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recensioni
The Elder Scrolls V: Skyrim

The Elder Scrolls V: Skyrim per Nintendo Switch

Il grande capolavoro di Bethesda sbarca sulla console ibrida di Nintendo.


Non so perché sono stata catturata. Probabilmente mi trovavo nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Credo sia la maledizione del commesso viaggiatore: prima o poi qualcosa deve andare storto. Ma, nel mio caso, è un vero disastro. Mi hanno presa, legata, sbattuta su di un carro che si trascina cigolante verso una città fra i boschi.

Il barroccio è colmo di prigionieri, anch'essi destinati a una morte orribile. Attorno a me, solo sguardi rassegnati. Tutti tranne uno, un certo Ulfric Manto della Tempesta, che sembra poter accettare il patibolo, ma non la resa. Non che mi interessino molto le guerre intestine di questa parte del continente: sono una khajiit, mi interessano gli affari, non certo la politica. Ma questo Ulfric sa il fatto suo. Un vero peccato che anche lui, come me, si ritroverà ben presto ad osservare dalla sua testa mozzata il resto del corpo, dal fondo di un cesto. Sarebbe stato un buon commerciante.

Il carro si ferma. Mi fanno scendere, e osservo i miei carnefici prendersi gioco dell'intero gruppo di prigionieri. Non che mi senta offesa - ho altri pensieri per la testa - ma il fatto che mi chiamino "gatto" non mi va proprio giù. Osservo il primo malcapitato finire sotto l'ascia del boia. La morte sopraggiunge con un colpo sordo, ma perlomeno è rapida. E, sfortunatamente, subito dopo tocca a me.

C'è poco da fare: sono disarmata, circondata da uomini corazzati. Mi avvicino al ceppo senza proferire parola. Il boia prepara il suo strumento, mentre io attendo rassegnata il mio destino. L'ascia si solleva. Mi preparo al colpo. Un rombo mi scuote. Dunque è questa la sensazione che si prova di fronte alla morte? Si sente un terremoto?

No, non sono morta. Ma, forse, vorrei esserlo. Il terremoto, infatti, non è naturale: un drago gigantesco, di quelli che si sentono solo nelle leggende, ha appena attaccato il villaggio. Non so se sentirmi sollevata o terrorizzata: inizio una fuga rocambolesca attraverso il villaggio in fiamme. Di fronte alla morte non avevo paura, ma di fronte a questo drago, il panico inizia a pervadere ogni muscolo del mio corpo. Corro, mi arrampico, cado, mi rialzo. Il villaggio è condannato ma io, per qualche ragione forse non completamente terrena, riesco a fuggire.

Sono una dei superstiti della strage di Helgen, e questo è solo l'inizio della mia avventura.

The Elder Scrolls V: Skyrim

La serie The Elder Scrolls, per molti versi, è l'archetipo dei giochi di ruolo occidentali. Mondi enormi, incredibilmente aperti, infarciti di mitologia altamente riconoscibile. Nel paragrafo precedente, avete letto come inizia il gioco. Ma, come avete certamente notato, il paragrafo scritto in prima persona ha raccontato una delle storie possibili, nello specifico quella di Lea, una commerciante khajiit giunta a Skyrim per affari e divenuta un abilissimo ladro nel corso delle 140 ore che ho trascorso in sua compagnia.

In The Elder Scrolls V: Skyrim, pertanto, possiamo identificare due linee narrative. La prima, comune a tutti i giocatori, è costituita dalla quest principale, che riguarda il ritorno dei draghi in una terra martoriata da una guerra civile, nell'estremo nord del mondo. Il nostro eroe viene suo malgrado coinvolto nell'avventura e, come scritto in un'antica profezia, si trova costretto a fermare il ritorno di Alduin, il malvagio drago detto "Il divoratore di mondi". Il nostro personaggio diventa ben presto il "Sangue di Drago", l'uomo (o la donna) predestinato a salvare Skyrim dal ritorno dei draghi. Si tratta di una trama entusiasmante, nella quale le nostre azioni hanno un peso sulla situazione politica del mondo, piena di colpi di scena e di personaggi credibili.

La seconda linea narrativa, invece, è unica per ogni giocatore. Nel mio caso la storia racconta dell'ascesa di un umile commerciante a salvatore di Skyrim e abile diplomatico, ma le possibilità di personalizzazione nel gioco sono infinite. Potreste, ad esempio, ritrovarvi a controllare un energumeno amante delle mazze chiodate, un potente stregone dedito più alla scienza che all'azione, un bardo pronto a intrattenere i passanti con il proprio flauto.

Le quest secondarie, quelle legate alla Gilda dei Ladri, alla Confraternita Oscura, ai vari ordini cavallereschi e di fratellanza, indubbiamente aiutano a plasmare il carattere e il background del proprio personaggio. Inoltre, vi sono decine e decine di quest minori che, a volte, nascondo trame inaspettatamente intricate. Tuttavia, buona parte della personalizzazione in The Elder Scrolls V: Skyrim, come vedremo, deriva direttamente da alcune eleganti soluzioni di gameplay del gioco, che si riscontrano già al momento della creazione del proprio personaggio.

