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The Evil Within 2

The Evil Within 2

Si torna nello STEM, insieme ai nostri peggiori incubi.

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Quando The Evil Within è apparso per la prima volta su PC e console nel lontano 2014, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti quei giocatori "orfani" da tempo di un buon vecchio survival horror, che riportasse loro ai bei tempi andati dei primissimi capitoli di Resident Evil. Non è un caso che lo studio che si è occupato dello sviluppo di The Evil Within, Tango Gameworks, fosse capitanato da Shinji Mikami, quello stesso Mikami che ha dato i natali alla popolare serie horror di Capcom, che ha abbandonato dopo Resident Evil 4, ad oggi probabilmente uno dei migliori capitoli della saga e anche uno dei più amati dagli appassionati.

Avanti veloce e arriviamo al 2017, quando Tango Gameworks ha deciso di dare un seguito alle convulse e terrificati esperienze vissute dal tormentato detective Sebastian Castellanos all'interno dello STEM - una macchina infernale in stile Matrix, in cui molteplici menti possono connettersi tra loro e ai ricordi di ciascuno, e vivere in un mondo alternativo - con The Evil Within 2, un titolo che recupera alcuni tratti caratteristici del suo predecessore, soprattutto in termini di meccaniche, ma che al contempo abbandona le atmosfere più horror che ci avevano provocato violente tachicardie nel primo capitolo, prediligendo una strada maggiormente votata all'action. E fa sorridere che, proprio nell'anno in cui la serie Resident Evil torna alle sue radici più profonde con Resident Evil 7 ri-adottando un approccio più propenso al survival horror - e forse rischiando molto rispetto al pubblico che si è fidelizzato in questi anni, che si era in qualche modo abituato ad una vocazione più action - il nuovo lavoro di Shinji Mikami intraprende una nuova direzione.

Sarebbe tuttavia ingiusto parlare di un percorso totalmente improntato a seguire la strada "più facile", quella dell'action, in quanto ciò che ci ha maggiormente emozionato di The Evil Within 2 risiede proprio nell'inquietante surrealismo che si respira nei suoi ambienti, nelle sue atmosfere, nei suoi rimandi e omaggi. Per chi ama il cinema come chi scrive, rintracciare riferimenti più o meno velati a registi come Luis Buñuel, David Lynch e il primo David Cronenberg diventa un gioco entusiasmante, di cui Mikami e il suo team hanno recuperato il medesimo senso di angoscia che vibra nelle pellicole di questi autori. Tutto molto bello e tutto molto interessante; ma a parte questa dichiarazione di intenti molto ambiziosa e funzionale, cosa offre The Evil Within 2 ai giocatori amanti del genere? Nonostante il cambio di rotta, il nuovo titolo di Tango Gameworks è riuscito a tenere testa al gioco che lo ha preceduto?

The Evil Within 2

The Evil Within 2 riparte esattamente a pochi anni di distanza dai fatti del Beacon Hospital, attorno a cui ruotava la trama del gioco del 2014. Ancora turbato dall'esperienza vissuta all'interno dello STEM e devastato dalla morte di sua figlia Lily, perduta per sempre in un terribile incendio, il detective Sebastian Castellanos è oramai l'ombra di sé stesso. Tormentato dai fantasmi del suo passato e dedito alla bottiglia con regolarità, Sebastian viene avvicinato in un bar da Juli Kidman, la sua vecchia partner nel primo gioco, la quale gli rivela una verità impensabile: sua figlia Lily è, in realtà, ancora viva. Ma c'è un problema: la ragazzina, rapita dalla Mobius (l'organizzazione diabolica creatrice dello STEM) simulandone la morte, è diventata il Nucleo dello STEM - ossia la mente che permette a questo sistema complesso di funzionare. Tuttavia l'organizzazione ha completamente perso le tracce della bambina da tempo e, per riportarla nel mondo reale, hanno bisogno che Sebastian torni nello STEM per salvarla. Entrato nello STEM, l'ex detective inizia a mettersi alla ricerca di Lily in un mondo alternativo chiamato Union, una fittizia tranquilla cittadina della provincia americana, che in realtà è solo la facciata dietro cui si nasconde un mondo spaventoso, abitato da creature infette e tenuta in scacco da una misteriosa entità che rende complesso il nostro avanzamento nel mondo di gioco.

