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Windbound

Windbound - Prime impressioni

Abbiamo provato questo interessante survival in anticipo alla sua uscita fissata per questo stesso mese.

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In procinto di approdare nel corso di questo mese, Windbound ha presto catturato il nostro interesse per tutta una serie di motivi, primo fra tutti il suo stile visivo accattivante. Naturalmente l'implementazione del cel-shading permette agli sviluppatori di arginare tutta una serie di ostacoli tecnici, consentendo loro di creare mondi visivamente semplici ma comunque dotati di un certo stile artistico. Non dimentichiamo l'impatto avuto da Breath of the Wild (e, andando un po' più indietro con gli anni, da Wind Waker) sull'industria, e nonostante ci siano numerose differenze con l'incredibile open world di Nintendo, la grafica di Windbound ci è parsa sin dai primi istanti familiare e rassicurante.

Il paragone con Zelda tuttavia termina qui, dato che Windbound è un titolo estremamente differente tanto nel gameplay quanto nella struttura generale. Il focus è tutto sull'esplorazione, dove imbarcarsi verso orizzonti sconosciuti rappresenta il cuore pulsante dell'esperienza che 5 Lives Studios ha tentato di realizzare dopo Satellite Reign (un gioco comunque estremamente diverso da questo secondo grande progetto).

Volendo descriverlo nella maniera più concisa possibile, Windbound è un gioco survival con elementi crafting. La formula non è certamente inedita, rappresentata dal dover raccogliere risorse durante l'esplorazione e navigare nei menu in modo da realizzare tutta una pletora di oggetti necessari per proseguire. Il gioco ci mette nei panni di un naufrago su una piccola isola, il cui obiettivo è quello di raccogliere gli oggetti necessari per costruire un'imbarcazione e prendere il mare. Dopo aver esplorato l'isola e raccolto le risorse richieste, abbiano iniziato la nostra esplorazione marittima a bordo di un pedalò nuovo di zecca.

La costruzione di imbarcazioni rappresenta una parte cospicua di Windbound. L'esperienza è costruita intorno a meccaniche roguelite, pertanto l'esplorazione avverrà all'interno di un arcipelago proceduralmente generato ricco di isole uniche. In un contesto del genere, la propria nave diventa anche la propria casa sulle onde, a cui potranno essere aggiunte vele, casse di deposito e altro ancora. Coloro che si divertono nel creare e costruire avranno sicuramente pane per i loro denti, dato che non solo potranno realizzare la propria base operativa, ma potranno anche portarla con sé durante i propri viaggi.

Windbound

L'esperienza non è spietata quanto quella dei roguelike classici, visto che morendo si rimarrà comunque all'interno dello stesso mondo di gioco. Quando è successo a noi, ci siamo ritrovati su un'isola differente e siamo stati costretti a costruire una nuova barca e a prendere nuovamente il largo alla ricerca della prossima torre. A tal proposito, le misteriose torri presenti nel gioco sono costituite da colonne geometriche interposte tra loro un po' come la Torre del Diavolo nel Wyoming; sono ben visibili all'orizzonte, e ognuna di esse rappresenta un punto di interesse. Sembra proprio che l'avanzamento sia strettamente legato alla scalata di queste misteriose torri e all'attivazione di strani terminali.

A dirla tutta, l'intera storia circondante Windbound è decisamente enigmatica e noi stessi non siamo riusciti a farci un quadro chiaro di ciò che stava succedendo. Perché siamo soli in questo arcipelago? Qual è il nostro obiettivo? Cosa sono queste misteriose torri e chi le ha costruite? Se non altro siamo rimasti intrigati e curiosi di saperne di più.

Windbound

Ed è proprio lo spirito d'avventura e la curiosità nel conoscere cosa ci cela dietro l'orizzonte a rappresentare il motore che spinge il giocatore ad esplorare il mondo di Windbound. Ovviamente gran parte di tutto questo avviene sulla propria barca, ma sfruttare i venti per solcare le onde si è rivelata un'operazione piuttosto complessa. Il titolo sembra in qualche modo ispirarsi al brillante sistema di navigazione di Sea of Thieves, dove è allo stesso modo possibile tenere traccia della direzione del vento seguendone le scie nell'aria, ma le meccaniche di navigazione non sono decisamente paragonabili a quelle di SoT (cosa che difficilmente sorprende, viste le differenze tra i due studio e i rispettivi budget).

Abbiamo giocato la maggior parte del livello iniziale e parte del Capitolo 4. Durante la nostra prova abbiamo avuto la possibilità di costruire imbarcazioni, combattere la fauna locale, mangiare una manciata di bacche, scalare alcune torri e navigare tra e per numerose isole. Il titolo possiede indubbiamente un potenziale, la cui realizzazione è strettamente dipendente dalla generazione procedurale di un mondo che per funzionare deve essere innanzitutto interessante da esplorare. Le meccaniche centrali del gioco sembrano funzionare pur non essendo estremamente rifinite, pertanto spetterà in gran parte alla storia spingerci ad avventurarci oltre. Se non altro lo stile visivo e l'atmosfera del mondo appaiono intriganti. Scopriremo realmente quanto c'è di riuscito in Windbound nel corso di questo mese, in corrispondenza del suo approdo su PC, PS4, Switch e Xbox One.

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