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Sekiro: Shadows Die Twice

Sekiro: Shadows Die Twice - Impressioni dall'E3

Abbiamo dato un'occhiata più da vicina alla nuova avventura viscerale di From Software.

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Demon's Souls, Bloodborne e Dark Souls rappresentano una sacra trinità per alcuni giocatori, una triade che ha aperto la strada a una nuova percezione della difficoltà e della brutalità dei videogiochi, incoronando lo sviluppatore From Software come re non ufficiale dei giochi difficili. Con Dark Souls 3 uscito più di due anni fa e grazie ad una crescente concorrenza di giochi come Lords of the Fallen, Nioh e l'atteso Code Vein ispirato alla formula soulsborne, i tempi sembrano maturi per From Software per affermare ancora una volta il proprio predominio sul campo con il nuovo Sekiro: Shadows Die Twice.

Inizialmente ritenuto il sequel della saga Bloodborne di proprietà di Sony, Sekiro abbandona il medioevo oscuro di Dark Souls e i vicoli gotici vittoriani di Bloodborne in favore di qualcosa di molto, molto più vicino a casa. Prendendo ispirazione direttamente dalla loro magica patria, From Software ha scelto il tardo periodo del Sengoku giapponese come fonte principale d'ispirazione per questo progetto. Lo sviluppatore ha spiegato la sua idea generale dietro la creazione di un'ambientazione "più oscura, più folle e più fantastica" di quanto fosse realmente il periodo storico. Per spiegare cosa intendesse dire con la sua affermazione, From Software ha fatto partire la demo.

Sekiro: Shadows Die Twice

Il gioco è iniziato con una visuale panoramica del mondo, composta da antiche case giapponesi su uno sfondo pittoresco. Un enorme castello torreggiava sopra le nuvole in lontananza, che gli sviluppatori hanno usato come esempio perfetto per spiegare esattamente cosa intendessero con la loro interpretazione fantastica del periodo Sengoku. Già, perché nessun castello vero si trova ai lati delle montagne, nessun castello è custodito da serpenti giganti, e non sono più alti degli attuali edifici più moderni. Tuttavia, l'ispirazione storica e la dedizione al patrimonio giapponese sono chiare come il giorno. Nonostante From Software ci abbia mostrato una versione ancora precoce del gioco, la presentazione grafica è sbalorditiva. I bellissimi alberi di ciliegio, i castelli imponenti e le montagne innevate hanno creato lo sfondo perfetto ad un'azione intensa e cruda. Non sono mancati alcuni inconvenienti, ma è facile passarci sopra visto lo stadio attuale del progetto.

From Software inoltre ha inoltre voluto sottolineare come Sekiro differisca dai suoi predecessori per una serie di ragioni differenti, principalmente in relazione alla storia, al movimento e alle armi. Dark Souls e Bloodborne sono quasi privi di una vera e propria trama e sono esperienze puramente immersive, completamente definite da un'esperienza singleplayer e dal suo esplorare l'universo. Con Sekiro, From Software vuole bilanciare il confine tra avere una bella storia e un mondo mistico definito attraverso playthrough separati, e hanno intenzione di farlo introducendo una narrazione ben più struttirata, contenente un personaggio principale e diversi filmati della storia per poi combinarli con lo stesso timore esplorativo dei giochi Souls.

Sekiro: Shadows Die TwiceSekiro: Shadows Die Twice

Per quanto riguarda il movimento e le armi, Sekiro: Shadows Die Twice non presenta una serie di enormi spade o asce, ma invece antiche katane e un braccio personalizzabile. Nei momenti più intensi durante il combattimento, il giocatore può cambiare liberamente l'aspetto del braccio in cose come piccoli assi, scudi o proiettili. Riuscire a combinare in modo rapido il gameplay veloce della spada samurai e le abilità del braccio è imperativo per avere successo in Sekiro, dunque. Tutto è molto più veloce questa volta e il giocatore deve usare di più l'ambiente per riuscire a superare i tanti enigmi e battaglie. Per aiutarsi in questo, il personaggio principale ha un rampino che funziona più come quello di Just Cause rispetto a quello di Assassin's Creed: Syndicate. Il giocatore può saltare liberamente da un albero all'altro, sui tetti e i fianchi delle montagne mentre è ancora nel mezzo del combattimento. Questo ci è stato mostrato in una boss fight in cui si bisognava saltare tra alberi di ciliegio in fiore ed infliggere colpi devastanti dall'alto.

Mentre Dark Souls è più incentrato sulla difesa e Bloodborne su attacchi rapidi, Sekiro sposa entrambi in duelli intensi con la spada, dove tempismo e precisione sono tutto. Se eseguito correttamente, il combattimento sembra esilarante con mosse finali che sembrano trarre ispirazioni da film come Kill Bill. E da qui ne consegue un sacco di sangue e tanta adrenalina.

Dopo aver assistito al primo assaggio nell'universo di Sekiro: Shadows Die Twice e aver compreso la mentalità che guida il team di From Software, siamo convinti che sia la perfetta evoluzione della formula già fortemente elogiata. Con sempre più competitor nello stesso genere, Sekiro sembra essere la rassicurazione di From Software che loro sono, ancora una volta, i re del game design avvincente.

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