Skip to main content
Gamereactor Recensioni Her Story
Recensioni Her Story

Her Story

Un esperimento affascinante e di grande impatto. E' questa la nuova frontiera narrativa videoludica?
Fabrizia Malgieri 24 Giugno 2015

E' piuttosto evidente che il settore videoludico stia vivendo al momento una vera e propria epoca d'oro. Non intendiamo budget e produzioni da capogiro, grafiche da urlo e mondi di gioco aperti e immensi. L'attuale panorama dei videogiochi - complice anche una sempre più massiccia presenza di sviluppatori indie, in cui le grandi risorse economiche scarseggiano - pulsa di creatività, di concept innovativi, dove sperimentare è la regola e ciò che riguarda la resa tecnica/visiva del prodotto finale viene volutamente messa in secondo piano, in favore di una narrazione forte e di meccaniche singolari. Una piccola ma attivissima comunità di sviluppatori contemporanei, di fatto, sta portando avanti una corrente sperimentalista molto simile a quella vissuta dal cinema dalla metà degli anni Novanta ai primi anni 2000, a partire da quel genere chiamato found footage.

Per chi non lo sapesse, il found footage è quel genere cinematografico in cui buona parte del film (o addirittura, tutto il film stesso) è costituita da registrazioni video pregresse, video di repertorio o filmati amatoriali. Pur essendo un'opera di finzione, l'intento dei registi che aderiscono a questo particolare genere è quello di dare l'idea di "realtà" - o quanto meno di verosimiglianza - di ciò che si sta guardando. Un esempio lampante, da questo punto di vista, è la pellicola cult Il mistero della strega di Blair (1999), in cui "sporcare" le inquadrature - attraverso l'uso di camere a infrarossi, camere a mano, fotocamere dei cellulari e attori non professionisti - è un modo per far credere allo spettatore che ciò che si sta guardando sia reale. E, paradossalmente, più le immagini sono "sporche" e imperfette (dunque prive di quella perfezione e di quegli equilibri prospettici tipici del cinema di fiction) più queste "ingannano" l'occhio dello spettatore, lasciandogli credere che tali immagini siano attendibili.

Una pratica analoga è ciò che è alla base di Her Story, il nuovo lavoro di Sam Barlow, conosciuto ai più per il suo lavoro come lead designer e sceneggiatore di Silent Hill: Origins e Silent Hill: Shattered Memories. Abbandonate le atmosfere a metà tra l'horror e la psicoanalisi dei precedenti lavori, questa volta Barlow imbastisce una crime-story gustosa, costruita interamente sulla consultazione di un archivio contenente i filmati degli interrogatori di una giovane donna inglese, relativi al caso di omicidio di suo marito risalente al 1994. Il nostro compito è quello di rintracciare e archiviare le varie clip, utilizzando parole chiave via via sempre più elaborate, nel tentativo di risolvere il caso combinando tra loro le varie informazioni acquisite. Per cercare i filmati di cui abbiamo bisogno, abbiamo a disposizione un motore di ricerca, montato su un vecchio computer con su un sistema operativo simile a Windows 95.

All'inizio abbiamo a disposizione poche clip video, da cui - ascoltando le risposte fornite dalla donna durante gli interrogatori - proviamo a capire quali possano essere le parole chiave per iniziare a scavare più a fondo in questo caso di omicidio. Sulle prime, siamo costretti a usare un approccio piuttosto vago, con parole chiave altrettanto vaghe come "marito", "omicidio", "alibi", che tuttavia ci restituiscono tanti risultati, ma a cui abbiamo un accesso limitato solo ai primi cinque. Affinando a poco a poco la ricerca, anche grazie alla scoperta di nuovi dettagli emersi dai vari interrogatori che possiamo visionare, finalmente riusciamo a districarci all'interno di questo archivio e scoprire nuovi dettagli importanti che ci permettono di fare luce sulla storia sottesa a questo omicidio.