The Elder Scrolls V: Skyrim

Uno degli aspetti che distingue The Elder Scrolls V: Skyrim dagli altri giochi di ruolo, inclusi i giochi precedenti della saga, è dato dall'ingegnoso sistema di levelling del personaggio che si è sbarazzato una volta per tutte delle classi. Il gioco non ci chiede di creare un personaggio e di imbrigliarlo in un ruolo: all'inizio si sceglie la razza, il sesso, si personalizzano i tratti fisici, si sceglie un nome. Tutto qui.

Il personaggio, dunque, non nasce "mago", "ladro" o "guerriero", ma lo diventa a seconda dello stile di gioco del giocatore. Compiendo determinate azioni, infatti, si sviluppano alcuni tratti del proprio personaggio che determinano la sua abilità. Per esempio, un giocatore incline a nascondersi e a colpire nell'ombra diventerà ben presto un maestro di "furtività" e potrà espandere il corrispondente albero delle abilità. Sarà il giocatore a dire "il mio personaggio è un ladro", ma in nessun modo il gioco imporrà al giocatore una classe. Questo, probabilmente, è l'aspetto più interessante del gioco che, per certi versi, ricorda l'elevato grado di unicità dei personaggi della serie Fable (ma senza rutti, peti e le altre follie di Peter Molyneux).

In altre parole, The Elder Scrolls V: Skyrim si adatta alle azioni del giocatore. Da questo punto di vista, gli sviluppatori hanno compiuto un vero e proprio passo in avanti nella struttura del gameplay, creando un netto punto di discontinuità con il passato. Il gioco è accomodante, situazionista, personalizzante e personalizzato. Una vera bomba di unicità.

Come detto, dunque, è l'uso delle armi o delle magie a determinare la tipologia del nostro personaggio. Si possono plasmare spadaccini, arcieri, silenziosi assassini o, perché no, maghi di diversa tipologia. I giocatori che preferiscono usare le armi (o le mani nude) rispetto alle forze magiche, possono scegliere fra diverse tipologie di armamenti, che spaziano dalle armi da taglio di ogni forma e misura, fino alle armi da impatto e agli archi.

Ogni arma determina il miglioramento di un'abilità associata e, in maniera del tutto naturale, ci si ritrova a presto a preferire un'arma rispetto ad un'altra. Personalmente, la mia eroina ha brandito due mazze per la maggior parte del tempo. Non si tratta certo di un'arma che si addice a un aggraziato ladro khajiit, ma nel mio caso l'arsenale si è rivelato provvidenziale in più di un'occasione.

The Elder Scrolls V: SkyrimThe Elder Scrolls V: Skyrim

Come nei giochi precedenti della serie, l'uso delle armi consuma vigore. In Skyrim, però, l'esaurimento del vigore non impedisce di combattere, ma modifica radicalmente la potenza dei propri colpi. Senza energia non si possono ottenere colpi critici, non si possono caricare i fendenti o le mazzate, non si può fuggire di corsa.

Le magie, invece, consumano mana. Alcune consumano mana in maniera costante, mentre altre richiedono una grossa quantità di energia magica per poter essere attivate. Il sistema di apprendimento delle magie richiede la lettura di particolari tomi, i quali ampliano la lista dei sortilegi a disposizione del giocatore.

Anche le magie si dividono in varie scuole di specializzazione e, pertanto, anche il giocatore orientato verso l'uso delle arti arcane potrà creare un mago molto diverso da quello di un altro giocatore. La mia khajiit, pur non essendo una maga, ha ottenuto una certa abilità nelle magie di illusione, che le permettono di scomparire nel nulla e di colpire i nemici alle spalle.

Infine, ogni giocatore può apprendere diversi mestieri: alchimia, forgiatura, incantamento, eccetera. Ognuna di queste azioni ha applicazioni utili nel mondo di gioco: un fabbro esperto, ad esempio, può forgiare potenti corazze create con le scaglie e le ossa dei draghi, mentre un incantatore che sa il fatto suo può disporre di alcune delle armi magiche più potenti del gioco.

Un'abilità magica comune a tutti i giocatori è legata alla quest principale. Si tratta degli urli, o Thu'um, parole pronunciate nell'antica lingua dei draghi, capaci di compiere svariate tipologie di azioni. Gli urli si sbloccano raggiungendo alcuni santuari, che ci permettono di assorbire le parole da alcune pietre runiche. Per poterli attivare, però, è necessario consumare anime di drago che, ovviamente, si ottengono dall'uccisione dei suddetti lucertoloni. In breve, il gioco ci spinge costantemente a scontrarci con i draghi, in alcuni dei combattimenti più epici di cui avete memoria.

The Elder Scrolls V: Skyrim
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