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Tales of Zestiria

Tales of Zestiria

La serie J-RPG 'Tales of' sbarca per ila prima volta su PS4 con un titolo inter-generazionale che rafforza le basi tradizionali del franchise.

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Sebbene lo scorso anno i giocatori occidentali abbiano potuto comunque godersi due capitoli del franchise (Tales of Xillia 2 e Tales of Hearts R), il mercato giapponese ha dovuto attendere tre anni dal lancio di Xillia 2 prima di riuscire a mettere le mani su Tales of Zestiria. Nel corso di questo lungo processo di sviluppo, il team ha cercato di rimanere fedele ai pilastri costitutivi del franchising, ma allo stesso tempo ha anche rinnovato alcuni elementi chiave per giustificare un passo in avanti della serie Tales of, soprattutto perché questo è il primo della serie ad arrivare sulle console di una nuova generazione (in questo caso, PlayStation 4).

La verità è che Tales of Zestiria sembra aver raggiunto lo scopo per cui è nato. Per cominciare, siamo inequivocabilmente di fronte ad un capitolo vero e proprio del franchise. Ciò significa che abbiamo ad attenderci decine di ore, in cui accompagniamo un cast di personaggi che si evolve in modo significativo nel corso del gioco. Come accaduto negli altri capitoli della serie, sia il protagonista principale sia i suoi compagni subiscono un cambiamento radicale in base al modo in cui influenzano i numerosi eventi che dovranno affrontare. Questo risulta particolarmente evidente nel caso di Sorey, il protagonista, la cui evoluzione è così marcata che il personaggio che troviamo all'inizio del gioco e il grande eroe che diventa alla fine di questo sono davvero molto diversi tra loro (per farvi un esempio, è lo stesso cambiamento radicale a cui abbiamo potuto assistere in Luke in Tales of the Abyss). Gli eventi che saranno costretti a vivere, però, non sono così decisivi come visto nei precedenti capitoli. Il tema centrale presente nel gioco qui è privo di impatto, limitandosi a raccontare una storia un po' trita con protagoniste fazioni religiose e scontri tra le diverse regioni.

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Forse l'aspetto più eclatante in questo senso è l'idea relativa ai serafini, creature che solo pochi eletti possono vedere. Tuttavia, le necessità di copione tendono a poco a poco a diluire il suo approccio interessante e si inizia ad optare per situazioni e spiegazioni piuttosto basilari per favorire la spettacolarità del gameplay. A tal proposito, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un'occasione persa in cui si sarebbe potuto di gran lunga rischiare un po' di più. Ma nonostante questa sensazione, secondo cui il gioco avrebbe sicuramente potuto offrire di più, la storia è comunque funzionale e i personaggi sono abbastanza carismatici da incoraggiarci a continuare a giocare fino alla fine.

Tanto più che, ancora una volta, il franchise ci delizia con uno dei sistemi di combattimento più divertenti mai visti nei giochi di ruolo giapponesi. Anche se viene presentato all'inizio del gioco in modo dirompente, fornendo al giocatore una ricchezza di informazioni che è necessario acquisire ed elaborare, l'esperienza e i vari boss vi costringeranno a sperimentare tutte le opzioni che il sistema di combattimento mette a disposizione per superare con successo i vari scontri che vi si prospetteranno. La necessità di mettere insieme le varie combo per sfruttare i punti deboli dei nemici rivelerà un sistema profondo che - pur essendo in tempo reale - risulta divertente come pochi altri. Forse uno dei sistemi del franchise più interessanti, grazie alla possibilità offerta ai serafini di fondersi con i personaggi umani e conferire loro nuovi poteri e abilità. Le combinazioni sono molteplici e dovremo analizzare a fondo ogni situazione e adattare il nostro party al meglio. Naturalmente, dobbiamo riconoscere che il sistema di fusioni pecca di essere un concept troppo giapponese, che fa perdere un po' di credibilità alla storia che viene raccontata. A tal proposito, pur essendo un gioco destinato ad un mercato decisamente più occidentale, alcune idee, recuperate dai classici anime giapponesi, potrebbero un po' confondere il giocatore medio di questo lato dell'Oceano.

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Un altro aspetto eccezionale di questo capitolo è la presenza di un mondo aperto. Probabilmente, questo è l'aspetto sicuramente più sorprendente in quanto rappresenta un ritorno alle origini, ai primi capitoli del franchise e dei giochi di ruolo più tradizionali in 16 bit. Sebbene l'ultimo episodio abbia peccato di essere abbastanza lineare, portando il giocatore a compiere percorsi molto definiti dal punto A al punto B, Tales of Zestiria restituisce alla vasta gamma di mappe la possibilità di essere scavate in profondità per scoprire che cosa ci attende nella nostra tappa successiva. Inoltre, il gioco non ci prende per mano e non ci indirizza nella giusta direzione da prendere sulla mappa, ma saremo chiamati a compiere da soli il nostro percorso, a "indovinare" dove andare per procedere nella nostra avventura. Questa idea è molto interessante, in quanto conferisce una nuova importanza e complessità al mondo aperto presente nel gioco, piuttosto che seguire un percorso prestabilito.

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Va anche detto che questo mondo aperto si rivela anche un po' vuoto. Abbiamo di fronte a noi un'immensa distesa di terra, che attende solo di essere esplorata, ma non troveremo molte cose. Grazie ad alcune abilità (derivate da un complesso sistema di dèi presenti in ogni regione) è possibile conferire al mondo un'atmosfera maggiore, ma anche un grande cambiamento importante come questo non riesce a rinvigorire di vita l'universo del gioco.

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In breve, Tales of Zestiria è un gioco assolutamente in linea con il franchise e meritevole di farne parte. I fan sanno cosa aspettarsi da un gioco come questo e i neofiti impareranno presto le basi di Tales of e si divertiranno con un sistema di gameplay completo e divertente. Magari non è il miglior capitolo della serie (che ha già accumulato tanti ottimi episodi, la cui valenza dipende ovviamente dai gusti e dalle opinioni personali), sia perché la storia non ha mai modo di distinguersi sia perché il mondo di gioco appare troppo vuoto, ma è senza dubbio evidente il livello di qualità che il gioco porta con sé: è un titolo divertente e intenso, che ci trascina nel suo mondo per ore e ore, incoraggiandoci costantemente a non mollare mai il controller. Il tutto con una colonna sonora spettacolare, la migliore del genere negli ultimi anni. Insomma, Tales of Zestiria è un grande gioco di ruolo su PS3 e PC e forse il miglior gioco di ruolo giapponese per PlayStation 4 al momento.

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08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Personaggi carismatici; Sistema di combattimento molto divertente; Non prende per mano il giocatore come altri titoli di genere; Un bel passo avanti per il franchise; Un ottimo punto di partenza per il futuro.
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La storia non mostra tutto il potenziale insito nel gioco; Il mondo aperto appare un po' vuoto; A livello tecnico si potrebbe esigere qualcosa di più.
overall score
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RECENSIONE. Scritto da Ramón Méndez

La serie J-RPG 'Tales of' sbarca per ila prima volta su PS4 con un titolo inter-generazionale che rafforza le basi tradizionali del franchise.



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