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Dragon Quest Builders

Dragon Quest Builders per Nintendo Switch

Un titolo interessante, che ben si presta alla portabilità di Switch.

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Minecraft. Visto che è inevitabile parlare di Dragon Quest Builders senza nominare almeno una volta l'iperpopolare gioco di Mojang - pardon - Microsoft, ci togliamo il sassolino dalla scarpa menzionandolo come prima parola di questa recensione. Perché Dragon Quest Builders è un gioco che deve a Notch e alla sua idea praticamente tutto: è un gioco in terza persona, ma fortemente basato sulle meccaniche di Minecraft, che mette in scena le stesse idee e lo fa immergendo il tutto nel mondo di Dragon Quest.

Sorprendentemente, però, la cosa funziona. In primo luogo perché, a differenza della grafica pixellosa di Minecraft, Dragon Quest Builders fa uso del più accogliente design di Akira Toriyama recuperando personaggi e nemici della saga e fornendo al tutto un'aura capace di placare qualsiasi animo. Dragon Quest Builders, a differenza del colosso di Mojang, non è un salto nel buio, un viaggio verso l'ignoto: quello che vediamo, in un modo o nell'altro, lo abbiamo già incrociato nella nostra vita di videogiocatori. Il risultato è che, sorprendentemente, il gioco ci spinge ancora di più ad esplorare e ad affrontare i problemi, complice anche una storia che fa da collante a tutte le azioni compiute nel gioco. Che, inutile dirlo, comprendono l'estrazione e l'utilizzo di risorse, oltre alla costruzione di luoghi che ci possano proteggere dai mostri.

Dragon Quest Builders

La trama è pretestuosa, ma efficace: ci risvegliamo da una sorta di tomba, in un mondo dove l'umanità è ormai alla mercé dei mostri, sparpagliata su varie isole e incapace di organizzarsi in una società civile. Ben presto scopriamo di essere dotati di un potere che ci permette di "costruire le cose". Veniamo quindi identificati come "Il Costruttore", una sorta di messia giunto nel mondo per risvegliare gli esseri umani dal torpore e consentire loro di riorganizzarsi in case, villaggi e città. Così, tra le macerie di un mondo in rovina, iniziamo a mettere in piedi la nostra prima casa di fango, per attirare l'attenzione dei primi uomini. Quindi costruiamo una fucina, un luogo dove produrre del cibo, una stanza da letto dove riposare. La nostra piccola comunità inizia a prendere forma, e rapidamente ci vediamo costretti a varcare i confini della nostra isola per recuperare altri materiali con cui costruire altre stanze, sempre più complesse, evolute e utili.

L'idea di Dragon Quest Builders basata sulle isole riduce il concetto di mondo infinito di Minecraft: ogni luogo da noi visitato ha confini ben delineati, segnati dalla presenza di acqua profonda che non può in alcun modo essere superata dal nostro personaggio. Così, nel gioco ci si sposta principalmente attraverso portali che sbloccano nuovi luoghi dove, di solito, scopriamo risorse, nemici e misteri che ci aiutano a migliorare le nostre capacità e, conseguentemente, il nostro villaggio. Una volta esaurita la porzione di storia legata alla prima città costruita, il gioco ci catapulta in un secondo capitolo dove siamo costretti a ricominciare da capo, ma con tutti i crafting appresi dal capitolo precedente. Ne risulta una struttura stratificata del gioco, che ci accompagna sottobraccio tra i vari capitoli per permetterci di giungere preparati ad ogni nuova avventura. Certo, si perde il misterioso fascino della scoperta di Minecraft, ma in generale questa struttura più imbrigliata diverte e porta il giocatore a comprendere i fondamentali del gioco in maniera autonoma e con una curva di difficoltà morbida.

