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PlayStation Classic

"La mini console di Sony è perfetta per qualsiasi fan, anche perché tanti giochi presenti sono ancora molto divertenti da giocare nel 2018".

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La nostalgia è sempre qualcosa di bellissimo e, come molti di voi, ci piace abbandonarci ai ricordi. I giocatori di una certa età, ma anche coloro che amano esplorare le cose che un po' vintage e che non hanno potuto viverle in prima persona per questioni anagrafiche, sono stati trattati davvero molto bene, soprattutto grazie al crescente numero di console retrò che sono arrivate sugli scaffali dei negozi. Sega lo ha fatto per anni, Nintendo ha fatto colpo con ben due mini-hardware (NES Mini e SNES Mini), e poi è stato il turno di C64, ricordandoci però quanto fossero rotti i giochi PC a 8 bit. Ora tocca a Sony affondare nelle radici della nostalgia con la sua "nuova" piattaforma retrò, PlayStation Classic.

Innanzitutto, un po' di storia. Verso la metà degli anni '90, la prima PlayStation rappresentò un importante passo in avanti per l'industria videoludica. È stato il primo accesso di Sony nello spazio console dopo una collaborazione con Nintendo non andata a buon fine, ma si è rivelato un punto di svolta sotto tantissimi punti di vista. Con il senno di poi, il divario tra le generazioni e le capacità di PS1 rispetto a SNES non erano poi così enormi, e la grezza grafica 3D dei primi giochi PS non era molto meglio di quelli che abbiamo visto sulla vecchia console a 16-bit, soprattutto dopo che gli sviluppatori avevano capito come spremerle fino all'ultima goccia. Detto questo, lo spazio extra sul disco - rispetto alle cartucce - ha offerto per la prima volta maggior spazio a disposizione per offrire un contesto al gioco e tutti noi siamo rimasti folgorati dall'arrivo dei filmati in CGI e FMV, così come per gli effetti sonori e una colonna sonora drammaticamente migliori, un cambiamento che ha aperto ad innumerevoli nuove possibilità per gli sviluppatori in termini di storytelling.

E così, ora che abbiamo dato un po' di contesto, è tempo di dare un'occhiata più da vicino a ciò che PlayStation Classic ha da offrire, dal momento che la mini console di Sony si prepara a trovare spazio sotto molti alberi di Natale a fine dicembre.

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L'hardware

Per quanto riguarda il suo aspetto, è innegabile che tutte queste mini console siano davvero super carine, e la PS Classic non fa chiaramente eccezione. È proporzionata proprio come l'originale, ridimensionata per adattarsi al palmo della mano. La console appare esattamente come la prima edizione (solo che qui vanta dimensioni più microscopiche) e viene fornita completa di due controller e, nonostante siano collegati da cavi USB corti, hanno un connettore grigio più lungo che riproduce quello originale. L'unica cosa veramente frustrante è la lunghezza del cavo: consigliamo di acquistare le estensioni (due USB o forse una HDMI) a meno che non ti dispiaccia sederti attaccato al televisore.

I controller stessi sono piuttosto divertenti. L'evoluzione del controller PlayStation è stata piuttosto importante da un punto di vista storico, e l'attuale DualShock 4 è un dispositivo di input estremamente capace; tuttavia, l'originale ha avuto un impatto altrettanto significativo all'epoca, se non di più. Ce ne sono due nella scatola, e sono stick pre-analogici, il che richiede un po' di tempo prima che si riesca ad abituarsi, ma allo stesso tempo tornare ad usarli è come indossare una vecchia e comoda tuta e non ci è voluto molto prima di riuscire a riprenderci la mano. Va detto che giocare in prima persona è stato un po' una sfida, visto che i controlli direzionali sono limitati al D-pad, ma nella maggior parte dei giochi è andata bene, anche se i titoli più complicati erano più seccanti da imparare.

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Per ciò che concerne ciò che accade sullo schermo, ovviamente, faremo ovviamente ritorno ad un'era prima dei giochi HD, prima che i nostri schermi diventassero widescreen, e quell'immagine quadrata che ben conoscevamo ai tempi farà il suo ritorno. Non aspettatevi i classici bordi perfetti e sfondi caratteristici, ma solo le due bande nere ai lati e l'azione nel mezzo, ma non è un grosso problema e i giochi sono sufficientemente scalati anche per riuscire a girare bene sulle nostre nuove TV 4K. In effetti, l'emulazione è piuttosto solida e fedele agli originali, ma non siamo sicuri del motivo per cui abbiano scelto di utilizzare le versioni PAL di nove titoli e di lasciare il resto in NTSC. È un po' incoerente e sicuramente Sony avrebbe potuto optare per l'NTSC su tutta la line-up.

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Allo stesso modo, se speravi in qualche sorta di filtro grafico per immergerti nell'atmosfera degli anni '90, purtroppo non sembrano esserci opzioni e ci siamo chiesti perché Sony non abbia voluto fare uno sforzo ulteriore. Puoi almeno usare una scheda di memoria virtuale per salvare il/i tuo/i gioco/i, e i tuoi progressi vengono salvati tramite un punto di salvataggio che ti consente di tornare direttamente all'azione da dove ti eri interrotto; un tocco di modernità che abbiamo sicuramente apprezzato.

Non ci sono molti collegamenti con le generazioni, e forse si sarebbe potuto fare qualcosina di più per rendere omaggio a questi giochi classici e renderli ancora più accessibili anche a coloro che non ci giocano da anni (o addirittura non ci hanno mai giocato). C'è uno screen saver, ad esempio, ma è solo un oscuramento dello schermo anziché un fantastico montaggio di gameplay dai diversi titoli. I giochi sono presentati come erano, ma un po' più di cura e di rifiniture in più avrebbero reso indimenticabile il nostro viaggio nostalgico.

