L'allenatore dell'Egitto dice che sono stati ingannati, "volevano che Messi restasse ai Mondiali"
La partita Argentina vs. Egitto rinnova la controversia e i sospetti sulle influenze politiche nei Mondiali.
La controversia non lascia mai la Coppa del Mondo: due giorni dopo il caso Folarin Balogun e la chiamata di Trump a Infantino, ormai per lo più dimenticata perché gli Stati Uniti sono stati comunque travolti dal Belgio ed eliminati dalla competizione, la partita tra Argentina ed Egitto è diventata il nuovo argomento caldo.
Tutti lodano la resilienza dell'Argentina nel ribaltare una situazione sfavorevole in 15 minuti, ma anche le decisioni degli arbitri, in particolare due interventi VAR: la decisione di annullare il secondo gol dell'Egitto a causa di un fallo precedente di un giocatore egiziano, e la decisione di non annullare il terzo gol argentino, preceduto da quello che sembrava essere un fallo simile da parte di un giocatore argentino.
Gli esperti ora discutono se le decisioni fossero giuste, con la maggior parte che concorda sul fatto che il gol dell'Egitto sia stato giustamente annullato perché il fallo era chiaro, e il fallo di Julián su Salah è molto più discutibile. Ma il tempismo e le conseguenze delle decisioni arbitrarie, che chiaramente hanno beneficiato l'Argentina, sono ora fonte di dibattito, con alcuni che nuovamente mettono in dubbio la legittimità della competizione, anche se le decisioni degli arbitri sembrano corrette.
L'allenatore egiziano Hossam Hassan ha dichiarato chiaramente che "oggi siamo stati ingannati ingiustamente; abbiamo subito ingiustizie" e ha suggerito che la FIFA "forse voleva mantenere i campioni del mondo in competizione, forse voleva che Messi restasse in corsa", aggiungendo che non continuerà a guardare le partite come modo per esprimersi.
Interessi politici: dalla Palestina a Milei
Alcune opinioni vanno oltre lo sport, con Al Jazeera che ha chiesto a un professore di sport afro-eurasiatico in una Business School di Shanghai, Simon Chadwick, che ha indicato possibili interessi politici della Casa Bianca che hanno influenzato la FIFA, come apparentemente è accaduto con Balogun; principalmente, il sostegno aperto di Hassan alla Palestina nella conferenza stampa prima della partita, e la vicinanza di Trump con il presidente argentino Javier Milei, potrebbero spingere i funzionari ad avere "pregiudizi insiti nelle decisioni".
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