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Telling Lies

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Dopo quattro anni dal sorprendente Her Story, Sam Barlow ritorna con un nuovo intrigante titolo.

  • Andrea PaoneAndrea Paone

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Quando ripensiamo alla nostra esperienza passata con Her Story, il precedente titolo di Sam Barlow, non possiamo che ricordare con un certo affetto, persino con nostalgia, quella nottata passata davanti allo schermo del computer, districandoci all'interno del complesso e frammentato intreccio narrativo realizzato come un mosaico, dove ogni singolo video ne rappresentava un tassello. Quella esperienza dal sapore così fresco e originale ci colpì molto, tanto da farci desiderare di volerne di più.

Dopo ben quattro anni ecco che il nostro desiderio viene esaudito. Il nuovo titolo di Sam Barlow è finalmente arrivato, riproponendo la stessa esperienza non lineare di Her Story ma con un progetto molto più ambizioso e dai valori produttivi estremamente più elevati. Telling Lies ci riporta nuovamente davanti allo schermo simulato di un PC, privi di qualsivoglia incipit narrativo che possa suggerirci il nostro obiettivo. Sarà compito nostro capire cosa sta succedendo e quale mistero si cela dietro la vasta raccolta di filmati che ci accingiamo a esplorare.

Come già detto Telling Lies ripropone la medesima esperienza e struttura di gioco presente in Her Story. L'intero gameplay, sempre che così si possa chiamare, consiste nell'utilizzare un motore di ricerca per trovare delle sequenze video che raccontano, in maniera estremamente frammentata, una storia dalle molte sfaccettature.

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Il principio dietro il funzionamento del motore di ricerca è molto semplice. Inserendo una o più parole si otterranno una serie di video in cui le suddette parole sono state pronunciate almeno una volta. Una singola ricerca può avere un massimo di cinque risultati; questo espediente è stato inserito proprio per evitare che il giocatore faccia troppo affidamento su termini semplici e di uso comune. Parole come "mamma", "amore", "casa"o "amico", per fare alcuni esempi, porterebbero a ricerche con decine e decine di risultati, rendendo di conseguenza troppo rapida e semplice la visione dei numerosi filmati presenti nel gioco. Da questo punto di vista gli sviluppatori ha fatto un ottimo lavoro di design, proprio perché quasi ogni singolo video offre possibili indizi o spunti che consentono al giocatore di non arenarsi nella propria ricerca.

Parlando dei video, il titolo presenta la bellezza di 170 filmati dalla durata estremamente eterogenea. Si va da un minimo di 30 secondi circa, fino ad arrivare ai più lunghi che possono anche superare i 10 minuti. La cosa interessante di questi filmati è che essi non sono fini a sé stessi o fittizi, ma sono tutti girati da telecamere presenti e giustificate all'interno della storia stessa. Che si tratti di una webcam o di uno smartphone, ogni singolo video riprende un determinato momento della vita dei personaggi presenti nella storia.

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Non tutti i filmati presentano informazioni utili o sono interessanti, alcuni possono risultare persino noiosi. Questo tuttavia non è affatto un problema, anzi. Quella che vuole raccontare Sam Barlow è una storia di vita vera, con persone reali. Non si tratta di un film d'azione dal ritmo serrato e dagli eventi incredibili. Certo, le vicende che affrontano i personaggi non possono di certo considerarsi normali, ma sono di sicuro plausibili, e questo rappresenta uno dei motivi che rende la storia così coinvolgente. Come avrete probabilmente già capito leggendo fino a questo punto, il gioco non solo è sottotitolato nella nostra lingua, ma permette anche di effettuare le ricerche delle parole in italiano.

Data la particolare natura del titolo e della sua narrazione non lineare, ci è per noi impossibile fare alcun tipo di riferimento alla storia, neanche un semplice incipit. Saranno necessarie infatti delle ore solo per capire a grandi linee cosa sta succedendo, chi sono i protagonisti della storia e quale tipo di relazione li lega fra loro. In un contesto del genere anche la più piccola delle informazioni toglierebbe il piacere della scoperta che solo un titolo di questo tipo può offrire. Quello che possiamo dirvi è che la storia raccontata in Telling Lies è un avvincente thriller, capace di tenere il giocatore incollato alla sedia nonostante la natura del gameplay che lo caratterizza.

I personaggi sono ben scritti e caratterizzati, ognuno con le proprie motivazioni, la propria personalità e il proprio modo di fare, e basterà davvero poco per familiarizzare con essi, complice anche l'ottima performance che gli attori hanno eseguito nell'interpretarli. E parlando di attori, uno dei maggiori salti qualità a livello produttivo di Telling Lies rispetto a Her Story riguarda proprio questi. I personaggi sono interpretati da attori ben affermati e conosciuti nell'industria cinematografica, e questo dona al titolo un taglio decisamente professionale. Come si è accennato in precedenza visionando i vari filmati vi ritroverete spesso a guardare minuti interi di silenzi, in cui tuttavia i personaggi si esprimono attraverso una mimica facciale e un linguaggio non verbale tale da far capire il loro stato d'animo.

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