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Mikami: "Mi rifiuto di inserire donne-oggetto nei miei giochi"

Posizione chiara e decisa da parte del creatore di Resident Evil.
Fabrizia Malgieri 23 Ottobre 2014

Rebecca Chambers

I personaggi femminili, che vengono trattati come oggetti o che sono super-sessualizzati, sono oramai un elemento comune nel settore videoludico, ma anche fonte di dibattito acceso e, sfortunatamente, anche con risvolti poco piacevoli.

Questo è vero principalmente in Giappone, anche se il creatore leggendario della serie Resident Evil, Shinji Mikami, non sembra essere particolarmente d'accordo con questa posizione. Una cosa è certa: bisogna dargli atto che, nei suoi videogiochi, non si vede mai un personaggio femminile che viene trattato con poco rispetto.

"Non so se magari sono io a mettere maggiore enfasi nei personaggi femminili, ma quando decido di inserirli, non sono mai trattati come oggetti", ha dichiarato al The Guardian. "In alcuni titoli, ci sono personaggi secondari, con dei seni assolutamente ridicoli. Evito questo tipo di erotismo eccessivo. Inoltre, non mi piacciono i personaggi femminili che vengono sottomessi da personaggi maschili, o per la situazione in cui si trovano. Non voglio rappresentare le donne in quel modo".

"Scrivo storie di donne che prendono consapevolezza della propria intraprendenza mentre vanno avanti nel gioco, o che già sanno di essere indipendenti e vengono messe alla prova da una serie di sfide", ha poi aggiunto Mikami, anche se ammette di aver fatto degli errori in passato che hanno preso una piccola deviazione rispetto alla sua filosofia.

"Se facessi il nome di uno dei miei personaggi femminili che non mi piace, direi senz'altro Rebecca Chambers (apparsa in diversi titoli di Resident Evil). E' sottomessa, non è indipendente. Non volevo includerla, ma lo staff voleva un personaggio così da inserire nel gioco, per una qualche ragione. Sono certo che l'hanno fatto perché per loro aveva senso".

Conclude affermando che Rebecca Chambers è "molto popolare in Giappone", anche se non pensa che rifarà un personaggio simile in futuro.

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