Nonostante un inizio decisamente lento, in cui per un paio di capitoli siamo oggettivamente tenuti in pugno da dialoghi e cutscene - che tuttavia sono necessari per darci un contesto importante sul mondo che andremo ad esplorare - sin da subito si percepisce una differenza sostanziale rispetto a The Evil Within, che abbiamo gradito parecchio. Se nel primo gioco, di fatto, eravamo intrappolati nel mondo spaventoso dello STEM - dove l'unico momento per respirare ci era concesso trovando uno specchio in cui catapultarci e accedere così alla nostra stanza personale del Beacon Hospital, dove creare/aggiornare armi e migliorare le nostre abilità - qui abbiamo un tipo di esperienza molto più strutturata, in cui possiamo passare dal mondo surreale di Union, alla nostra stanza personale (questa volta è il nostro vecchio ufficio da detective) fino al mondo reale, quello del "dietro le quinte" dello STEM, dove gli operatori della Mobius possono monitorare il comportamento dei partecipanti all'esperimento e spostarsi più agevolmente da un'area all'altra di questo impianto.

Sebbene questo non influisca molto in termini di varietà degli ambienti, che soprattutto nel "dietro le quinte" si rivelano un po' ripetitivi alla lunga con i loro stanzoni pieni zeppi di nemici infetti e di cunicoli, è comunque un passo avanti interessante rispetto a The Evil Within. Questo, infatti, restituisce una dimensione più "reale" alla storia, creando un'affascinante alternanza tra incubo e realtà che, alla lunga, tenderà a confondere positivamente il giocatore, lasciando in esso un agghiacciante senso di smarrimento, il medesimo che colpisce il buon Castellanos.

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Un aspetto che è profondamente migliorato in The Evil Within 2 rispetto al primo titolo è una maggiore profondità rispetto al sistema di aggiornamenti, in cui ci viene richiesto al giocatore di raccogliere gel verde (quest'ultimo ottenibile in buona parte uccidendo i nemici con le armi) e gel rosso per poter migliorare le proprie abilità, così come pezzi di armi e materiali sparsi per il mondo di gioco per poter creare/potenziare armi e munizioni, così come kit e siringhe mediche. Per quanto riguarda il potenziamento del personaggio, possiamo scegliere di rinvigorire cinque diverse aree, quali Combattimento, Furtività, Salute, Guarigione e Capacità Atletiche. Preferendo un approccio più dinamico all'azione - e una poca propensione allo stealth, che comunque è caldamente consigliato, come vi racconteremo tra poco - abbiamo preferito lavorare maggiormente su Salute, Combattimento e Guarigione, ma chiaramente tutto dipenderà dal vostro stile di gioco.

Nonostante The Evil Within 2 viri maggiormente ad un'impostazione action, la componente survival rappresenta comunque una parte fondamentale nel vostro approccio al combattimento. Nelle diverse aree piene zeppe di nemici, è altamente consigliato un uso ponderato dei proiettili e dei dardi a disposizione -perché molto spesso scarseggiano o le aree di recovery sono molto diradate - oltre a sfruttare anche alcuni elementi ambientali che tornano molto utili per riuscire ad uccidere più nemici contemporaneamente sprecando al minimo le munizioni. Ad esempio, sfruttate il più possibile i barili di benzina, gli idranti da cui sgorga acqua o altri "trucchetti": un uso attento e strategico dei vostri armamenti vi risparmierà un sacco di "Game Over" inutili e seccanti. Il consiglio più scontato per risparmiare il più possibile le munizioni è ovviamente affidarsi principalmente allo stealth e alle uccisioni silenziose dei nemici: nonostante la tentazione di ripulire l'area dalle creature con una certa celerità sia molto invitante, soprattutto se numerose, un approccio più lento e silenzioso è molto spesso quello più indicato, oltre ad offrire un certo senso di appagamento. Riuscire a separare le creature, sorprenderle e sterminarle un po' alla volta è forse la soluzione più indicata, se volete risparmiare le vostre munizioni per gli scontri più impegnativi. In questo, The Evil Within 2 fa molto più eco a titoli come The Last of Us rispetto al suo predecessore, un aspetto che ci ha piacevolmente sorpreso e intrigato mentre ci muovevamo dentro e fuori Union.

