Savage Planet è stato presentato per la prima volta ai Game Awards a dicembre, e anche durante la sua apparizione in un livestream di Inside Xbox all'inizio di quest'anno, ma fino ad oggi non abbiamo visto alcun gameplay. Da allora abbiamo ricevuto solo qualche screenshot, ma la scorsa settimana abbiamo potuto vedere il gioco in azione grazie ad una video-chiamata con il co-fondatore Alex Hutchinson, che ci ha permesso di saperne di più di questo titolo.

Quando Hutchinson ha presentato se stesso e il team di Typhoon, ci ha anche spiegato un po' il contesto del gioco, nel senso che si tratta di una piccola squadra di circa 25 persone che lavorano su un gioco indipendente anziché su un gioco AAA. Detto questo, il team conta al suo interno veterani dell'industria che in passato hanno lavorato in aziende come Ubisoft.

La demo parte collocandoci all'interno di una base, in una una navicella spaziale o un pod in cui si dispone di una macchina da crafting per stampare elementi quali aggiornamenti per l'arma e un jump pack. La nostra missione è esplorare il mondo e catalogare ciò che vediamo su questo pianeta alieno, tutto per volere di Martin Tweed di Kindred Aerospace (quel ragazzo che vedi nel trailer qui sotto). Questo viene quindi suddiviso in obiettivi più piccoli da perseguire, come ottenere uno strumento per arrampicarsi, accedere a punti più alti e muoversi oscillando sulla corda.

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Poi siamo usciti ad esplorare il mondo alieno per vedere davanti a noi una pianura innevata, punteggiata da cristalli arancioni e flora e fauna sporadiche. Con una pistola in mano, Hutchinson ci ha detto che si tratta di un "gioco action/adventure in prima persona" o di quello che a lui piace definire un " explore 'em up". Questo termine ci ha chiarito molte cose, e immediatamente è diventato evidente che questa non è un sandbox aperto gigante, ma un'esperienza molto più curata come abbiamo capito attraverso i percorsi guidati all'interno del livello. Ci sono ampie aree da esplorare, certo, ma coloro che vogliono perseguire un obiettivo hanno dei marcatori chiari sul loro HUD da seguire.

Nella tua mano sinistra hai una varietà di oggetti da usare durante i tuoi viaggi, tra cui una "pomegrenade" (sembra una melagrana, capisci?), un'esca per attirare creature e che ti fa rimbalzare dal pavimento. Questi dovrebbero essere utili durante il tuo viaggio mentre cerchi di accedere a nuove aree e ti aiuteranno anche con gli elementi puzzle leggeri che incontrerai, incluso ciò che abbiamo trovato nella demo, ossia una porta che doveva essere aperta prendendo a calci a degli alieni simili a un pollo in un bocca gigante accanto ad essa.

Insomma, anche se c'è una pistola, non è uno sparatutto in prima persona, e gli elementi di combattimento sono leggeri come i puzzle (Hutchinson ha aggiunto che il gioco non è progettato per ucciderti con frequenza). Ci sono però alcuni boss, tra cui un combattimento che abbiamo visto dove dovevamo uccidere una bestia gigantesca sparando alle sacche sulla sua coda, ma a parte l'overclocking della tua pistola, non ci sarà un ampio arsenale di armi da usare. È l'esplorazione il vero motore del gioco, e quelli abbastanza curiosi da frugare ovunque troveranno un sacco di segreti nascosti. Lo strumento di scansione a tua disposizione ti aiuterà molto e può essere utilizzato per analizzare gli ambienti alieni.

Journey to the Savage Planet

Certamente, anche le immagini sono degne di nota. È un gioco davvero carino con molti colori vivaci e ambienti alieni interessanti, ricchi di animali selvatici da scoprire mentre esplori. È tutto così eccentrico e fuori che in realtà ci ha ricordato un po' Ratchet&Clank, specialmente per i diversi gadget a tua disposizione e l'umorismo di cui è pieno zeppo, come gadget stravaganti e il fatto che puoi schiaffeggiare e dare calci.

Non appena i colori vivaci e il pianeta alieno sono apparsi sui nostri schermi a dicembre, i confronti con No Man's Sky sono stati inevitabili, quindi siamo rimasti sorpresi che solo verso la fine della sessione di un'ora in cui un giornalista ha chiesto se ci fosse un omaggio al gioco di Hello Games e quali fossero le differenze.

"Penso che il nostro gioco sia molto diverso", ha detto Hutchinson, "e probabilmente la cosa più grande, se non fosse chiaro dalla demo, è che abbiamo realizzato tutto a mano nel mondo. Volevamo essere sicuri che se avessi passato tutto il tuo tempo ad esplorare, avresti trovato qualcosa di interessante che abbiamo messo lì. Non volevamo creare alcun tipo di risorse generiche, quindi il mondo intero è stato realizzato a mano in un'esperienza da 10 a 12 ore che ci piacerebbe esplorassi fino in fondo. "

Durante questa demo non abbiamo scoperto molto sulla trama, ma Hutchinson ha detto che verremo catapultati su questo pianeta alieno pensando che non avesse segni di vita intelligente. C'è una torre gigante che fluttua nell'aria e alieni, il che indica che non è esattamente così, e sarà interessante capire quanto sia significativa questa storia.

Journey to the Savage Planet

Questo mix tra esplorazione e storia ci ha ricordato un sacco di Subnautica, quindi abbiamo chiesto a Hutchinson in che modo il gioco equilibra la trama con il gameplay esplorativo, e se c'è anche un punto finale del racconto del gioco.

"Sì, questa è davvero una bella domanda, e Subnautica è stato sicuramente un gioco molto interessante quando eravamo in fase di sviluppo", ha spiegato. "Penso che siano un po' più aperti e che abbiano propeso anche per un gioco di sopravvivenza, mentr noie abbiamo preso la decisione di passare ad un'avventura. I primi prototipi avevano elementi di sopravvivenza, ma non appena abbiamo iniziato a focalizzarci sulla componente esplorativa e poi girare su ogni roccia e visto tutto ciò che c'era, gli elementi di sopravvivenza hanno iniziato a remare contro di essa".

"Così abbiamo optato per una trama finita nel gioco, ma ci sono cose che puoi comunque continuare a scoprire e mettere insieme le informazioni e farti delle idee per capire ciò che è successo. Quindi è un po' entrambe le cose, ma è più incentrato sul gameplay di quanto non lo sia sulla trama".

Più avanti nel Q&A, abbiamo scoperto che il gioco non sarà a prezzo pieno quando verrà lanciato, visto che sarà supportato dai contenuti post-lancio, che si aggiungono alle 10-12 ore che Hutchinson ha dichiarato per la campagna.

Aspettiamoci Journey to the Savage Planet all'inizio del 2020 per PC, PS4 e Xbox One, e questa demo è stata utile per chiarire cosa attendersi dal gioco. Alcuni si aspettavano un titolo di survival spaziale à la No Man's Sky, ma invece utilizza elementi di esplorazione in un'avventura molto più focalizzata e basata sulle meccaniche, inclusi vari gadget che sembrano divertenti da usare mentre si attraversano questi ambienti e si impara a conoscere gli abitanti del luogo. Sembra che trarrà vantaggio da questo aspetto, anche se dovremo aspettare fino a quando non metteremo le nostre mani sul titolo per capire se il gioco supererà la prova del nove.

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