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recensioni
Last Day of June

Last Day of June

Il team italiano di Murasaki Baby torna con una fiaba dai contorni amari.


La letteratura, il cinema e l'arte in generale hanno sempre nutrito un certo fascino nei confronti del tema della morte. Nel suo essere impalpabile, inafferrabile e difficilmente rappresentabile, thanatos rappresenta una sfida narrativa e concettuale importante, proprio perché strettamente legata ai sentimenti e al rapporto che ogni individuo intreccia, volente o nolente, con essa. Rappresentare qualcosa di intangibile come la morte, permettere ad un esterno di farne esperienza attraverso il punto di vista di qualcun altro, è una delle ultime prove a cui anche il mezzo videoludico ha deciso di sottoporsi negli ultimi anni, e sorprende che a muovere i primi passi nei confronti di un argomento così complesso siano principalmente gli studi indie.

Titoli come That Dragon, Cancer, What Remains of Edith Finch o Fragments of Him hanno affrontato il tema della morte, della perdita e, più in generale, del lutto in modo elegante, sofisticato, pur senza dimenticarsi quale fosse il ruolo primario del gioco in sé: permettere al giocatore di interagire con il mondo digitale, diventarne parte attiva. Perché, a differenza del cinema e della letteratura, qui il giocatore ha un ruolo di prima categoria: manipolare, interagendo con il mondo circostante, e "vivere" in maniera diretta quanto accade attorno ad esso, attraverso schemi e modalità di gioco di varia natura.

Ma è il contrasto tra l'idea di entertainment - a cui il videogioco è, sin dai suoi albori, associato - e il desiderio di analizzare argomenti così profondi e importanti ad elevare ancora una volta lo status del medium, e che forse spinge gli studi indipendenti, per natura più coraggiosi e impavidi di quelli più importanti, a sperimentare, a sporcarsi le mani con un tema così delicato. Ma sempre facendolo con quella sensibilità e quell'attenzione che un argomento così spinoso richiede. Perché il videogioco, a dispetto dei suoi detrattori, sta diventando sempre più terreno di riflessioni che trascendono la semplice idea di divertimento, un nuovo modo di vivere, attraverso il punto di vista di un avatar, qualcosa che non abbiamo mai provato o che forse abbiamo provato e abbiamo bisogno di rivivere per sentirci più forti.

Last Day of June

È attorno ad una "mission" così preziosa che prende forma Last Day of June, l'ultima opera dello studio indie italiano Ovosonico, conosciuti al grande pubblico per un'altra grande perla qual è Murasaki Baby, titolo puzzle/platform a scorrimento laterale dalle atmosfere burtoniane uscito su PS Vita nel 2014. Messo da parte quel mood decisamente più gothic, Last Day of June è un'esplosione di colore, un prodotto che, nonostante il suo stile artistico unico e senza dubbio originale, racconta una storia di grande dolore, dell'incapacità dell'essere umano di scendere a patti con la morte. La non accettazione che la persona amata non ci sia più è ciò che spinge Carl a rivivere il giorno della morte di sua moglie June attraverso il punto di vista di altri quattro vicini di casa, amici e conoscenti della coppia, in modo da poter ostacolare il tragico destino riservato alla giovane donna.

Ma il destino, si sa, è beffardo e, attraverso un intrigante meccanismo di scatole cinesi, il giocatore - nei panni di Carl e degli altri quattro personaggi - è chiamato a modificare gli eventi in modo da evitare che l'inevitabile accada. Per farlo, accompagnando Carl nel laboratorio di pittura di June, il giocatore è chiamato ad entrare nei dipinti dei quattro personaggi ritratti dalla donna, semplicemente toccandoli. Entrando nel quadro e rivivendo il giorno infausto attraverso i quattro diversi amici, Carl/il giocatore può manipolare il corso degli eventi e provare a salvare la vita a June.

Tuffandosi da un dipinto all'altro, il giocatore ha dunque il compito di risolvere una serie di piccoli puzzle ed enigmi, mai particolarmente complicati, e capire quale personaggio azionare e far agire per evitare che accada l'incidente stradale in cui la giovane sposa ha perso la vita e che ha relegato Carl su una sedia a rotelle. Nello spasmodico tentativo di sfuggire alla morte, il giocatore si imbatte anche in diversi collezionabili, ben nascosti nel piccolo villaggio sul lago in cui è ambientata la vicenda, che permettono di conoscere alcuni ricordi sui vari personaggi, più o meno gioiosi.