Così com'è, PlayStation Classic è un prodotto che non rende completamente omaggio alla sua storia gloriosa, ma la presenta così com'era un tempo, senza alcuna aggiunta di spessore al di là delle proporzioni ridotte. È semplice da configurare tramite i cavi HDMI e micro-USB inclusi nella confezione e, a parte forse un cavo di prolunga di qualche tipo, è completa di tutto ciò che serve. Sulla destra c'è un pulsante per simulare la funzione di cambio del disco, e sulla sinistra il pulsante di accensione si trova proprio di fronte a un altro che ti permette di tornare al menu principale in qualsiasi momento - anche se questo può effettivamente diventare un po' fastidioso perché se la tua Classic è a una certa distanza da te, ogni volta che vuoi giocare a un nuovo gioco devi alzarti dal divano. Problemi non da poco.

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I software

Ovviamente, ogni mini console ha a disposizione giochi che vengono pre-installati in quanto questi sono in genere sistemi chiusi cui non possono essere aggiunti nuovi giochi dopo il lancio. Qui ci sono venti titoli che i giocatori possono esplorare, e coprono una vasta gamma di generi. Detto questo, ci sono alcuni assenti notevoli, il che impedisce di definirla una collezione definitiva che incarna davvero l'era PlayStation.

Non siamo tristi perché ci sono comunque alcuni giochi molto buoni inclusi, e se non ti danno problemi alcuni controlli un po' impacciati e una grafica un po' antiquata, puoi rivivere capolavori RPG come Final Fantasy VII, classici action/horror come Resident Evil (Director's Cut), e lo spettacolare stealth altrimenti noto come Metal Gear Solid.

La rappresentazione del genere racing è strana perché non sono presenti titoli del calibro di Gran Turismo e Wipeout. Invece, è presente il racing arcade Racer 4 (che è bello, ma molto semplice), Twisted Metal (che non è invecchiato bene, hanno scelto il gioco sbagliato della serie a nostro parere), e forse il migliore di tutti, Destruction Derby (con cui abbiamo giocato per molti anni sulla nostra PS Vita). I fan dei picchiaduro, d'altra parte, hanno Tekken 3 (che è ancora molto giocabile per i giocatori casual) e Battle Arena Toshinden (che non è altrettanto buono, ma è ancora perfettamente passabile).

Ci sono due solidi giochi platform in 2D, cioè l'originale Rayman e Oddworld: Abe's Odyssey (che, come Rayman, è ancora affascinante, anche dopo tutti questi anni). A quanto pare, il recente remaster di Crash lo ha portato ad essere escluso tra questi titoli, il che lascia questa parte dell'offerta un po' vuota. Le avventure in terza persona vanno un po' meglio, grazie ai già citati Metal Gear Solid e Resident Evil oltre a Siphon Filter. Manca purtroppo Tomb Raider e ci sarebbe piaciuto ritrovare la primissima iterazione di Lara (in realtà, avremmo preferito il secondo).

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L'originale Grand Theft Auto, con la sua visuale dall'alto in stile vecchia scuola, è un altro dei giochi inclusi, e forse più di ogni altro titolo mostra quanto siamo andati avanti. Rainbow Six è stata probabilmente l'esperienza più dolorosa (e, per inciso, quella che non vedevamo l'ora di rigiocare): la complessità dei controlli ha reso l'azione frustrante. I fan dei JRPG sono stati trattati piuttosto bene, con titoli come Wild Arms (un simpatico gioco top-down pixelato) affiancato da Revelations: Persona (non la migliore scelta della serie, a nostro parere) e uno dei giochi veramente definitivi della piattaforma, Final Fantasy VII.

A completare il tutto ci sono il simpatico e colorato Mr Driller (che è uno dei tanti giochi che offrono azione a due giocatori), Super Puzzle Fighter II Turbo (anche in due giocatori è molto divertente, i giochi puzzle rendono sempre molto bene anche dopo anni) e Intelligent Qube (beh, quasi sempre, avremmo potuto vivere senza questo puzzle, ad essere onesti). Jumping Flash è un altro gioco che non avremmo voluto perderci, anche se il suo gameplay regge molto meglio di Twisted Metal e alla fine è stata un'esperienza sorprendentemente coinvolgente. E poi, finalmente, c'è Cool Boarders 2, un gioco di snowboard molto poco entusiasmante. Non sarebbe stato meglio Tony Hawk's Pro Skater?

Come puoi vedere, ci sono alcuni giochi fantastici presenti su PlayStation Classic, ma ci sono anche grosse mancanze nella collezione che non possiamo fare a meno di sottolineare. La line-up è solida, non si può negare, ma non ha una library tale da rendere questa mini-console così definitiva quanto speravamo. Allo stesso modo, avere accesso a questi fantastici giochi, tutti racchiusi in un simpatico astuccio in miniatura con due controller super-cool è un vero e proprio colpo alla nostalgia, il che rende un vero peccato il fatto che alcuni di questi titoli geniali non siano stati celebrati con un po' più di entusiasmo. In generale, però, ci è piaciuto, e la piccola macchina di Sony sarebbe perfetta sugli scaffali di qualsiasi fan, anche in vista del fatto che un buon numero di titoli è ancora molto divertente da giocare anche nel 2018.

07 Gamereactor Italia
7 / 10
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CONTENUTO HARDWARE. Scritto da Mike Holmes

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