Dragon Quest Builders

I limiti di Dragon Quest Builders, però, non si fermano soltanto alla meccanica delle isole e alla suddivisione in capitoli: il gioco è strutturalmente molto più piccolo di Minecraft, e permette di creare strutture alte al massimo 32 blocchi. Non si hanno dunque le stesse possibilità espressive del gioco di Mojang, reso celebre anche per le mastodontiche costruzioni user-generated che hanno reso il gioco incredibilmente popolare sul web. È evidente che Dragon Quest Builders intende fare leva maggiormente sugli aspetti avventurosi del gioco e sul completamento di quest, assegnate con costanza dagli NPC che giungono nei nostri villaggi mano a mano che si ampliano sotto il peso delle nostre scoperte nel crafting.

Riguardo alla costruzione delle strutture, esse sono spesso lasciate all'immaginazione del giocatore, ma in numerose quest ci si imbatte in progetti da seguire con estrema precisione al fine di poter creare una particolare stanza o un muro difensivo e completare il compito assegnato. In questo modo si ottengono luoghi straordinariamente ben progettati, ma di certo si riduce la componente umana nella creazione delle abitazioni e di ciò che vi sta attorno.

In maniera analoga, l'enorme numero di quest (che sorprendentemente rende la longevità del gioco in linea con quella dei JRPG della serie Dragon Quest, ossia capace di sfiorare le 100 ore) allontana il focus dalla mera esplorazione. In altre parole: si ottiene una missione, si va nel luogo indicato sulla mappa, si completa l'incarico e si ritorna alla base. Scavare alla ricerca di tesori o di misteri è sconveniente: in primis, i tesori sono spesso nascosti in luoghi che vengono segnalati da qualche NPC, in secondo luogo i limiti nell'altezza della mappa di gioco rende di fatto impossibile la presenza di enormi caverne sotterranee o labirinti multi-livello. Scavate pure, ma non troverete quasi mai qualcosa di realmente emozionante od oscuro.

Dragon Quest BuildersDragon Quest Builders

Eppure, nonostante questi limiti, Dragon Quest Builders diverte. È un gioco da vivere come un'avventura, più che come una mera imitazione di Minecraft, e in generale si prova un senso di soddisfazione nel vedere un luogo disastrato trasformarsi lentamente in una pulsante città popolata di gente con cui iniziamo a stringere delle amicizie e su cui, talvolta, nutriamo dei sinceri sospetti. La versione Nintendo Switch, poi, è persino più divertente delle già note versioni per le altre console: giocare in modalità portatile, anche per brevi sessioni volte alla raccolta di qualche materiale raro, è davvero appagante ed è un gran bel passatempo che raramente arriva ad annoiare.

Se la versione Nintendo Switch garantisce dunque un'esperienza di gioco perfetta in mobilità, lo stesso non si può dire nel momento in cui si infila la console nel dock e si gioca seduti di fronte a uno schermo televisivo: a differenza delle versioni next gen, la versione Switch presenta una grafica più approssimativa e afflitta da aliasing. I problemi non sono tali da compromettere l'esperienza (stiamo pur sempre parlando di un gioco dallo stile grafico semplice), ma è un vero peccato ritrovare sullo schermo TV una versione sostanzialmente ingrandita di quello che si vede sullo schermo della console in versione portatile.

Anche se lontano dalla libertà di Minecraft, Dragon Quest Builders si riconferma un buon gioco, divertente e capace di cogliere alcuni dei migliori aspetti di questo genere divenuto popolare tra i giovanissimi. L'attenzione maggiormente rivolta alla storia è forse più accomodante di quanto non sappia offrire la concorrenza, e da questo punto di vista il gioco potrebbe aprirsi ad un pubblico più ampio. Se, dunque, siete fra quelli che guardano ancora ai minecraft-like con una certa diffidenza, questo gioco potrebbe spingervi a riconsiderare le vostre posizioni.

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Dragon Quest BuildersDragon Quest Builders
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Buona struttura narrativa; Design impeccabile; Ottima longevità.
-
Molti limiti nel crafting; Enormi limiti nell'esplorazione.
overall score
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