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Dying Light: Bad Blood

Dying Light: Bad Blood - Provato

Un altro competitor battle royale si getta nell'arena e questa volta ha qualcosa di nuovo da offrire.

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I fan di Dying Light hanno ottenuto un ottimo trattamento da Techland nel corso degli anni. L'approccio dello studio al supporto di contenuti post-lancio è encomiabile e lo sviluppatore ha costantemente cercato di nutrire la sua community con nuove cose da fare mentre, nel frattempo, continuano a lavorare su un sequel più completo. Tra i contenuti post-lancio, c'è Bad Blood, un'aggiunta standalone al franchise che riprende il tema, le meccaniche e gli asset del gioco base e trasforma tutto in un'esperienza battle royale ibrida.

In Bad Blood i giocatori si confrontano con un numero molto più modesto (12 giocatori) rispetto al solito centinaio che si trovano in altri giochi battle royale. Dopo essersi picchiati a vicenda in una delle zone di attesa più brutali che abbiamo mai frequentato, la micidiale dozzina viene catapultata nell'iconico ambiente urbano del gioco, e a quel punto è il momento in cui si va a caccia di armi e si prende confidenza con l'ambiente esattamente come titoli quali Fortnite e PUBG ci hanno abituato. È stato mantenuto invariato il focus sul melee tradizionale della serie e la maggior parte delle cose che riuscirai a raccogliere all'inizio saranno caratterizzati da un bordo seghettato. Sia che tu raccolga un'ascia, un machete, una falce o un enorme martello sanguinante, l'attenzione è focalizzata sul distruggere e fare a fette i giocatori e le orde di zombi, contemporaneamente.

L'azione si concentra su una serie di alveari costituiti da zombie infettivo. Ognuno è circondato da un piccolo gruppo di non morti, in cui il numero e la forza degli zombi sono direttamente legati alla qualità dei campioni di sangue. I giocatori devono quindi avvicinarsi a questi gruppi, eliminare i non morti che sono di guardia e quindi prelevare un campione di sangue prima di scivolare via. L'attenzione si sposta quindi sull'alveare successivo e sull'ottenere abbastanza sangue per soddisfare la gente a casa che, quando tu (o qualcun altro) ne hai abbastanza, invia un elicottero per recuperare te e il tuo kit di zombi. Certo, le cose sono rese molto più complicate dal fatto che ci sono altri giocatori che sono nei dintorni, e se dovessero, per esempio, ucciderti, potrebbero facilmente saccheggiare il tuo corpo e rubare tutto ciò che sei riuscito a raccogliere. E credeteci, lo faranno.

Dying Light: Bad BloodDying Light: Bad Blood

È durante questi incontri giocatore-VS-giocatore che il gioco si appoggia maggiormente sul sistema corpo a corpo, e questo non è sempre a vantaggio dei giocatori coinvolti. Il sistema di combattimento è un po' complicato e se sei nuovo al gioco e ti trovi contro qualcuno che conosce il gioco, è quasi certo che ne uscirai piuttosto male. In poche parole, Bad Blood si rivolge molto bene ai fan esistenti, ma se sei nuovo all'esperienza potresti fare fatica, visto il numero di cose che devi coordinare durante uno scontro con un giocatore umano. Se ci aggiungi anche la pressione esercitata dagli zombi e da tutto il resto e andrai praticamente nel pallone.
Ed è in questa intersezione paurosa, a cui si uniscono gli agili attacchi dei non morti e i colpi più abili dei tuoi compagni giocatori umani, che Bad Blood trova il suo stallo. Devi costantemente ponderare le varie cose, decidere come attaccare un gruppo di non morti spostandoli dalla loro posizione difensiva, o forse è meglio lasciare che un altro giocatore faccia il lavoro sporco prima di entrare e approfittare di quanto fatto. Il livello di sfida - poiché questi gruppi di zombi non sono dei polli - conferisce al gioco di Techland una qualità molto diversa se considerata insieme ai titoli contro cui è apparentemente paragonato, e osiamo dire che il modo in cui gli altri giochi battle royale gestiscono la progressione della partita determinerà il fatto se ti lascerai prendere da Bad Blood oppure no.

Dying Light: Bad Blood

È un'esperienza molto metodica. Puoi riempire fino a quattro slot di armi e ce ne sono altri quattro per il tuo equipaggiamento. Eravamo sempre alla ricerca di asce e granate da lanciare - il tipo di cose che potevano mettere un po' di distanza tra noi e chiunque/qualunque cosa stessimo cercando di combattere. Ci sono alcune armi a distanza ma sono poche e lontane tra loro, e quindi l'attenzione si concentra principalmente sul sistema di combattimento traversale e corpo a corpo anziché sul recuperare un bel po' di armi e provare a non rimetterci la pelle. Le partite di Bad Blood non durano per sempre, ma poiché c'è da aspettarsi che quasi tutti i giocatori sopravvivano nei primi due minuti, c'è più enfasi sulla costruzione del momento. Si ottiene forza non solo raccogliendo e creando armi migliorate (puoi usare loro vari perk elementali per dare un valore aggiunto ai tuoi attacchi) ma questo comporta dei rischi; man mano che prendi più DNA, sali di livello e diventi più forte, più sano, probabilmente più bello, ma essendo in prima persona, è solo speculazione da parte nostra.

Techland andrebbe elogiata per aver intrapreso un percorso diverso rispetto al classico battle royale, in quanto mescola alcune meccaniche davvero uniche per distinguerlo dal resto dei giochi di genere in costante crescita. Come in Hunt: Showdown, ci troviamo in un'ambientazione unica che sembra verosimile e ben dettagliata, e anche se il tema degli zombi è presente in entrambi i giochi, funziona comunque in modo differente. Proprio come lo sparatutto di Crytek, Dying Light: Bad Blood è in Early Access e, come previsto da un gioco pubblicato prima che sia terminato, è ancora un po' "sporco". C'è una generale mancanza di rifinitezza, quindi aspettatevi di imbattervi in problemi e bug di sorta. In poche parole, c'è ancora molto lavoro da fare in questo senso. La domanda è, dunque, vale la pena investiore in questa fase? Bad Blood ha un prezzo di 19,99€ nel momento in cui scriviamo, che non è male tutto sommato, ma pensiamo comunque che potrebbe offrire un po' di più (soprattutto visto che ci sono micro-transazioni anche lì).

C'è ancora da lavorarci su, e gradiremmo anche l'aggiunta di nuove mappe in futuro e forse anche diverse modalità per dare più pepe alla cosa, ma resta da capire quanto Techland voglia investire in questa esperienza standalone. L'enfasi sul parkour in prima persona e sugli zombi, abbinata a poche meccaniche uniche, offre un'esperienza unica. Le fondamenta sono solide e con il giusto lancio di contenuti post-lancio, Bad Blood potrebbe avere le gambe per sostenersi (visto il pedigree di Techland, siamo ottimisti), e il fatto che osi avanzare in un mare di cloni PUBG, potrebbe giocare a suo favore a lungo termine.

Dying Light: Bad Blood
Dying Light: Bad Blood
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