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Yo-kai Watch

Yo-Kai Watch

Il fenomeno che ha spopolato in Giappone approda finalmente anche in Europa.

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Nell'anno in cui si festeggia il ventesimo anniversario dei Pokémon è interessante che Nintendo abbia deciso di introdurre in Europa una nuova IP come Yo-Kai Watch, che in Giappone è già diventato un fenomeno di un certo spessore. Chiamatelo passaggio di testimone, chiamatelo ricambio generazionale, ma sarebbe ingenuo non cogliere nell'operazione mossa dalla società nipponica la necessità di imporre sul mercato un nuovo brand forte, colorato e aperto a vecchie e nuove generazioni di giocatori, ma che al tempo stesso possa affiancarsi ad una robusta macchina del marketing, da cui snocciolare gadget e pupazzetti a tutto spiano che conquisteranno i cuori dei giocatori di tutte le età. Badate bene, la nostra non vuole assolutamente essere un'ammonizione: anzi, riconosciamo a Nintendo una grande capacità di reinventarsi e di non appoggiarsi costantemente sugli allori, ma piuttosto continuare a sperimentare nuove strade e nuovi prodotti che possano intercettare le esigenze di un pubblico sempre più variegato.

Ed è così che la Grande N ha deciso di portare una nuova ventata di aria fresca alla sua console portatile, affidandosi per l'occasione ad uno degli studi più celebri e di talento di questo settore: i Level-5. La collaborazione tra lo studio e Nintendo si perde oramai nella notte dei tempi, e probabilmente tra le serie più apprezzate che hanno raggiunto la piattaforma portatile della società ci sono senza dubbio Professor Layton e Inazuma Eleven, due prodotti molto diversi tra loro per genere e contenuto, ma che hanno raccolto dietro di loro una nutrita schiera di fan. La scelta di Level-5 al timone di questo nuovo progetto non poteva che essere più ottima e Yo-Kai Watch - seppur abbia un retrogusto decisamente più infantile rispetto al suo "concorrente" sviluppato da Game Freak - dimostra di avere dalla sua parte parecchi assi nella manica, con ottime probabilità che sentiremo parlare a lungo di questo marchio nei prossimi anni. Ma scopriamo perché.

Yo-kai Watch

Il concept alla base di Yo-Kai Watch è semplice ma al tempo stesso stimolante e divertente: ci troviamo nella ridente cittadina di Valdoro, nei panni di Nathan (o Katie, se decidete di interpretare un personaggio femminile), il quale - per portare a termine un progetto scolastico dedicato alla caccia agli insetti più rari - è costretto ad avventurarsi in una misteriosa foresta, dove si dice risiedano gli insetti più introvabili. Camminando per la radura, il giovane esploratore si imbatte in una misteriosa macchinetta a gettoni che rilascia una sorpresa. Ed è qui che Nate incontra per la prima volta Whisper, uno spirito Yo-Kai, che lo introduce nel magico mondo degli "spiritelli impertinenti". Prima di questo, gli regala un magico orologio (uno Yo-Kai Watch, appunto) che permette a Nate di scovare, in giro per la città, questi dispettosi spiritelli che si nascondono nei luoghi più impensabili: sotto le auto, tra gli alberi, in casa, etc.

Molti di voi, non essendo forse preparati in materia di cultura giapponese, si staranno chiedendo cosa siano gli Yo-Kai: secondo il folklore nipponico, si tratta di spiritelli un po' birbanti, che sono la causa di molti piccoli malanni e litigi che si consumano fuori e dentro le mura domestiche. Non riuscite a trovare le chiavi di casa? È sicuramente colpa di uno spirito Yo-Kai. Mamma e papà litigano per le faccende domestiche? C'è sicuramente lo zampino di uno Yo-Kai, e così via. La risoluzione di questi piccoli problemi quotidiani, ma comuni a tanti giovani giocatori, è alla base della serie di missioni che, in compagnia di Nathan, Whisper e lo Yo-Kai Watch, il giocatore si troverà ad affrontare, costruendo nel frattempo la propria collezione di spiritelli personali.

Esattamente. Proprio come avveniva "ai nostri tempi" con la serie Pokémon, anche Yo-Kai Watch conta di un'importante componente di collezionabilità (ci saranno oltre 200 spiritelli da raccogliere in totale), e di una serie di combattimenti che permetteranno al giocatore di conoscere, individuare e talvolta "catturare" questi simpatici fantasmini. Omeglio, è più corretto parlare di "stringere amicizia", dal momento che al contrario della meccanica combattimento + Pokéball presente nei titoli di Game Freak, qui sono gli Yo-Kai a decidere se diventare o meno nostri amici, ed unirsi al nostro roster - e se avete qualche dolcetto da regalargli, saranno ancora più interessati.