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Un'altra grande differenza rispetto a The Evil Within è il fatto che le aree sono decisamente più aperte, un aspetto che ha permesso di lavorare maggiormente anche su ciò che concerne i vari collezionabili e bonus che caratterizzano la nostra spaventosa avventura. Esattamente come nel primo gioco, troveremo sparse per il mondo di gioco statuine che custodiscono al loro interno preziose chiavi, con cui potremo aprire - una volta raggiunta la nostra stanza personale, varcato lo specchio - armadietti contenenti munizioni bonus, gel verde e rosso e tanto altro. Accanto a questo, non mancano PC da consultare, file di archivio e foto che ci offrono ulteriori dettagli sulla storia di Union e della Mobius, per capire meglio i retroscena. Inoltre, Castellanos troverà in giro anche delle preziose diapositive, contenente alcuni suoi ricordi, che può consultare tramite un proiettore presente nella sua stanza, con cui scopriamo ulteriori informazioni sulla sua vita personale.

Nonostante gli sforzi per ampliare e arricchire la trama, uno dei grandi difetti sottesi a The Evil Within 2 risiede proprio nella sua storia. Piatto e alla lunga un po' monotono - un aspetto forse suffragato anche dalla presenza di personaggi poco interessanti e mal caratterizzati (a partire dallo stesso Castellanos) - il plot di The Evil Within 2 è esattamente ciò che spegne qualsiasi entusiasmo all'interno del gioco. In particolare, ciò che riguarda la storia personale di Castellanos è molto debole, a volte un po' paradossale, e anche gli stessi villain - a partire dal primo in cui ci imbattiamo, il folle artista Stefano Valentini - sono molto poco incisivi e interessanti, macchiette più che personaggi da temere realmente.

The Evil Within 2

Per quanto riguarda il reparto grafico (noi abbiamo giocato alla versione PlayStation 4), non ci siamo quasi mai imbattuti in cali di frame rate, anche nelle sezioni più concitate, e l'esperienza si è rivelata davvero ricca da un punto dei dettagli - su tutti, le strisce di sangue che imbrattano il pavimento e altri disgustosi particolari come questi hanno reso il mondo di gioco particolarmente vivo e pulsante. Da un punto di vista più strettamente tecnico, The Evil Within 2 non brilla. Tralasciando l'IA, che è pesantemente stupida - non tanto delle creature, molto spesso particolarmente aggressive, quanto per alcuni personaggi che ci affiancheranno durante la nostra avventura, non sono mancati alcuni fastidiosi glitch, fenomeni di clipping e un paio di volte il nostro buon Castellanos è rimasto incastrato in scatole e pareti, creandoci non poco fastidio. A questo si aggiungono anche le lunghe ed estenuanti schermate di caricamento che si presentano ogni qualvolta si muore o si torna a giocare, un aspetto che tende un po' a spezzare il ritmo dell'esperienza.

Al netto dei suoi difetti e pregi, The Evil Within 2 è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un sequel, senza particolari stravolgimenti di sorta rispetto al suo predecessore, ma forse manchevole di quella carica horror che aveva contraddistinto il primo episodio. Nonostante non abbia una trama particolarmente convincente e brillante, cammina molto bene sulle sue gambe, soprattutto grazie alle atmosfere suggestive e surreali che ci hanno riportato alla memoria molti mondi immaginari spaventosi affrontati da alcuni dei registi cinematografici che più amiamo, un elemento che forse rendono più matura e affascinante questa iterazione rispetto al capitolo precedente. Il tutto viene anche supportato da un gameplay decisamente più profondo e molto più incline all'uso di strategie rispetto al semplice "corri incontro al nemico e spara" come nel primo gioco, un elemento che abbiamo di gran lunga apprezzato durante la nostra esperienza con il titolo di Tango Gameworks e che probabilmente sarà l'elemento che maggiormente catturerà l'attenzione dei giocatori, che attendevano con impazienza il ritorno di Sebastian Castellanos.

The Evil Within 2
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Un'atmosfera surreale di grande impatto, quasi cinematografica; Un sistema RPG decisamente più profondo; Aree più vaste da esplorare e visivamente intriganti; Ottime le opzioni di crafting.
-
Storia e personaggi un po' deboli; Tecnicamente non perfetto; Caricamenti inutilmente lunghi; IA a volte stupida.
overall score
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