Gamereactor follow Gamereactor / Dansk / Svenska / Norsk / Suomi / English / Deutsch / Español / Português / Français / Nederlands / 中國
Gamereactor Close White
Accedi






Password dimenticata?
Non sono iscritto, ma vorrei esserlo

Oppure effettua il log-in con Facebook
recensioni
Life is Strange: Before the Storm

Life is Strange: Before the Storm

Un'esperienza da vivere sulla propria pelle più che giocare.


Facebook
TwitterRedditGoogle-Plus

Trasformare una tipica avventura videoludica ad episodi in un teen drama che potrebbe tranquillamente fare concorrenza ad alcune produzioni televisive di genere è stata la più grande sfida che i Dontnod - studio francese indipendente, fondato nel 2008 - hanno voluto affrontare con Life is Strange. Prodotto balzato agli onori delle cronache nel 2015, vincendo a mani basse premi della critica ma soprattutto il rispetto e l'entusiasmo dei videogiocatori, l'opera seconda dello studio supportato da Square Enix è stata una sorpresa inaspettata per molti, forse degli stessi sviluppatori, che dopo il mezzo flop registrato con il loro primo gioco Remember me - che li ha quasi ridotti sul lastrico nel lontano 2013 - mai avrebbero immaginato di riuscire a conquistare pubblico e critica con una storia così semplice, ma al tempo stesso speciale.

Le protagoniste Chloe e Max, così come i tanti comprimari quali Kate Marsch, Warren Graham e persino Victoria Chase, si sono ben presto insinuati nei cuori dei giocatori, attraverso un prodotto che è riuscito a codificare e decodificare in modo impeccabile diversi linguaggi mediali, dal videogioco stesso alle serie TV, mettendo insieme in modo sinergico e funzionale i caratteri di entrambi, dando vita ad un risultato che forse è tra i più interessanti, almeno in termini di sperimentazione, affrontati dal medium negli ultimi anni.

Se è vero che oggi parlare di contaminazione tra media potrebbe rappresentare un discorso un po' antiquato, dal momento che oggi mezzi come il videogioco o la televisione o ancora il cinema hanno un'identità chiara, ben definita e poco avvezza al concetto di post-moderno, resta tuttavia palese che essi rappresentino ancora una fonte di ispirazione l'un l'altro molto importanti, senza che questo vada ad intaccare la loro anima più profonda. Pur essendo un videogioco in tutto e per tutto, i cui tratti costitutivi restano intatti, Life is Strange ha comunque attinto da altri media sul modo in cui sviluppare gli eventi narrativi, facendo largo uso di espedienti mutuati dalla serialità, ad esempio, come i cliffhanger, selezionando in modo accurato la colonna sonora che avrebbe scandito le sequenze più forti a livello emotivo, o ancora attraverso un attento uso della regia, posizionando la "macchina da presa" digitale all'interno delle dinamiche narrative nel modo giusto, esattamente come farebbe un regista di prodotti audiovisivi.

Life is Strange: Before the Storm

Il mix di tutti questi elementi hanno permesso a Life is Strange di ritagliarsi uno spazio importante all'interno dell'industria, restando ad oggi un esperimento unico di genere (non ci sentiamo di contemplare le serie episodiche di Telltale nel medesimo "settore", nonostante abbiano una struttura perfettamente identica), a cui ovviamente Square Enix, riconosciuto l'eccellente potenziale nel prodotto, non ha voluto rinunciare. E dal momento che i Dontnod sono attualmente impegnati a capofitto su Vampyr, hanno deciso di affidare momentaneamente il progetto ai Deck Nine Games, i quali hanno avuto l'arduo compito di caricarsi sulle spalle un peso pari ad un macigno, una sfida complessa ma forse non impossibile, qual è stato il prequel Life is Strange: Before the Storm.

Forte di personaggi amati e noti al pubblico di giocatori, Before the Storm (e i Deck Nine di conseguenza) ha assunto su di sé un compito molto importante, ossia quello di raccontare la nascita della grande amicizia tra Chloe Price e Rachel Amber - la ragazza scomparsa che muove le vicende di Life is Strange, come forse ricorderete - svelandoci anche degli intriganti retroscena sulla scorbutica ragazza ribelle che tanto abbiamo amato nel primo gioco al fianco di Max Caufield. Riuscire a replicare il successo di Life is Strange era senza dubbio un'impresa titanica, eppure - nonostante non si sia raggiunta analoga eccellenza - Before the Storm riesce comunque ad infiltrarsi dentro di voi, spingendovi episodio dopo episodio a saperne di più, non tanto sulla storia che fa da sfondo alla vicenda - che resta comunque intrigante, nonostante non riesca mai a raggiungere le vette emotive del primo gioco - quanto su suoi personaggi che muovono le fila di tutto.

Non entreremo volutamente nel merito dei singoli episodi (di cui, però, potete leggere i nostri approfondimenti sul primo e sul secondo episodio, mentre qui faremo accenno al terzo episodio) e nemmeno nei dettagli della trama per non togliervi il gusto della scoperta, ma senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo quello di Chloe, funziona in modo straordinario, reggendo alla perfezione una trama molto più debole dell'opera dei Dontnod, che stenta sempre a decollare. Ciò che ci lega a Before the Storm, a differenza di Life is Strange, non è tanto il dipanarsi degli eventi, i colpi di scena o altri elementi narrativi forti, ma piuttosto il rapporto che si instaura con i vari personaggi, a partire dalla stessa Chloe. Nonostante qui sia una fastidiosa teenager rompicoglioni, con tutti i difetti e contro del caso, è quasi impossibile non scorgere la sua interessante evoluzione, dal primo all'ultimo episodio.

Life is Strange: Before the Storm
Life is Strange: Before the Storm
Life is Strange: Before the Storm