La struttura narrativa non-lineare presente in Her Story è probabilmente uno degli aspetti più affascinanti dell'intero progetto. Il fatto che venga lasciata piena libertà al giocatore su come condurre la propria indagine permette a chiunque di creare la "sua storia" e far sì che ogni partita sia diversa da giocatore a giocatore. Non esiste un modo giusto e unico per arrivare alla risoluzione del caso: dipende solo ed esclusivamente da voi su come procedere nella ricostruzione della storia, clip dopo clip. Ed è per questo che, in realtà, Her Story si trasforma in realtà nella vostra storia, in cui il giocatore e il suo ingegno da Sherlock Holmes vengono continuamente spronati, ma anche messi a dura prova non appena occorre iniziare a restringere il campo di indagine e capire più a fondo quale sia la verità che si cela dietro questo insolito caso di omicidio.

A tal proposito, per capire quante clip ancora mancano verso la risoluzione o semplicemente per capire se la concatenazione di parole chiave ci porterà a scoprirne una nuova, abbiamo a disposizione un pratico "Database Checker", in cui in rosso sono segnalate le clip non ancora scoperte, in verde quelle già trovate e in giallo quelle per cui andrebbe affinata la ricerca. Si tratta di un escamotage davvero utile, soprattutto quando ci troviamo in prossimità della fine del gioco e non sappiamo più cosa cercare. Non vi riveleremo, ovviamente, alcun dettaglio sulla trama proprio per permettervi di gustarvi al massimo l'esperienza, ma sappiate che i primi sospetti inizieranno ad emergere già dopo la decima ricerca. E il risultato è al dir poco affascinante.

Da un punto di vista grafico, un altro aspetto che ci ha affascinato di Her Story è proprio questa patina retrò che caratterizza l'intero gioco. I filmati video, interpretati da un'attrice in carne ed ossa (Viva Seifert, a nostro avviso molto brava), sembrano rispolverati da qualche vecchia VHS, l'interfaccia grafica con cui il giocatore interagisce sembra quella di un vecchio sistema operativo, e da questo punto di vista Barlow ha curato davvero tutto nel dettaglio: le icone, il programma di messaggistica istantanea, i testi "read me", gli effetti sonori e grafici...tutto è stato perfettamente ricostruito per permetterci una completa immersione nel nostro ruolo di investigatore/archivista. E la semplicità dell'interfaccia si rivela fondamentale in quanto permette al giocatore di concentrarsi esclusivamente sulla storia, unico e solo fulcro attorno cui ruota l'intera esperienza. E anche qui, ancora una volta, il risultato è sorprendente.

Affascinante, criptico, misterioso, intrigante. Her Story combina il meglio delle serie TV crime d'autore - un aspetto che ci ha ricordato l'acclamatissima serie HBO True Detective, dove in realtà l'obiettivo non è raccontare l'omicidio in sé, quanto l'oscura e misteriosa storia che si cela dietro i suoi protagonisti - con meccaniche di gameplay molto semplici e basilari, ma al contempo intriganti. La scelta di una struttura narrativa non-lineare, che dà piena libertà di movimento al giocatore, è forse l'aspetto più interessante dell'intero progetto, oltre ad un'abbondante dose di rinfrescante creatività, per cui non ci sentiamo mai sazi e appagati. Esperimento interessantissimo e di grande appeal, Her Story si conferma un prodotto cross-mediale coinvolgente, come pochi realizzati finora. E non possiamo che promuoverlo a pieni voti.

9
Eccezionale su 10 · Gamereactor Italia
Pro Storia intrigante; Interessante la struttura narrativa non lineare; Idea incredibilmente originale; Complessità crescente.
Contro Peccato che non duri tantissimo; All'inizio poco intuitivo.
Voto della rete Media su 6 edizioni Gamereactor
9,0
Gamereactor 9
Gamereactor Norge 9
Gamereactor Deutschland 9
Gamereactor España 9
Gamereactor Italia 9
Gamereactor Portugal 9
Profilo completo 17.029 articoli pubblicati
9
Eccezionale Voto della rete su 6 edizioni
Scheda del gioco
Sviluppatore Sam Barlow
Produttore Sam Barlow
Data di uscita 24 Giugno 2015
Genere Adventure
Piattaforme
iOS Mac PC Android
Perché fidarsi di Gamereactor
23 Edizioni Ognuna con la propria redazione e i propri voti.
1998 Pubblica dal Di proprietà indipendente da sempre.
100% Provato in prima persona Scritto dopo aver giocato, mai dal materiale stampa.
1–10 Voto della rete Il voto di ogni edizione, mediato e mostrato.