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N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure

Nero

L'opera prima dello studio con base in Italia, Storm in a Teacup.

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Abbiamo provato una strana sensazione quando abbiamo avviato Nero per la prima volta. Il primo ambizioso progetto di Storm in a Teacup - in arrivo il prossimo venerdì in esclusiva su Xbox One grazie a [email protected], il programma di Microsoft che supporta gli studi di sviluppo emergenti - è un interessante connubio tra inquietudine e magia, che non ha mancato di regalarci emozioni contrastanti, in bilico tra il timore di procedere e la curiosità di scoprire cosa aveva da offrirci la sua conturbante storia. Perché se c'è un aspetto che ci ha letteralmente rapito dell'opera prima di Storm in a Teacup è proprio l'affascinante narrazione che racchiude nelle sue ore di gioco, un racconto fortemente personale ed emozionante, che si fonde perfettamente con l'atmosfera sospesa e onirica che caratterizza l'intera esperienza. Ma proviamo a grattare la superficie e scoprire più in dettaglio cosa Nero - un'esperienza a metà tra Myst e Journey - è in grado di offrire ai giocatori, estasiati da un mondo che intreccia il surrealismo à la Alice nel Paese delle Meraviglie e l'arida realtà delle vita vera.

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Una caratteristica che, di primo acchito, cattura di Nero è senza dubbio l'incantevole scenario che ci circonda, all'inizio un'ambientazione oscura, a tratti soffocante, ma che al tempo stesso viene punteggiata da colori fluo che amplificano l'effetto di sospensione presente nell'intera opera. Non è mancato attimo in cui, servendoci dell'analogico destro, abbiamo osservato estasiati il suggestivo mondo surreale che si apriva davanti ai nostri occhi, restando spesso con il (virtuale) naso all'insù per lasciarci rapire dal cielo stellato che ci sovrasta e che, almeno nelle fasi iniziali, si intravede appena da qualche pertugio sopra le nostre teste. Ed è in questo luogo in bilico tra sogno e incubo che inizia la nostra avventura, nei panni di un misterioso bambino incappucciato, appena sbarcato da una piccola imbarcazione su quello che sembra essere un molo abbandonato. Ad accoglierci, ci sono alcune misteriose scritte fluttuanti, in apparenza i frammenti e i brani di una storia - anzi,di due storie in parallelo, contraddistinte da colori diversi - che troviamo lungo il nostro cammino, e che ci spingono ad esplorare ogni anfratto in cerca del prossimo indizio.

Sin da subito, Nero ci porta a prendere confidenza con quella che rappresenta l'unica e sola meccanica sottesa al gioco: per procedere nella nostra avventura, infatti, e per sbloccare nuovi elementi della storia (che si fa via via sempre più intensa), è necessario risolvere alcuni puzzle - all'inizio piuttosto semplici, ma successivamente sempre più elaborati - di cui il mondo di gioco è disseminato. Grazie all'uso di una sfera luminosa che il bambino porta con sé, potremo infatti muovere degli obelischi, e, con il supporto di un compagno misterioso che troveremo procedendo nel nostro percorso, avremo inoltre la possibilità di attivare alcune piastre che, a loro volta, sbloccano nuove porte e, di conseguenza, nuovi elementi narrativi.

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Se da una parte la scelta di utilizzare una meccanica così basilare potrebbe creare non poche perplessità nei giocatori, siamo convinti che Storm in a Teacup abbia deciso di adottare un sistema così semplice in quanto la loro attenzione è rivolta principalmente alla storia suggestiva che vogliono raccontare, unico vero fulcro attorno cui ruota l'intero gioco. Un racconto - di cui, ovviamente, non possiamo fare accenno in quanto rischieremmo di rovinarvi l'esperienza - che tratta temi di grande profondità e complessità, quali ad esempio la malattia e l'amore materno, senza mai scadere nel facile patetismo. Tuttavia, accanto alla risoluzione di enigmi, Nero presenta anche una sezione dedicata ai collezionabili - frammenti di fotografie/quadri - che spingono il giocatore ad andare alla loro ricerca per conoscere elementi ulteriori sulla storia qui raccontata. Un elemento che sicuramente spingerà molti giocatori ad effettuare più di una run del gioco, dal momento che questi frammenti sono sparsi in luoghi molto nascosti.

