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Assassin's Creed Odyssey

Assassin's Creed Odyssey

A un anno di distanza dalla nostra avventura egiziana, Assassin's Creed si sposta in Grecia e ci offre una delle migliori esperienze della serie.

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"O frati," dissi, "che per cento milia
perigli siete giunti a l'occidente,
a questa tanto picciola vigilia

d'i nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".

(Inferno, canto XXVI)

Ogni avventura è un'odissea. Spinti dalla fame di virtù e dalla sete di conoscenza, come scriveva Dante, ci spingiamo verso l'ignoto e lo affrontiamo. Talvolta, come l'Ulisse omerico, riusciamo nell'impresa. Talvolta, come l'Ulisse dantesco, sprofondiamo negli abissi oltre le Colonne d'Ercole. Il videogioco ha reso possibile a tutti noi di vivere un'avventura senza rischiare la nostra vita, ha reso sicure le Odissee e ci ha permesso di poterne vivere dieci, cento, mille. Questa è la magia di questo mezzo di comunicazione, e dobbiamo essere lieti di essere arrivati fino a questo punto, dove i video game sono così ricchi di contenuti da intrattenerci per giorni interi. E, davanti a noi, un orizzonte ancora più roseo.

Per certi versi, questo è il percorso della serie Assassin's Creed che, nonostante la fortissima premessa narrativa basata sul geniale espediente dell'Animus, ci ha permesso di fare innumerevoli viaggi nel tempo e di conoscere luoghi, persone e storie che ci sono rimasti nel cuore. La pausa di riflessione della serie Assassin's Creed giunta nel periodo tra Assassin's Creed: Syndicate e Assassin's Creed: Origins ha permesso alla serie di spingersi ancora più in là, introducendo un vero open world, una meccanica di looting non troppo dissimile da quella dei diablo-like, un sistema di combattimento rinnovato e una generale ventata di freschezza nella trama, non più legata alla diatriba tra Templari e Assassini ma dedicata ai primi vagiti del culto che dà il titolo alla serie.

Assassin's Creed Odyssey
Assassin's Creed OdysseyAssassin's Creed Odyssey

Con Assassin's Creed Odyssey, il gioco compie un ulteriore passo indietro e ci spinge nell'Antica Grecia, ai tempi delle Guerre del Peloponneso del IV secolo avanti Cristo. L'origine del culto degli Assassini è ancora lontana nel tempo, e il gioco ci pone nei panni di un uomo o una donna che fanno da ago della bilancia per il risultato del conflitto tra Atene e Sparta. Proprio in questa premessa troviamo la prima grande novità del gioco: all'inizio dell'avventura siamo infatti chiamati a scegliere tra un protagonista maschile o femminile, Alexios o Kassandra, che ci accompagna per l'intera avventura senza possibilità alcuna di modificare la nostra scelta. Da qui la prima, legittima domanda: in che modo la scelta dei personaggi influenza il gioco? In verità, la scelta del personaggio determina la modifica delle linee di dialogo per la concordanza grammaticale del genere, qualche reazione dei personaggi e poco altro: Kassandra e Alexios sono sostanzialmente trattati allo stesso modo dal mondo che li circonda. Questo aspetto è deludente sotto molti punti di vista: in primo luogo, ci saremmo aspettati qualche reazione più marcata da parte degli ateniesi di fronte a una donna armata. Allo stesso modo e senza rovinarvi il piacere di scoprire la trama, la scelta di Kassandra rende storicamente poco credibile il background del personaggio, educato come un soldato dal padre nonostante nella famiglia vi sia un fratello. La presenza di una donna educata da soldato nella Sparta del IV secolo è quantomeno anomala, e il gioco non fa nulla per giustificarla. Si ha, insomma, la sensazione che Assassin's Creed Odyssey sia stato modellato sulla scelta del personaggio maschile, a cui è poi stata appiccicata la possibilità di giocare nei panni di una donna, ignorandone tutte le incongruenze storiche, culturali e sociali. Questo, a nostro avviso è un vero peccato, perché il personaggio di Kassandra avrebbe potuto offrire spunti straordinari. Sempre restando sulla questione gender, siamo rimasti sorpresi nel ritrovare una presenza piuttosto marcata di nemici donna nel gioco: passino donne pirata, mercenarie e criminali, ma trovare donne arruolate negli eserciti regolari del tempo è alquanto strano. Anche in questo caso, dunque, si ha la sensazione che siano state forzate delle - a nostro avviso inutili - "quote rosa" in un gioco ambientato in tempi in cui l'importantissima questione del gender gap odierna non era nemmeno lontanamente contemplata. Detto questo, alla fine dei conti si tratta di dettagli che hanno la sola colpa di infastidire i più pignoli, che non hanno nessuna ripercussione nel gameplay e che, di fronte alla maestosità del gioco che stiamo per descrivervi, sono solo una nota stonata in una splendida sinfonia.

