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Gamereactor Recensioni 7 Days to Die
Recensioni 7 Days to Die

7 Days to Die

Tante belle idee che sono tuttavia offuscate da una miriade di problemi.
Eirik Hyldbakk Furu 6 Luglio 2016

Il nostro stomaco brontola alla disperata ricerca di cibo mentre setacciamo da cima a fondo una casa abbandonata. L'orologio segna che è quasi la mezzanotte, e dobbiamo necessariamente tornare alla base prima che suoni i dodici rintocchi. Eccola! Una scatola di fagioli al peperoncino era nascosta nel cassetto in basso a destra. Ma se lo mangiamo, ci disidrateremo di 10 punti, qualcosa che non possiamo permetterci in questo momento, visto che la nostra dissenteria è a pieno effetto. Così decidiamo di riporla nel nostro zaino e uscire dalla porta principale.

Oggi è stata una buona giornata, in fin dei conti. Il nostro zainetto è pieno di armi e risorse. Che cosa è stato quel rumore?! Uno zombie?! Dov'è? Non c'è niente da vedere per miglia. Improvvisamente un'infermiera zombie infetta appare proprio davanti a noi. Noi continuiamo a spingere il pulsante di attacco, sperando di effettuare un colpo finale prima che ci venga portato via l'ultimo frammento di salute. La nostra mazza da baseball piena di spilli non mette a segno un solo colpo, lo schermo si blocca e ci troviamo morti a terra. Dobbiamo rifarlo tutto da capo.

Lo scenario che vi abbiamo appena raccontato è stata una prassi abbastanza comune durante il nostro tempo in compagnia di 7 Days to Die. Il titolo survival/crafting di The Fun Pimps è ambientato in un mondo semi-realistico in cui dovrete comportarvi come se fosse la vita reale. Mangiare, bere, costruire un riparo, creare abiti e armi; è tutto parte dell'esperienza. Un concept interessante, ma che tuttavia annaspa a causa di una grafica obsoleta, problemi tecnici gravi, e la mancanza di ultimi tocchi per rifinirlo.

Per prima cosa, la grafica è orrenda. I personaggi e gli ambienti potrebbero facilmente essere scambiati per quelli di un gioco molto più vecchio. Tutto è sfocato e mal smussato, e anche le animazioni lasciano molto a desiderare. Come se ciò non bastasse, il frame-rate della versione PlayStation 4 è abbastanza discutibile, nel migliore dei casi, e non sono mancati continui freeze del gioco. Considerando che hanno addirittura cercato di evitare che questo accadesse usando uno spesso strato di nebbia che copre tutto ciò vi circonda, è ancora più atroce.

Con problemi come questi, ci aspettiamo un mondo molto dettagliato e accattivante, ma le aree generate in modo procedurale si rivelano estremamente blande. Non possiamo fare a meno di confrontarlo con Pirates of the Caribbean: At World's End di Davy Jones. Preparatevi a vedere aree sconfinate, senza vita, piatte e senza caratteristiche distinguibili.

Fortunatamente le cose non sono così terribili in termini di gameplay. Il vostro obiettivo è abbastanza semplice: sopravvivere il più a lungo possibile. Come accennato in precedenza, gli zombie non sono la vostra unica preoccupazione. Praticamente ogni oggetto che trovate nell'ambiente può essere raccolto per poi essere utilizzato in una moltitudine di modi. Per evitare di morire di fame e di sete, dovrete andare a caccia di animali, raccogliere verdure o cercare edifici abbandonati per ottenere lattine di carne in scatola e simili. Anche la temperatura esterna gioca un ruolo nella vostra sopravvivenza, quindi ricordatevi di vestirvi per l'occasione. Troppo freddo? Cucitevi un abbigliamento più caldo usando le pelli di animali o fiori di cotone. Troppo caldo? Toglietevi la vostra armatura, o costruite qualcosa che possa fare ombra. Se non ascoltate le esigenze del vostro corpo, le statistiche caleranno. Se continuate ad ignorarle, morirete.

Anche le malattie e le ferite devono essere monitorate. Durante le nostre ore in compagnia del gioco, siamo morti di infezioni, dissenteria e altre cose terribili che non vorrete mai a contrarre in un mondo dove gli antibiotici sono pochi e distanti tra loro. Questo sarà davvero un aspetto polarizzante. Alcuni lo odiano, altri lo amano; noi lo troviamo coinvolgente. Il tempo che ci rimane prima di morire viene rappresentato da una barra con il conto alla rovescia, mentre tentiamo di sopravvivere agli zombie e cerchiamo la medicina che offra un vantaggio in più all'esperienza.