Un aspetto che ci ha letteralmente emozionato del gioco, forse scaturito anche dal nostro totale coinvolgimento nell'esperienza, è quanto la sua stessa struttura coincida perfettamente con il susseguirsi di informazioni che apprendiamo poco a poco nel corso della nostra avventura. Quasi come in una rilettura moderna del mito della caverna di Platone, iniziamo ad allontanarci a poco a poco dal buio soffocante della foresta in cui ci troviamo all'inizio del gioco - a cui corrisponde la nostra totale incapacità di comprendere la storia sottesa al gioco, lasciandoci "ingannare" dalla fiaba di cui ricuciamo i pezzi ad ogni frammento narrativo incrociato - per poi avvicinarci sempre di più verso l'ingresso di questo mondo quasi ovattato, sospeso, magico, che ci porta purtroppo a fare i conti con la dura realtà, svelando a poco a poco quale sia il tema effettivo che sottende la nostra cupa avventura in Nero.

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Un altro aspetto che non ha mancato di entusiasmarci dell'opera prima di Storm in a Teacup è l'evoluzione del ritmo narrativo che, a mano a mano che si procede nell'avventura, si fa sempre più sostenuto. L'incalzare del suo ritmo coincide perfettamente con il susseguirsi sempre più frenetico delle didascalie che raccontano la storia sottesa al gioco, che al procedere dell'avventura, tendono a sbiadire quel carattere fiabesco che troviamo nella prima parte del titolo, lasciando ampio spazio all'arida e triste storia che il gioco vuole raccontare. A scandire ulteriormente il ritmo del titolo è sicuramente la splendida colonna sonora, a tratti inquietante, che accompagna l'esperienza, accanto alla sorprendente voce narrante che scandisce il racconto, altri interessanti punti a favore che rendono Nero un'esperienza di grande impatto emotivo.

Ma se fino ad ora non abbiamo avuto che parole di elogio per la prima IP dello studio con base in Italia, è anche vero che l'esperienza non sia propriamente esente da problemi, anzi. Il primo drammatico problema con cui, purtroppo, ci siamo dovuti confrontare sono i numerosi cali di framerate che rendono in alcuni punti l'esperienza ingiocabile; in particolare, abbiamo notato che tali cali si registrano principalmente quando corriamo o dopo i caricamenti da una sezione all'altra, un aspetto che ci porta ad attendere un minuto abbondante prima che l'esperienza si stabilizzi e torni nuovamente fruibile. A tal proposito, abbiamo chiesto allo studio se è prevista nel prossimo futuro una patch che possa risolvere questo fastidioso aspetto, e la risposta è stata affermativa: quindi, speriamo di avere notizie a breve in questo senso.

Accanto ad altri bug minori - principalmente vari pop-in che infestano a più riprese il gioco e ad una lentezza quasi esasperante nei caricamenti - un altro problema con cui abbiamo dovuto fare i conti è senza dubbio la mappatura dei controlli, in particolare per il pulsante scelto per la corsa (RB), che non ha mancato di regalarci qualche fastidioso crampo nelle sessioni di gioco più lunghe. A nostro avviso, una scelta davvero infelice, data comunque la minor sensibilità che un pulsante di questo tipo ha nei confronti di un grilletto più classico e standard. Un altro aspetto - che forse scoraggerà i meno anglofoni tra voi - è il fatto che Nero sia completamente in inglese: testi e voce narrante, infatti, non sono stati tradotti o comunque supportati da sottotitoli in italiano, un aspetto che potrebbe rallentare la fruizione dell'esperienza per coloro che hanno meno dimestichezza con la lingua inglese.

N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure

L'esperienza in compagnia di Nero si è rivelata interessante, unica, originale. Sapere che si tratta di un'opera prima di uno studio nato neanche un paio di anni fa, ma con grande forza di volontà, ci lascia ben sperare nei confronti delle piccole realtà di sviluppo, oggi sempre più propense a sperimentare e a mettersi in gioco con prodotti con cui difficilmente studi maggiori avrebbero il coraggio di confrontarsi. Seppur non sia propriamente esente da problemi e da bug davvero significativi, Nero è un gioco che ci ha convinti e, anche se la strada da percorrere per Storm in a Teacup sia tutt'altro che in discesa, questo primo esperimento dimostra che lo studio ha del grande potenziale e delle idee brillanti, ma che al contempo ha ancora bisogno di qualche massiccio accorgimento tecnico (magari non affidarsi a Unity come motore grafico) per offrire un'esperienza al massimo delle sue possibilità. Ma vogliamo dare loro grande fiducia.

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07 Gamereactor Italia
7 / 10
+
Una storia molto coinvolgente, profonda e sofisticata; Ambientazione affascinante; Colonna sonora suggestiva.
-
Frequenti cali di framerate (tuttavia in via di risoluzione) che rendono l'esperienza difficile da gestire; Lentezza nei caricamenti; Alcune scelte nella mappatura dei tasti piuttosto discutibili; E' solo in inglese.
overall score
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