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Assassin's Creed Odyssey è, oltre ogni dubbio, il migliore capitolo della saga. Lo è da un punto di vista tecnico, con una mappa di dimensioni enormi, divisa in svariate regioni che richiedono ore ed ore di gioco per poter essere esplorate a fondo. Lo è dal punto di vista dei contenuti, con missioni che appaiono e scompaiono, quest apparentemente semplici che aprono vere e proprie storie parallele e, naturalmente, quell'"odissea" del nostro (o nostra) protagonista che accompagna l'intera avventura. Soffermandoci un istante sulla trama principale, dobbiamo ammettere che essa non parte nel migliore dei modi, con un antefatto piuttosto scontato e un prosieguo della vicenda che non lascia presagire nulla di buono. Tuttavia, non occorrono che poche ore per comprendere come il nostro ruolo nel gioco sia quello di una pedina pronta a compiere una mossa letale su di una scacchiera, e ben presto veniamo caricati di responsabilità che sembrano sfuggirci di mano. Il nostro spavaldo eroe inizia ad avere una maggiore consapevolezza di sé, e si assiste a un'interessante evoluzione del personaggio che prosegue per molte ore.

Tutto questo si intarsia in un sistema di dialoghi completamente nuovo per la saga. Durante il gioco, infatti, siamo chiamati a compiere delle scelte multiple che influenzano le reazioni dei personaggi che ci stanno attorno e che, talvolta, possono determinare un esito completamente diverso per una missione. Si tratta, dunque, di un ulteriore passo verso il gioco di ruolo dopo quanto compiuto da Origins, ed è una novità che abbiamo apprezzato davvero molto. In alcuni casi, infatti, è impossibile interrompere un dialogo con un combattimento, spingere i nostri interlocutori a compiere delle azioni vantaggiose o svantaggiose e, addirittura, spingerli ad innamorarsi di noi. Nel gioco sono infatti presenti alcune interazioni di tipo romantico/sessuale, senza limiti di orientamento e che possono dare luogo ad alcuni vantaggi per quanto concerne la nostra avventura.

Assassin's Creed Odyssey
Assassin's Creed OdysseyAssassin's Creed Odyssey

Un altro aspetto strettamente legato ai dialoghi è dato da una particolare modalità di gioco selezionabile all'inizio dell'avventura. I precedenti Assassin's Creed, infatti, ci spingevano a completare dei dialoghi per ottenere un segnaposto sulla mappa da raggiungere; attraverso questa particolare modalità, in Assassin's Creed Odyssey è possibile scegliere di non rivelare alcun segnaposto per le missioni, lasciando al giocatore l'onere di acquisire informazioni sull'ubicazione del passo successivo di ogni quest attraverso i dialoghi. Dobbiamo, insomma, interrogare i personaggi e analizzare l'ambiente per sapere dove andare: questa è la chiave dell'odissea di Alexios e Kassandra, e in generale siamo davvero lieti che gli sviluppatori abbiano pensato ad introdurre questa tipologia di gioco che rende il tutto meno scontato al costo di un rallentamento (per la verità gradito) nella progressione.

Assassin's Creed Odyssey ricalca da Origins il sistema di combattimento e di loot, in cui possiamo acquisire armi droppate dai personaggi sconfitti, celate negli scrigni o acquisite durante le missioni. Queste armi possono essere migliorate presso i fabbri, e grazie ai castoni possono acquisire proprietà ulteriori in maniera del tutto simile alle rune e alle gemme del vecchio Diablo II. Il combattimento si basa nuovamente sulle hitbox, che consentono al giocatore di infliggere danni differenti a seconda di come, dove e con che arma si colpiscono i nemici. Infine, è stata aggiunta la possibilità di apprendere alcune abilità speciali da attivare in combattimento, che rendono il tutto ancora più frenetico e divertente, in particolare se si considera che tutto si svolge in assenza di scudo e con la sola possibilità di spezzare la guardia al nemico premendo un tasto con il giusto tempismo. I nemici più coriacei richiedono sempre qualche tattica, e siamo davvero felici che gli sviluppatori abbiano ulteriormente ampliato il sistema dei phylakes - i temibili cacciatori di taglie di Origins - per offrirci un sistema in cui siamo costantemente ricercati da nemici fortissimi che si mettono sulle nostre tracce e che, una volta sconfitti in scontri che possono durare anche qualche minuto, danno accesso ad oggetti di qualità straordinaria.