A livello di gameplay, Last Day of June fa della semplicità il suo cavallo di battaglia, un escamotage che permette al giocatore di concentrarsi principalmente sulla storia e sul tema di fondo attorno cui ruota l'intera vicenda. Nella sua brevità e genuinità, il nuovo lavoro di Ovosonico è pienamente capace di catalizzare l'attenzione del giocatore, trascinandolo in un turbine emotivo da cui se ne esce senza dubbio provati. Non vi spoilereremo di certo il finale, sia chiaro, ma la riflessione profonda che scaturisce alla fine del gioco, non appena si apre davanti a nostri occhi la sua conclusione, è una di quelle che lascia atterriti, inermi con il controller tra le mani, ma al tempo stesso con grande calore nel cuore.

Last Day of June

Ad amplificare ulteriormente le sensazioni uniche che è in grado di veicolare Last Day of June contribuisce senza dubbio anche la sua eccezionale colonna sonora, composta da di Steven Wilson, un accompagnamento che ci culla e ci trascina attraverso un mondo che, a poco a poco, acquisisce i contorni labili di un sogno/incubo. Quello che vive Carl è sogno o realtà? È un sogno nel sogno, una sorta di Inception, per dirla à la Christopher Nolan? L'atmosfera sospesa, in bilico tra la tragica realtà di un lutto e il fiabesco desiderio di riportare in vita chi si ama, viene perfettamente trasmessa da Ovosonico attraverso il suo incantevole character e level design, che trova nella musica di Wilson il suo perfetto tappeto sonoro e che lascia provati non appena i titoli di coda iniziano a scorrere.

Ma come tutti i piccoli grandi capolavori, anche Last Day of June non è esente da qualche problema. Quello che a nostro avviso appare più grave sono senza dubbio i suoi continui caricamenti. Questi, infatti, tendono a spezzare in modo drammatico il ritmo del racconto, un elemento che tende spesso ad assottigliare, seppur in minima parte, quel legame empatico che il giocatore, a poco a poco, costruisce con la sua storia. Un altro elemento che gioca un po' a sfavore in termini di ritmo - ma che, in fin dei conti, è parte costitutiva della struttura del gioco - è la sua ripetitività. L'idea di dover rivedere la stessa sequenza per modificarne gli eventi, senza alcuna possibilità di saltare la cutscene ad essa collegata, alla lunga può diventare tediosa, smorzando un po' quanto di magico e di tragico risiede nel gioco.

Last Day of JuneLast Day of June

Un altro aspetto che non ci ha convinto del tutto è un mancato background relativo ai personaggi, principalmente per ciò che riguarda i comprimari: in che modo questi personaggi entrano a far parte della vita di June e Carl? Qual è il rapporto che li lega realmente? Perché mai June avrebbe realizzato un loro dipinto, se l'effettivo legame è molto blando, ad eccezione di un personaggio? Forse una maggiore storia di background avrebbe permesso a questi personaggi di non essere puramente casuali all'interno della storia, delle pedine da muovere con cui il giocatore tenta di fare scacco matto alla morte. Siamo un po' sorpresi da questa scelta, soprattutto quando si ha di fronte un titolo capace di trasmettere un messaggio così potente, ma senza poi contestualizzarlo del tutto.

Al netto delle critiche, Last Day of June è un gioco che consigliamo caldamente di "vivere". Grazie ad una storia emozionante, ad una colonna sonora da brividi e da uno stile artistico estremamente bello, il nuovo lavoro di Ovosonico arriva dritta al cuore, ma anche allo stomaco, ricordandoci quanto siamo, purtroppo, oggetti tra le mani del fato, e talvolta impossibilitati ad agire nei confronti di qualcosa che è, senza dubbio, più grande e più potente di noi. In questa considerazione amara risiede probabilmente la forza di Last Day of June, un prodotto dai contorni straordinariamente fiabeschi, che tuttavia ci costringe, di peso, a riportarci con i piedi per terra.

Last Day of June
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
L'atmosfera sospesa e suggestiva: L'intrigante meccanica a scatole cinesi; L'emozionante colonna sonora; Un character e level design davvero unici; Un finale mozzafiato.
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I continui caricamenti che tendono a spezzare il ritmo dell'azione; Alla lunga rivivere le sequenze può diventare un po' ripetitivo; I puzzle non sono mai troppo complessi.
overall score
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