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Call of Duty: WWII

Call of Duty: WWII

Il più importante franchise videoludico si prepara a tornare dove tutto è iniziato.

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Il franchise di Call of Duty, sin dal primo gioco pubblicato nel 2003, ha dato ai giocatori l'opportunità di esplorare le giungle del Vietnam in Black Ops, il conflitto in Medio Oriente attraverso Modern Warfare, mentre con Infinite Warfare dello scorso anno ha persino consentito ai giocatori di avventurarsi oltre i confini della Terra e portare il combattimento fuori, nella vastità dello spazio. Call of Duty non è perciò estraneo ad esplorare la guerra attraverso le sue diverse epoche, che siano fittizie o reali, ma anche se questa serie sta esplorando nuove frontiere, c'è sempre più una crescente domanda che vuole un suo ritorno ai combattimenti storici. Pertanto, per il prossimo capitolo della più importante serie videoludica al mondo, cruciale per la serie in corso, è stato necessario effettuare un nuovo intervento.

Innanzitutto, diversi leak circolati nei mesi scorsi avevano fatto accenno ad un ritorno ai campi di battaglia europei della Seconda Guerra Mondiale, ossia ad un ritorno alle origini della serie e forse anche un ritorno alla forma, dopo le critiche nei confronti dell'iterazione dello scorso anno (non da noi, se dobbiamo essere corretti, in quanto ci è piaciuto). Essendo fan di vecchia data della serie, i nostri occhi si sono illuminati di gioia quando l'ambientazione durante la Seconda Guerra Mondiale è stata definitivamente confermata ad un recente evento stampa, perché l'iterazione di quest'anno mira a compiere questo viaggio nostalgico, alla riscoperta di uno dei più atroci ed interessanti campi di battaglia della storia. Il franchise sposta, dunque, all'indietro le lancette dell'orologio e si prepara a riconnettersi con ciò che lo ha reso ciò che è oggi.

Call of Duty: WWII

Come certamente saprete, la serie è ora gestita da tre diversi studi, e i vari team ruotano su base triennale per ogni iterazione annuale. Ad occuparsi dell'iterazione di quest'anno ci sono i Sledgehammer Games e il director dello studio Michael Condrey, che non si è nemmeno presentato all'evento, ha iniziato a raccontarci il suo immenso entusiasmo nei confronti del gioco, spiegando quanto volevano tornare a lavorare sulla Seconda Guerra Mondiale dai tempi di Call of Duty: Modern Warfare 3. Il messaggio era chiaro ed è stato ulteriormente confermato dalla dichiarazione di apertura di Condrey: "Adesso è finalmente il momento di riportare Call of Duty alla sua epoca d'oro". Parole grosse.

Eravamo già pronti psicologicamente, ma quando Sledgehammer ci ha mostrato un trailer, due video di gameplay e un documentario; è stato molto più di quanto ci aspettassimo e siamo rimasti a bocca aperta. Gli sviluppatori nutrono senza dubbio grande fiducia nei confronti del loro prodotto e non vedevano l'ora di condividere questo entusiasmo con la stampa.

Il trailer ci ha portato in giro per varie battaglie ambientate in un "teatro" tutto europeo ed era concentrato su uno squadrone americano, sul modo in cui i rapporti tra i soldati si sono rafforzati e sviluppati nel corso delle varie sfide che hanno dovuto affrontare lungo il loro percorso. Ci ha presentato vari scenari, come ad esempio bombardamenti intensi nelle foreste, piccoli borghi francesi e, naturalmente, lo sbarco in Normandia. Il breve video cinematico ci ha offerto un assaggio di dove vogliono andare a parare.

Call of Duty: WWII

Dopo il trailer, Condrey ha continuato la presentazione parlando maggiormente del nucleo narrativo del gioco. Il giocatore vestirà i panni principalmente di un soldato americano che combatte per liberare l'Europa e vincere in Germania, ma Condrey ha sottolineato l'importanza di mostrare tutti i lati della guerra, e dunque lo squadrone incontrerà una serie di diverse nazionalità, tra cui la resistenza francese e anche gli aspetti umani delle forze tedesche (un aspetto non spesso esplorato nell'ambito degli sparatutto). C'è, in altre parole, una diversità, e Sledgehammer vuole reintrodurre i giocatori ad uno dei più grandi conflitti della storia moderna, e lo faranno col botto.