Ciò che non riesce a coinvolgere è il combattimento. C'è solo un'animazione per l'attacco, e quando si assesta un colpo, questo manca d'impatto. Questo aspetto, combinato con comandi che non rispondono, rende il combattimento goffo e ripetitivo. Vistoache la variazione in termini di nemici è tutt'altro che stellare, vi annoierete molto presto di combattere zombie dopo poche ore. Anche il vostro arsenale di armi abbastanza ampio ne risente a causa di questo problema. Quando non è possibile sentire la differenza tra una mazza e una mazza di legno dovrete utilizzare la disordinata interfaccia utente per vedere quale delle due fa più danni. E trascorrerete troppo tempo nei menu, anche senza dover controllare le statistiche di armi.

Un controller ha tanti pulsanti, quindi avrete un accesso limitato a qualche scorciatoia. Questo significa che dovrete navigare attraverso tantissime pagine, se volete creare qualcosa. Per creare un oggetto dovete prima trovarli su una lunga lista di elementi, selezionarli, poi andare in un altro menu per selezionare "Craft". È abbastanza evidente che 7 Days to Die è stato sviluppato pensando al PC, e che non ha trovato un buon modo per adattare i menu alle console.

Il combattimento non è il vostro unico mezzo di sopravvivenza, però. 7 Days to Die consente di abbattere praticamente tutto quello che volete per ottenere delle risorse, e quindi craftare qualsiasi cosa di cui avrete bisogno per difendervi. Armi, munizioni, strutture, mobili, finestre, vestiti, pasti, e tutto il resto deve essere realizzato con risorse preziose. Non potrete costruire tutto quello che vuoi, ma abbiamo visto alcune fortezze abbastanza impressionante. Molti giocatori hanno cercato di sopravvivere all'attacco degli zombie costruendo campi "inespugnabili", una tattica comprensibile vista la grande varietà di oggetti che possiamo creare.

Offrire più opzioni ai giocatori è ovviamente un grande punto di riferimento per The Fun Pimps. Non solo in termini di sopravvivenza, ma anche nelle regole fondamentali del gioco. È possibile personalizzare quanto tempo far durare il ciclo giorno/notte, l'aggressività degli zombie, quanto bottino possono rilasciare quando vengono uccisi, gli effetti delle malattie e molto altro ancora. È una bella aggiunta, ma questo non è utile quando la maggior parte delle nostre critiche si concentrano sugli aspetti fondamentali del gioco (anche se sicuramente tornerà utile agli streamer e se si vuole giocare online o in split-screen). Almeno abbiamo trovato più divertente giocare con gli amici, in quanto abbiamo potuto ridere degli aspetti tecnici del gioco insieme.

7 Days to Die ha numerosi meccanismi incentrati sulla sopravvivenza in ambienti ostili, e la maggior parte di questi avrebbero anche potuto essere molto divertenti, se non fosse stato per la parte tecnica del gioco. È un titolo survival/crafting in ogni senso della parola. La lotta per la sopravvivenza è abbastanza divertente se andate oltre la grafica molto obsoleta e i gravi problemi di frame-rate. Purtroppo le zone generate in modo procedurale e il combattimento estremamente blando rendono l'esperienza molto ripetitiva e monotona dopo appena un paio d'ore. Allo stato attuale, sembra più un gioco Early Access (che, se state giocando su PC, lo è ancora). Se proprio non trovate nulla che possa soddisfare al meglio la vostra voglia di un survival/crafting, allora vale la pena darci un'occhiata. Altrimenti, potete farne completamente a meno.

5
Nella media su 10 · Gamereactor Italia
Pro Il concept del gioco è solido; Un sacco di opzioni di personalizzazione.
Contro Grafica antiquata; Mondo blando; Combattimento soddisfacente; Pessimi controlli; Framerate discutibile; Un sacco di glitch.
Voto della rete Media su 4 edizioni Gamereactor
5,0
Gamereactor 5
Gamereactor Norge 5
Gamereactor Italia 5
Gamereactor Portugal 5
Editor-in-Chief Norway Eirik Hyldbakk Furu wrote for Gamereactor from around 2015 to 2026, first as news editor and from 2022 as editor-in-chief of the Norwegian edition. He covered video games across news, previews and reviews for both the Norwegian and international sites.
Profilo completo Autore di Gamereactor dal 2015 · 2.193 articoli pubblicati
5
Nella media Voto della rete su 4 edizioni
Scheda del gioco
Sviluppatore The Fun Pimps
Produttore Telltale Games
Data di uscita 28 Giugno 2016
Genere Action, RPG
Piattaforme
Linux Mac PC PS4 Xbox One
Perché fidarsi di Gamereactor
23 Edizioni Ognuna con la propria redazione e i propri voti.
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