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Kingdom Hearts III

Kingdom Hearts III - Provato

Il capolavoro di Tetsuya Nomura sta prendendo forma alla grande.

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Quando il melò di Final Fantasy incontra lo stupore fiabesco di Walt Disney: una frase che riassume perfettamente uno dei franchise più innovativi, originali e pazzeschi. Kingdom Hearts è diventato il nome di questo progetto, frutto del character designer Tetsuya Nomura, un uomo precedentemente conosciuto per i suoi lavori su Final Fantasy VII, VIII e X. I primi tre titoli di questa nuova serie - di grande successo, tra le altre cose - hanno visto Kingdom Hearts guadagnare presto enorme slancio, avevano persino quel potenziale per diventare più importanti del secondo più grande franchise di Square, Dragon Quest. Quello slancio, tuttavia, si è poco a poco assopito dopo che il franchise si è dipanato su cinque diverse piattaforme e 7 titoli spin-off di qualità variabile. Quindi, da dove iniziare per parlare di Kingdom Hearts III, il terzo sequel numerato, il primo a 13 anni di distanza dal secondo episodio, in un franchise videoludico con una trama così contorta che anche un autore complesso come Hideo Kojima deve rifletterci due volte per capire cosa sta accadendo?

Se siete nuovo a Kingdom Hearts, il terzo capitolo di conseguenza ha la necessità di spiegare tredici anni di storie secondarie in un videogioco. Arrivati all'anteprima di Kingdom Hearts III nella soleggiata Santa Monica, eravamo pieni di eccitazione, ma anche di cautela. Nomura e il suo team di Square Enix sarebbero riusciti a creare un degno seguito dopo 13 anni di attesa?

Kingdom Hearts III

Per prima cosa si è tenuto un panel con Nomura e alcuni dei nomi più importanti che stanno lavorando sul gioco. Ai partecipanti non è stato permesso di fare domande ma hanno dovuto fare affidamento su domande già preparate per Nomura e il suo co-director nel franchise di Kingdom Hearts, Tai Yasue. Nomura ha iniziato la presentazione descrivendo il tema principale che lega il franchise Kingdom Hearts, e in particolare il team ha scelto la parola rivelazione per descrivere in modo essenziale gli eventi di Kingdom Heart III. Continuando su quest concetto nozione, Nomura ci ha descritto Kingdom Hearts III come il culmine di una storia in divenire lunga 16 anni e che sarebbe stato, dunque, un flusso continuo di rivelazioni e momenti epici. Sfortunatamente, l'autore ha voluto tenerci nascosti i contenuti dettagliati della trama, ma l'unica informazione che ci ha fornito è che il terzo capitolo avrebbe integrato senza soluzione di continuità elementi di Disney e Final Fantasy senza mai renderlo infantile o troppo dark, proprio come i giochi che si basano sul conflitto tra luce ed oscurità.

Una caratteristica importante questa volta è quella di rendere i vari mondi più vivi e popolati da personaggi reali. Nelle iterazioni precedenti i mondi apparivano vuoti e ospitavano solo pochi personaggi selezionati del film in questione. Per dimostrare meglio questa nuova direzione, Tai Yasue ci ha mostrato la città castello di Rapunzel e Sora che correva interagendo con i vari NPC. Se si considerano i vecchi giochi, è fantastico vedere finalmente gli universi del film diventare pienamente vivi in Kingdom Hearts.

Dopo il breve panel, finalmente è arrivato il momento tanto atteso di giocare, dopo 13 anni di attesa snervante. Ad ogni giornalista sono stati dati 90 minuti in compagnia con il gioco su Xbox One X o PlayStation 4 Pro. Nonostante la potenza superiore di Xbox One X, la maggior parte dei presenti ha preferito provare il gioco su PlayStation 4, quella della stessa famiglia di piattaforme che ha ospitato il primo capitolo molti anni fa. Square Enix aveva preparato due demo che hanno mostrato due aspetti distinti del gioco, ovvero Hercules e Toy Story.

Kingdom Hearts III

Il primo livello che abbiamo provato è stato l'Olympus Coliseum di Hercules, una location che abbiamo visto nei primi trailer oltre ad essere un mondo ricorrente in quasi tutti i giochi. Sora e i suoi fedeli compagni avevano il compito di distruggere un masso roccioso devastando il monte Olimpo. Da grandi fan che abbiamo recentemente terminato Kingdom Hearts II - per la milionesima volta, precisiamolo - siamo stati contenti di vedere come tutto sembrava una continuazione naturale dal secondo gioco e dal prequel Kingdom Hearts: Birth by Sleep. Nel suo cuore, Kingdom Hearts III si controlla più o meno come nella seconda iterazione e, fatta eccezione per alcuni aggiornamenti sulle animazioni, muovere il personaggio principale, Sora, appare più naturale che mai. Dopo aver colpito i nemici un numero considerevole di volte, il giocatore sblocca abilità speciali che devono essere attivate premendo il triangolo. L'uso di una certa quantità di fuoco o magia di fila consentirà di conseguenza di lanciare un incantesimo finisher ancora più potente e, analogamente, usando gli attacchi da mischia avremo la possibilità di accedere ad altre opzioni per i colpi finali, potenti interruzioni o nuove meccaniche di combattimento.

