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recensioni
Tekken 7

Tekken 7

Uno dei giganti del genere picchiaduro taglia il traguardo con il suo settimo eccezionale capitolo.

Non avevamo dubbi su cosa fare come prima cosa in Tekken 7. Siamo andati diretti alla modalità Arcade e abbiamo combattuto nei panni di Akuma, il colosso in stile demone di Street Fighter II che ha reso la vita più dura a tanti giocatori nel corso degli anni. Per coloro che sono cresciuti con Street Fighter II e hanno seguito la serie successivamente, troveranno ovviamente affascinante vedere in che modo si misura contro il terribile roster di Bandai Namco, dominato da combattenti come Heihachi, Eddy Gordo, Law Marshall e King.

Il nostro primo incontro si è svolto nello stage Arctic Snowfall di uno dei nuovi combattenti, Gigas, una "cosa" assolutamente terribile che si classifica tra i personaggi potenti meglio progettati che abbiamo visto in un gioco di combattimento, caratterizzato da cavi tipo tentacolo appesi alle sue spalle.

Si scopre che c'era un buon motivo nel sentirsi esausti. Gigas è brutalmente forte e veloce in modo preoccupanti con i suoi colpi in aria, ma Akuma si controlla esattamente come avevamo sperato. È un personaggio di Street Fighter che è stato quasi perfettamente adattato all'universo di Tekken e funziona molto bene. Gli attacchi in cui Gigas si scaglia contro di noi sono facilmente gestibili con i Goshoryuken (pugni del drago), le combo sono seguite da Tatsumaki Zankukyaku (calci tornado) e ci sono persino i Gohadoken (palle di fuoco) sempre affidabili nel suo arsenale di attacchi.

Come se non fosse abbastanza, Akuma ha anche il suo EX meter di Street Fighter IV che gli permette di eseguire attacchi più potenti all'occorrenza, e il suo attacco Rage non è niente di meno che Messatsu Gohadou. La prima impressione di Tekken 7 è molto buona, è fluido e veloce, un aggiornamento adeguato dato che l'ultima volta abbiamo visto la serie era effettivamente mezzo decennio fa con Tekken Tag Tournament 2.

Tekken 7

C'è qualcosa che a Bandai Namco riesce sempre molto bene rispetto ad altri sviluppatori di picchiaduro: rendere divertente imparare le meccaniche del gioco da soli. Creare modalità di allenamento divertenti è chiaramente difficile e l'unico gioco che può davvero competere con questa modalità pratica è Killer Instinct. Ma qui c'è molto di più. Come al solito, Tekken 7 offre una modalità singleplayer che stravolge completamente tutto ciò che la concorrenza ha da offrire. È difficile non tracciare parallelismo con il lancio del quasi vuoto a livelli imbarazzanti Street Fighter V: è come confrontare Doodle Jump con Super Mario 3D World. La differenza è veramente enorme.

La trama ci permette di giocare nei panni e contro la gang di Tekken 7 e ci sono anche molti nemici senza vita che fungono da utili foraggiamenti da usare all'occorrenza. La modalità Storia non include una trama stellare, ma Bandai Namco lo sa bene e racconta una storia gustosa e ultra-giapponese con buchi narrativi abbastanza grandi da permettere a Bob di ballare il jitterbug tra uno e l'altro. Ma chissenefrega, in fin dei conti, perché è comunque divertente scoprire con quali scuse decidono di sfidarsi l'un l'altro, e di come individui tronfi e superbi sembrano cambiare durante il corso di una guerra mondiale, mentre assestano calci. Certo, le cutscene sono talvolta troppo lunghe e spesso non è possibile passarle, ma anche così... resta comunque una modalità ambiziosa singleplayer che saprà sicuramente intrattenere i veterani di Tekken e insegnare ai principianti il sistema di gioco e permettere loro di familiarizzare con tutti i vari personaggi.

Tuttavia, per quanto ci riguarda, non c'è nulla in un gioco picchiaduro più importante rispetto al multiplayer. Tutto dipende se il gioco sarà divertente da qui ai prossimi anni con amici e conoscenti e che offra match al cardiopalma dove i più piccoli errori portano a sconfitte terribili.

Tekken 7

La notizia più importante per il giocatore medio di Tekken 7 è ciò che viene definito Rage Art. Si tratta di un attacco tremendo che è possibile usare quando stai per morire, un po' come il Critical Edge di Soul Calibur V, per coloro che lo ricordano. Lì, tuttavia, spesso ci si faceva male, ma Bandai Namco lo ha reso perfetto questa volta. L'attacco è abbastanza forte (toglie meno di un terzo della vita del vostro avversario) e questo spesso trasforma una sconfitta palese in una vittoria all'ultimo sangue, una meravigliosa possibilità per una chance ulteriore, dove i vincitori e il loro avversario se la giocano sul filo del rasoio. E una buona connessione potrebbe risolvere il match in entrambi i modi. Funziona alla grande.

Questi attacchi chiamati Rage Art vengono attivati abbastanza velocemente e sono relativamente semplici da parare, quindi vi consigliamo caldamente di usarli combinati ad una combo quando il vostro avversario non ha la possibilità di recuperare. A livello principiante o quando si innesca il panico, tuttavia, diventa facile provare un disperato tentativo per aggiudicarsi il combattimento. Il sistema è intuitivo, facile da comprendere e non richiede un meter/barra dell'energia aggiuntivi che confonde facilmente coloro che non sono così abituati a combattere con questi titoli, e questa è un'aggiunta che sarà probabilmente apprezzata dalla grande maggioranza di coloro che hanno la possibilità di provarlo correttamente. Inoltre, gli attacchi sono spettacolari, il che aiuta a dare al gioco un extra in bellezza in più.

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