Yo-kai Watch

Ma come avviene la ricerca di uno Yo-Kai? Muniti del nostro Yo-Kai Watch ed esplorando con attenzione la mappa, grazie all'uso di un rivelatore di spiriti in alto a destra dello schermo superiore, ci imbattiamo in nuovi Yo-Kai da catturare. E qui prendiamo sin da subito confidenza con il sistema di combattimento, decisamente più semplice e molto meno strutturato rispetto a quanto altri giochi simili ci abbiano abituato. Il gioco si basa sostanzialmente su un sistema di combattimento a turni in tempo reale, dove schieriamo all'attacco tre Yo-Kai, che possiamo selezionare da una pratica ruota posta sullo schermo inferiore del Nintendo 3DS. A differenza dei Pokémon, dove il giocatore ha possibilità di decidere il tipo di attacco che il mostriciattolo infliggerà, in questo caso il giocatore viene svincolato da questa "preoccupazione" in quanto gli Yo-Kai sferrano attacchi contro i nemici in modo automatico. Da questo punto di vista, l'IA svolge un lavoro molto buono, anche perché "fa attaccare" gli Yo-Kai in base alla tribù di appartenenza (per un totale di otto: Spaventatutti, Sfuggenti, Audaci, Misteriosi, Oscuri, Generosi, Splendidi, Tosti) e alle loro specifiche qualità.

L'unica interazione richiesta al giocatore, dunque, è selezionare in modo tattico gli Yo-Kai che meglio si prestano a quel tipo di combattimento, provvedere a curare il proprio roster (nel caso in cui gli spiritelli fossero a corto di energia), selezionare l'obiettivo contro cui sferrare tutti i colpi della propria squadra, e attivare gli attacchi speciali degli spiriti. Ed è qui, forse, che Yo-Kai Watch mostra il suo punto debole: l'eccessiva semplicità. È vero, alcune boss fight non sono propriamente una passeggiata, ma nel complesso siamo dell'avviso che l'elevata semplicità, legata alle poche semplici attività del giocatore durante le fasi di combattimento, sgonfino un po' l'esperienza.

Se si unisce il tutto anche una certa monotonia che pervade il gioco alla lunga - per quanto le missioni e la ricerca degli Yo-Kai, intervallate ad alcune side-quest, funzionino a dovere - sarà abbastanza semplice intuire che, da vecchi giocatori, alla domanda 'Vuoi più bene a Bulbasaur o a Jibanyan?', risponderemo certamente il primo. E non vale neanche la scusa: "Abbiamo voluto fare un gioco più semplice ed intuitivo per il giovane target a cui ci vogliamo rivolgere", perché, a conti fatti, è il medesimo pubblico a cui Game Freak - nel lontano 1996 - volle rivolgersi con i suoi "mostriciattoli tascabili". Forse, e qui vogliamo fare l'avvocato del Diavolo, tutto è dipeso dalla volontà di concentrarsi maggiormente sull'elemento della collezionabilità rispetto a quello del combattimento vero e proprio, un modo sotteso per permettere al giovane pubblico di fidelizzarsi al prodotto e scatenare una vera e propria mania tra i propri amichetti, cercando di scovare quanti più Yo-Kai possibili... Sono ovviamente supposizioni, ma è l'unica motivazione plausibile che riusciamo a dare nei confronti di questa sproporzionata semplicità.

Yo-kai Watch

Detto questo, è indubbia la qualità che un gioco come Yo-Kai Watch trasuda. Tralasciando l'idea, che è molto divertente e per noi occidentali (meno magici in questo senso) forse un po' incomprensibile, ciò che lascia piacevolmente colpiti del nuovo titolo di Level-5 è l'accuratezza grafica con cui è stato pensato ogni piccolo dettaglio. Partendo dalla città di Valdoro, passando per gli interni e senza dimenticare ovviamente gli stessi Yo-Kai, lo studio nipponico ha dato nuovamente riprova del suo essere uno dei migliori per quanto riguarda lo stile artistico e grafico in questo settore, offrendo un prodotto artisticamente perfetto, con animazioni molto fluide (che non hanno nulla da invidiare alle cutscene recuperate dalla serie TV originale) e da colori vivaci ed eccezionali. Altro aspetto degno di menzione è sicuramente l'eccellente doppiaggio (completamente in italiano) che accompagna l'esperienza, oltre ad una colonna sonora che ben si sposa alle nostre sessioni di gioco, senza risultare mai eccessivamente monotona.

Si attendeva con impazienza e curiosità il lancio di Yo-Kai Watch in Occidente, e in particolare in Europa, che ha cresciuto e pasciuto generazioni di amanti dei Pokémon. Sebbene interamente proiettato ad un pubblico di giovanissimi - che saranno anche quelli che guarderanno la serie TV, compreranno i vari gadget, a partire dal favoloso Yo-Kai Watch (ne vogliamo uno!) - la nuova IP di Nintendo funziona, è divertente, è fresca e regala tante ore di divertimento ai giocatori, anche grazie ad una caratterizzazione dei personaggi (gli Yo-Kai) davvero molto ben riuscita e diversificata. Curatissimo e colorato, Yo-Kai Watch ha dimostrato di poter farsi largo in un mondo oggi monopolizzato dai Pokémon (ma ancora per quanto?) con grande intraprendenza e decisione, e di riuscire a conquistare una nuova generazione di giocatori, proprio come accadde a noi sul finire degli anni Novanta, quando i Game Freak ci fecero innamorare (maledetti!) di tanti piccoli mostriciattoli tascabili.

Yo-kai Watch
08 Gamereactor Italia
8 / 10
+
Impossibile non innamorarsi degli Yo-Kai; Comparto grafico e stilistico eccezionale; Missioni divertente; Concept interessante; Sistema intuitivo adatto ai giovanissimi.
-
Eccessivamente semplice; Alla lunga può diventare un po' ripetitivo.
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