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Left Alive

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Sarà riuscita Square Enix a ricreare lo spirito presente in Metal Gear Solid?

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L'ultima produzione di Square Enix aveva potenzialmente tutto: un ottimo team a partire da Yoji Shinkawa, l'art director di Kojima Productions, una trama fitta con un'ambientazione coinvolgente, molte idee innovative e confronti con la serie Metal Gear che praticamente si sprecano. In fin dei conti, è uno sparatutto in terza persona survival con una particolare attenzione alla componente stealth in un mondo pieno di mech; insolla, i paragoni con la "creatura" di Kojima erano inevitabili.

Abbiamo usato la parola "potenzialmente" perché, purtroppo, lo studio non è riuscito nel suo intento. Ma cosa è andato storto? C'erano tante belle idee, come l'enfasi sulla creazione dei propri IED e trappole per eliminare i soldati nemici, e questo ci ha ricordato un po' di Metal Gear: Survive. Poi ci sono missioni opzionali che potevi scegliere di svolgere o ignorare, una mappa che mostrava zone pericolose e una storia intrigante.

Tuttavia, questi aspetti promettenti sono stati tutti indeboliti da meccaniche scadenti e da un sistema di controllo lento, da un'IA ingannevole e da una grafica che molto spesso era di qualità piuttosto bassa. Ma inizieremo con le cose che ci sono piaciute.

I giocatori prendono il controllo di tre personaggi in un paese devastato dalla guerra chiamato Novo Slavia nell'anno 2127, in un'area del mondo che non sembra troppo diversa dalla Russia. Il genocidio viene commesso dalle forze di occupazione e i nostri tre eroi sono stati "lasciati vivi", alla ricerca di altri sopravvissuti e all'improvvisazione di armi che dovranno usare per aiutarli ad eliminarli.

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Prima di tutto prendi il controllo di Mikhail, un pilota novellino di Wanzer (i Wanzer sono i mech), e in un secondo momento anche di un ufficiale di polizia chiamato Olga, e anche Leonid, un innocente accusato di essere un criminale. L'ambientazione è squallida e l'introduzione ci illude che si tratti davvero di un gran bel gioco. C'è neve, i cadaveri sono disseminati ovunque, e ne siamo completamente incuriositi.

Ma purtroppo tutto questo si sgonfia nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un sistema di controllo complicato. La sensazione è come se non avessimo il controllo totale dei movimenti, con una qualità dello shooting altrettanto irregolare, il che significa che è stato difficile mirare. In altre parole, non si rivela in alcun modo intuitivo, e anche dopo poche ore ci siamo trovati casualmente a lanciare lattine, allertando i nemici e venendo uccisi.

Abbiamo iniziato con la difficoltà media, che si è rivelata follemente complessa, dato che alla fine venivamo uccisi con grande facilità. Ci siamo presto ritrovati a ricominciare da un ambiente più semplice, ma a volte è stato brutalmente difficile.

Ci piace un po' di difficoltà, ma questi ostacoli inutili hanno praticamente tolto qualsiasi forma di intrattenimento a Left Alive. I soldati nemici ci hanno abbattuto in un istante, e per di più sembravano essere immuni ai colpi alla testa, con pallottole che avevano un effetto molto scarso in generale. Puoi lanciare bombe fatte in casa, sperando qualcosa di meglio, ma spesso ci ritroviamo a rivedere ripetutamente le stesse sezioni e ad essere sempre più frustrati.

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