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The Church in the Darkness

The Church in the Darkness

Paranoid Productions ha costruito un paradiso nella giungla, ma riuscirete a uscirne vivi?

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I videogiochi possono essere a volte delle combinazioni davvero strane. Da una parte vogliamo divertirci giocando, dall'altra invece ci aspettiamo delle storie che siano al passo, in termini di qualità, a quelle degli altri media. Nella stragrande maggioranza dei casi tendiamo a chiudere un'occhio su problematiche riguardanti la narrativa se il gameplay in sé risulta divertente e ben fatto. Dopotutto la priorità numero uno degli sviluppatori è solitamente quella di intrattenere il proprio pubblico. Questo è il motivo per cui tendiamo a sollevare un sopracciglio quando vediamo uno sviluppatore realizzare un videogioco ispirato a una tragedia reale.

The Church in the Darkness potrebbe non essere direttamente basato su un evento storico, ma è indubbiamente spirato alle vicende del movimento Tempio del popolo e della tragedia di Jonestown. Ambientato negli anni '70, il titolo vi metterà nei panni di Vic, che ha viaggiato fino al Sud America per raggiungere suo nipote Alex e assicurarsi che stia bene. Alex è stato in viaggio con un culto religioso chiamato 'Collective Justice Mission', partecipando alla creazione nella giungla di una comunità indipendente di nome 'Freedom Town', fondata dai predicatori Isaac e Rebecca Walker. Come giocatore, la vostra missione sarà quella di infiltrarvi nel culto e trovare vostro nipote, tuttavia il modo nel quale farlo e decidere se riportarlo o meno a casa sarà totalmente una vostra scelta. Il gioco infatti vanta un narrativa dinamica e aperta, in cui le motivazioni dei personaggi differiscono ad ogni partita. Allo stesso modo l'evoluzione della storia dipenderà strettamente dall'approccio che deciderete di adottare. L'idea sembra senz'altro interessante e ambiziosa per un gioco indipendente, ma funziona davvero? Be', la risposta a tale domanda è sia sì che no, ma torneremo su questo argomento a breve.

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The Church in the DarknessThe Church in the Darkness

Il titolo può essere definito come un action game di infiltrazione isometrico che ad una prima occhiata potrebbe sembrare un misto tra i vecchi GTA 2D e gli strategici alla Commandos o Desperados. Potrete scegliere se infiltrarvi silenziosamente all'interno della città, oppure di aprirvi la strada sparando a chiunque vi si pari davanti, o, naturalmente, fare un po' di entrambe le cose. Le guardie sono caratterizzati da coni colorati che mostrano il loro campo visivo e finché starete al di fuori di essi sarete al sicuro - a meno che non iniziate a fare del rumore ovviamente. La piccola comunità di Freedom Town è estremamente sospettosa nei confronti degli estranei, pertanto farsi avvistare potrebbe portare a far scattare l'allarme, se non direttamente a farsi sparare o catturare come prigionieri. Potrete uccidere i nemici in svariati modi e il gioco lascia aperta tale opzione sin dall'inizio, inoltre non c'è alcuna penalità o ricompensa nello scegliere un metodo piuttosto che un altro - anzi il contrario. Come abbiamo menzionato prima, i personaggi e la narrativa del gioco reagiscono alle scelte compiute, spingendo di conseguenza il giocatore ad adottare diversi approcci per poter vedere tutte le possibili diramazioni.

Tuttavia non sarà possibile evitare completamente l'approccio furtivo. Il gioco infatti mette a disposizione diverse armi, ma offre munizioni limitate, pertanto sparando a qualunque cosa si muova in poco tempo vi ritroverete senza proiettili e con mezza città alle calcagna. Di conseguenza si dovrà essere pronti ad improvvisare e riflettere attentamente sui propri piani, specie quando le cose sembrano stare andando bene. Ci teniamo a precisare che il sistema di mira non è dei più accurati durante il combattimento. Finché ci si limita a correre in giro funziona a dovere, ma i problemi diventano evidenti quando si è circondati da guardie che tentano di spararci in testa con i loro fucili a pompa.

Raggiunto un minimo di dimestichezza, vi accorgerete presto di poter correre piuttosto liberamente tra un nemico e l'altro, a patto che non vi vedano. Finché si rimane fuori dal cono visivo dei nemici potrete tranquillamente strangolarli anche qualora dovessero essere uno di fianco all'altro. Questo potrebbe sembrare poco realistico, e ovviamente è così, ma ai fini del gameplay conta poco. Imparerete in fretta quali sono le regole del gioco e altrettanto in fretta imparerete a sfruttarle.

Non si tratta di un problema legato all'IA, quanto piuttosto di una scelta di gameplay. Ciò non toglie comunque che possa risultare ridicolo attirare uno dopo l'altro gruppi di nemici con delle pietre e strangolarli uno alla volta senza che gli altri sospettino alcunché (ma ancora, giochi come Hitman e Assassin's Creed sono piuttosto simili in questo aspetto). In una delle nostre partite abbiamo ucciso 207 abitanti di Freedom Town. E' il gioco stesso ad informarci di tale numero, ma nessuno sembra importare. Gli NPC ritornano ai loro lavori nei campi e le guardie continuano a conversare tra loro. Alla lunga tutto ciò danneggia la credibilità del titolo.

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