Per più di due anni, Youlin Chen, un sismologo americano di origine cinese, è stato detenuto dal governo della Repubblica Popolare. Questo è l'unico caso di un cittadino statunitense designato dagli Stati Uniti come detenuto ingiustamente dalla Cina. Sua moglie, Yufang Rong, ha combattuto per la sua liberazione per tutto questo tempo, arrivando persino a appellarsi al Segretario di Stato Marco Rubio e al Presidente Donald Trump, che attualmente gode di un rapporto stretto con il suo omologo cinese, Xi Jinping. Tuttavia, non ci sono ancora stati progressi su questo fronte.
In un'intervista a Reuters, Rong ha espresso preoccupazione che Pechino avesse deciso, anche prima di processare Chen, di dichiararlo colpevole di spionaggio, un reato che in Cina comporta una pena fino all'ergastolo o addirittura la pena di morte per casi ritenuti particolarmente gravi. Suggerisce inoltre che la Cina potrebbe cercare di sfruttare le conoscenze e le competenze del marito per migliorare il suo sistema di occultamento dei test nucleari. Nel 2020, Washington ha accusato Pechino di aver condotto un test nucleare sotterraneo e di aver tentato di insabbiarlo. La Cina, che, come gli Stati Uniti, ha firmato ma non ratificato il Trattato di Esclusione Completa dei Test Nucleari del 1996, nega di aver effettuato il test.
Il caso del dottor Chen rimane uno dei punti di difficoltà più imbarazzanti nel rapporto sempre più amichevole tra Stati Uniti e Cina, ma né la famiglia del detenuto né le organizzazioni per i diritti umani credono che il caso sarà risolto a breve.