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Gamereactor Preview Ridge Racer Unbounded
Preview

Ridge Racer Unbounded

Il nuovo Ridge Racer ci trasforma in un dio del caos montato su ruote. Correre, distruggere e creare potrebbe essere il motto dell'ultimo capitolo di questa serie arcade.
Lorenzo Mosna 14 Dicembre 2011

Mi piace la parola "unbounded". Secondo il dizionario significa "senza limiti", "sconfinato". Ma, dopo avere messo le mani per la prima volta sul Ridge Racer Unbounded, la traduzione più appropriata è risultata essere "senza freni". Non ricordo di avere mai toccato il pulsante per frenare sul mio pad: tutto il mio test è stato contraddistinto da un'unica corsa sfrenata, interrotta solo da qualche incidente fuori programma. Ma, ripensandoci, gli incidenti sono parte integrante del gioco.

Prima di tutto, una premessa: il timone di questo nuovo gioco della serie Ridge Racer è stato assegnato ai finlandesi di Bugbear Entertainment, creatori della serie Flatout. L'impronta di Bugbear si nota dopo i primi istanti di gioco, grazie a una particolare enfasi posta sulla distruzione che, in qualche modo, rappresenta il cuore del gioco.

Unbounded trasforma il giocatore in un dio del caos motorizzato, che acquisisce potere attraverso la devastazione. Distruggendo oggetti, pezzi di edifici e - naturalmente - avversari, si guadagna un power boost. Questo, una volta attivato, aumenta la velocità dell'auto per un breve periodo e, al contempo, la rende ancora più distruttiva.

Il gioco, dunque, consiste nel travolgere ciò che si incontra per guadagnare un bonus, con il quale è possibile travolgere altri oggetti e auto in maniera ancora più potente. Una sorta di circolo virtuoso, che rende la corsa un vero e proprio gioco di strategia.

Non sempre, però, si hanno a disposizione elementi da distruggere per poter aumentare il proprio bonus. Fortunatamente per noi, il power boost si ricarica anche stando in scia agli avversari o effettuando delle derapate. Queste ultime si sono rivelate essere più facili del previsto: un po' come in Mario Kart, è sufficiente iniziare la curva e premere un pulsante per scivolare agevolmente.

Questo concept è stato applicato alle diverse modalità che costituiscono la parte single player del gioco: Domination Race, in particolare, sembra essere la più fedele al concept originale fra tutte le modalità disponibili. In questa modalità vince chi arriva primo al traguardo, ovviamente facendo un buon uso del nitro e cercando di individuare le possibili scorciatoie disseminate lungo i percorsi (alcune delle quali attivabili solo se si ha a disposizione il power boost). Drift Attack e Frag Attack, invece, sono due corse contro il tempo. La prima richiede di arrivare alla fine di un percorso entro un limite di tempo, estendibile grazie a qualche poderosa derapata. La seconda, invece, mette il giocatore alla guida di un camion e lo obbliga a "fraggare" più auto possibili per estendere il tempo rimasto, verosimilmente guidando contromano o travolgendo qualche noiosa auto della polizia. Infine, è stata inclusa una modalità chiamata Survival Race, in cui non vi sono respawn: dopo un incidente si viene eliminati, e l'ultimo giocatore a restare in vita è decretato vincitore.

Tutte queste modalità sembrerebbero avere una maggiore applicazione in multiplayer, complice anche un'intelligenza artificiale del gioco non proprio brillante. Purtroppo al momento non mi è concesso parlare della parte multiplayer del gioco, per questo motivo mi limiterò a dire che Unbounded, per molti versi, è un gioco da provare in multiplayer.

Tale affermazione si evince anche dal forte accento che gli sviluppatori hanno posto sull'editor di livelli incluso nel gioco e chiamato "City Creator", considerato una parte importante del gioco piuttosto che una semplice funzionalità. Joonas Laakso, produttore di Unbounded, ha affermato: "Non volevamo che l'editor delle piste fosse qualcosa di accessibile solo ai fan più hardcore della serie, volevamo che tutti potessero creare una pista in un minuto".

Detto, fatto: in poco più di sessanta secondi ho costruito un circuito attingendo da una libreria di strade già pronte. Non è un caso che l'editor si chiami "City Creator", in quanto il gioco pone davanti a noi un elenco di quartieri di una città, ognuno appartenente a un diverso stile e costituito da una diversa conformazione del tracciato. Possiamo dunque aggiungere un rettilineo ambientato in una chinatown, un curvone parabolico in un cantiere e una chicane in quello che sembra il centro finanziario di New York. Tutto viene sistemato all'interno di una griglia vista dall'alto in maniera estremamente intuitiva: una volta chiuso il circuito, siamo pronti per gareggiare.

Dopo aver creato la pista, è stata una sorpresa constatare quanto fluido fosse il passaggio da un ambiente all'altro. Nonostante avessi volutamente scelto pezzi di tracciato tratti da diverse palette, il passaggio tra una zona e l'altra sembrava avvenire gradualmente, più o meno come quando si attraversano i vari quartieri di Liberty City in GTA IV.

Oltre all'editor principale, esiste una modalità avanzata che consente di aggiungere elementi direttamente sulla pista, tra i quali si segnalano rampe per i salti, travi d'acciaio su cui correre, barili esplosivi e persino un dinosauro gigante. Molti elementi possono essere posti per puro divertimento o per accrescere rapidamente il boost.

Gli sviluppatori sono convinti che gran parte dei giocatori farà uso di queste funzioni, coadiuvando pertanto l'editor con un buon sistema di condivisione. Tutti i tracciati creati sono condivisibili online, e la facilità di creazione di ogni pista è tale che gli sviluppatori hanno già ricevuto qualche tracciato dalle forme equivoche, creato da qualche giornalista burlone nei pochi minuti concessigli in compagnia del gioco.

Nonostante il codice presentatoci mi abbia lasciato con qualche grattacapo, in particolare a causa della scarsa stabilità del gioco, mi ritengo soddisfatto della mia ora trascorsa in compagnia di Ridge Racer Unbounded. La svolta caotica compiuta da Bugbear sembra apportare qualche beneficio a un concept altrimenti molto semplice. L'ottimismo è cauto, in attesa di poterlo vedere in azione con un buon servizio online. Probabilmente, il successo del gioco sarà determinato dalla forza della componente multiplayer.

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