Combattere i persistenti Heartless non è mai stato così grandioso e questa volta intorno a Sora è possibile anche evocare vari personaggi disneyiani che vi aiutino in combattimento. Questi innescano una sorta di quicktime event e non sono evocazioni classiche. Durante il combattimento con i titani, abbiamo potuto evocare un treno e le ondate di fuochi d'artificio che esplodevano in quella che potrebbe essere descritta come una splendida combinazione di colori vivaci, nemici sofferenti e montagne coperte di pioggia. In altre parole, Kingdom Hearts III è uno straordinario splendore di fedeltà grafica.

Anche se è stato breve - circa 10 minuti o giù di lì - Olympus Coliseum è stato un vero spasso e ha alzato di gran lunga le aspettative sulla prossima parte che abbiamo giocato, il primo mondo Pixar di Kingdom Hearts.

Kingdom Hearts III

Un tempo Toy Story ha rappresentato l'apice dello storytelling digitale ed è stato un mondo atteso a lungo nel franchise ibrido. Il mondo di Kingdom Hearts III si chiama Toy Box ed era giocabile una buona porzione. Coloro che hanno visto il trailer iniziale del D23 avranno una buona idea di ciò che abbiamo avuto occasione di provare allo show premiere e hanno parlato di un'ora di gameplay, inclusi frammenti di storia e lunghi filmati. Soprattutto per quanto riguarda i filmati lunghi , questi non vanno sottovalutati, poiché durano diversi minuti e hanno un sacco di dialoghi su tropi classici di Kingdom Hearts quali mondi paralleli, viaggi nel tempo e il ritrovare i tuoi amici. A differenza dei giochi precedenti, i modi in cui i personaggi interagiscono e conversano sembrano troppo meccanici e il ritmo è incredibilmente lento. Pertanto, spesso mi sono ritrovato a voler saltare minuti di dialoghi inutili.

La stessa cosa fortunatamente non si può dire per il gameplay e Kingdom Hearts III offre alcune delle meccaniche migliori e ben rifinite di recente memoria. Anche se Olympus Coliseum era un piccolo assaggio delle prime ore di gioco, Toy Box vanta un equipaggio ben attrezzato e ben preparato. Ciascuna delle Keyblade di Sora ha funzioni uniche e possono essere scambiate nel vivo della battaglia. Una keyblade si trasforma in un martello gigante, l'altra in una bacchetta magica e l'altra ancora è caratterizzata da micidiali Yo-Yo. Colpire i nemici con un martello in un momento e in quello successivo evocare una montagna di raggi luminosi è incredibilmente soddisfacente.

Kingdom Hearts III

Kingdom Hearts III riecupera i poteri di evocazione dalle iterazioni numerate precedenti e sono alleati potenti quando vi ritovate circondati da troppi nemici. Nella demo erano disponibili sia Ariel della Sirenetta sia Ralph di Ralph Spaccatutto. Entrambe le evocazioni riflettono perfettamente il loro materiale sorgente e si controllano in modo simile a quanto visto in Kingdom Hearts II. Nonostante Ralph si sia rivelata una sorpresa gradita, è stata Ariel quella che si è rivelata la più impressionante a livello visivo. Tutto dalle particelle d'acqua, la sua interazione con Sora e gli attacchi si sono riuniti in modo magnifico.

Una cosa è vedere un trailer del mondo e un'altra è provarlo sulla propria pelle. Coloro che sono cresciuti con le avventure di Woody e Buzz, a prima vista, avranno difficoltà a scindere il gioco dai primi film di Toy Story. A differenza di molti giochi nel catalogo Square Enix o più in generale, Kingdom Hearts III ha la stessa fedeltà grafica, sia che si tratti di un filmato sia che si tratti della partita vera e propria. Ciò inoltre crea un grande effetto in quanto permette transizioni omogenee dall'una all'altra parte. Osservando la quantità di dettagli e la dedizione al materiale originale, diventa rapidamente chiaro perché Nomura e il suo team hanno atteso fino al terzo capitolo prima di introdurre i mondi Pixar. Le vecchie generazioni di console, in poche parole, non avevano il potere grafico necessario per rendere giustizia alla fonte. In breve, dove l'Olympus Coliseum era uno spettacolo sbalorditivo da vedere, la Toy Box è tra le più grandi imprese grafiche a cui abbiamo mai assistito fino ad oggi.

Kingdom Hearts III

All'inizio di questa anteprima, abbiamo fatto una domanda: da dove iniziare quando si parla di Kingdom Hearts III? Dietro tutti gli sviluppi della trama contorta dei giochi precedenti, tonnellate di domande senza risposta e misteri, tutto resta ancora nell'aria. Tuttavia, se l'esperienza hands-on è in qualche modo indicativa di tutto questo, pensiamo di sapere dove andrà a finire. Kingdom Hearts III sembra essere il gioco di Square Enix più interessante e più ambizioso, non solo rispetto all'originale, ma anche rispetto all'epoca d'oro degli anni '90 in cui Squaresoft aveva dominato nel mondo dei JRPG.