Come prevedibile, il gioco include un triplice albero delle abilità per migliorare le caratteristiche del nostro eroe o della nostra eroina, che si può rivelare determinante quando si sceglie di giocare al livello di difficoltà maggiore. Questo aspetto è certamente ben accolto, dato che in passato si lamentava un'eccessiva tendenza a rendere il gioco accessibile: Odyssey giocato a difficoltà massima vi darà del filo da torcere.

Con grande gioia, constatiamo il ritorno delle battaglie navali. Nonostante le sequenze in mare di Origins, Assassin's Creed Odyssey ci porta a bordo di una nave completamente personalizzabile, in cui possiamo anche arricchire il nostro equipaggio con personale reclutato (spesso con la forza) e migliorare il danno, la gestione del mezzo e le armi in nostro possesso. Il sistema, per la verità collaudatissimo sin dai tempi del quarto gioco della serie, funziona ancora molto bene, è divertente e si rivela un bel passatempo negli spostamenti fra le numerosissime isole del Mediterraneo.

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Una novità inattesa, invece, è data dalle battaglie campali di conquista. In quanto fautori del destino della Guerra del Peloponneso, ogni luogo da noi visitato può essere conquistato completando le missioni e indebolendo gli eserciti occupanti attraverso sabotaggi, saccheggi e assassinii. Una volta indebolito il nemico, si entra in una sorta di modalità musou in cui affrontiamo un enorme gruppo di nemici, in compagnia dei nostri soldati alleati. Il nostro intervento determina l'esito della battaglia, e conseguentemente le modifiche politiche e territoriali. Si tratta di una meccanica di gioco che funziona, e che in alcuni casi è propedeutica al prosieguo della vicenda ma che, allo stesso tempo, si rivela un po' debole per quanto concerne la coreografia che ci si attenderebbe da una battaglia tra ateniesi e spartani.

Come avrete capito, Assassin's Creed Odyssey è un gioco di una vastità disarmante, ricco di contenuti e soprese, divertente e originale quanto basta. Certo, tutto questo giunge al costo di caricamenti molto lunghi, che possono rivelarsi davvero snervanti quando si gioca a un livello di difficoltà elevato e si viene sconfitti frequentemente. In generale, però, l'esperienza di gioco offerta da Odyssey è di straordinaria qualità, e impiegherete poco tempo per innamorarvi delle varie location ricche di misteri che la Grecia ha da offrirvi. Difficilmente vi ritroverete senza cose da fare, e anche quando pensate di essere giunti alla fine dell'avventura o a un suo punto cruciale, il gioco ha ancora molto, moltissimo da offrirvi.

Assassin's Creed Odyssey
Assassin's Creed OdysseyAssassin's Creed Odyssey

La nostra odissea in Assassin's Creed Odyssey ci ha davvero sorpreso. Come detto, siamo di fronte al gioco più grande e completo della saga, e siamo enormemente felici che il titolo non si sia rivelato un semplice prosieguo di Origins ma qualcosa di ancora più vasto e sorprendente. Ubisoft ci ha davvero sorpresi con un prodotto che spinge il gioco oltre i suoi confini del passato e che si rivela uno dei prodotti videoludici migliori dell'anno. Se siete pronti a seguir virtute e canoscenza, Assassin's Creed Odyssey è il gioco che fa per voi.

09 Gamereactor Italia
9 / 10
+
Gioco ricchissimo e pieno di novità; ambientazione enorme e variegata; il miglior Assassin's Creed di sempre
-
Caricamenti molto lunghi; qualche incongruenza storica
overall score
Questo è il voto del nostro network. E il tuo qual è? Il voto del network è la media dei voti di tutti i Paesi

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