Quando si parla dell'uso o meno dell'IA nei videogiochi, spesso si tende a pensare che il suo contributo sia focalizzato esclusivamente sul comportamento degli NPC nel gioco, ma è chiaro che la recente spinta per la tecnologia è più verso il lato creativo, sostituendo il lavoro umano (artistico o meno) con qualcosa creato da un algoritmo addestrato. Valve ha da tempo una posizione di trasparenza almeno in questo senso, e in uno dei recenti aggiornamenti alle regole di pubblicazione di Steam ha richiesto a tutti i giochi di pubblicare sulla loro pagina del negozio indipendentemente dal fatto che e in che misura avessero utilizzato l'intelligenza artificiale nel loro sviluppo. E oggi siamo venuti a conoscenza del caso più eclatante e probabilmente il più discusso a riguardo.
Call of Duty: Black Ops 6, l'ultimo capitolo della serie di punta di Activision e uno dei franchise più potenti e redditizi dell'intero settore, deve ora ammettere che la maggior parte delle sue risorse di gioco - modellazione e altro - è stata creata utilizzando l'intelligenza artificiale generativa. Qualunque cosa si possa pensare al riguardo, la decisione non è stata una sorpresa per i giocatori della serie, che la sospettavano già da prima dell'uscita del gioco.
Ciò che è un po' difficile da capire è che l'editore ha deliberatamente evitato di dire la verità su questo per così tanto tempo, e che ha dovuto essere costretto dagli standard della comunità, e non per una questione di trasparenza con i suoi giocatori.
Cosa ne pensi dell'uso dell'IA generativa nei franchise di videogiochi da miliardi di dollari?