Il gameplay che abbiamo visto era ambientato durante le battaglie di Hürtgen nelle foreste confinanti con la Germania e il Belgio. Abbiamo dato una rapida occhiata alle dinamiche di gruppo dei personaggi principali prima di andare in battaglia e abbiamo notato in particolare un comparto grafico di gran lunga moderno e in che modo le dinamiche del tempo climatico, della vegetazione e anche degli effetti audio a volte risultassero molto realistici.

Dopo aver attraversato il bosco nebbioso per un paio di minuti, con la telecamera che scruta ogni angolo per mostrare i diversi ambienti, la squadra arriva in un campo tedesco. Il giocatore prende rapidamente il fucile da cecchino e inizia a sparare. Mentre assistevamo alla scena, abbiamo potuto accorgerci dell'intensità delle armi, del peso del fucile, della traiettoria del proiettile. Per quanto riguarda la campagna, era abbastanza ovvio che per Sledgehammer fosse importante un certo livello di precisione storica. Quanto questo verrà incontro alle esigenze di quei giocatori che vogliono qualcosa di veloce e contorto come per le iterazioni precedenti, al momento, però, non ci è dato saperlo.

I tedeschi hanno poi iniziato a bombardare gli americani con l'artiglieria pesante, anche questa davvero fenomenale. Alberi, muschi e terra volavano ovunque mentre le bombe hanno iniziato a colpire tutto ciò che ci fosse nei dintorni, e alla fine il personaggio principale è stato colpito e la presentazione è terminata. Forse la cosa più importante per coloro che cercano un'esperienza Call of Duty più tradizionale è stato il fatto che la presentazione ci è sembrata meno over-the-top rispetto al solito; meno Michael Bay e più simile alla Band of Brothers di Steven Spielberg o à la La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson. Era crudo, sporco, più terra terra.

Call of Duty: WWII

La seconda presentazione si è focalizzata sullo sbarco in Normandia, l'inizio della fine del conflitto in Europa occidentale e un esempio potente degli orrori della guerra. Proprio come nel film di Spielberg, Salvate il Soldato Ryan, l'azione parte con gli alleati che arrivano a bordo di alcune imbarcazioni, spingendo sulla spiaggia mentre i tedeschi sparano loro contro senza pietà. Il personaggio principale si ritrova ricoperto dai cadaveri e deve abbandonare la nave, saltando in un'acqua piena di sangue e, dopo essersi fatto largo per raggiungere la spiaggia, ha il compito di aprire una breccia attraverso le difese tedesche, e questo porta ad un intenso sprint verso il bunker.

La qualità della presentazione audio-visiva era stupefacente ed è riuscito a farci immergerci completamente nell'atmosfera del gioco. Ogni dettaglio, dal massacro sulle imbarcazioni fino a quando si cerca di sfuggire al fuoco nemico fino alla relativa sicurezza, ci è sembrato stupefacente. Se non vi siete sentiti in sintonia con gli eventi più fantascientifici raccontati nelle ultime iterazioni, questa atmosfera compensa il tutto, e lo fa semplicemente mettendovi nei panni di una recluta terrorizzata circondata dalla morte. Abbiamo poi assistito ad uno scontro a fuoco all'interno del bunker, e quando il nostro soldato si è spostato per attraversare l'oscurità spaventosa, è stato assaltato da un soldato tedesco, il che ha portato ad una battaglia intensa e brutale che termina con il giocatore che deve mutilare il tedesco con il proprio casco.

Le missioni in Normandia e Hürtgen sono state accuratamente selezionate per mostrare sia gli aspetti stealth sia le componenti più action del gioco, e tutto funziona perfettamente. Anche se la demo ambientata in Normandia era più impressionante da un punto di vista audio-visivo, la demo di Hürtgen è stata più affascinante e ci è sembrato un importante passo verso una nuova direzione per la serie Call of Duty.

Call of Duty: WWII

Condrey ha concluso la presentazione con un breve documentario che mostra il processo di sviluppo, durante il quale si sono consultati con gli esperti dell'esercito in giro per l'Europa, prima di tornare al team, che ha spiegato il loro entusiasmo nel tornare alle radici di Call of Duty. Condrey ha anche approfittato dell'occasione per parlare dell'importante nell'fornire un'esperienza multiplayer degna del nome Call of Duty, dove il gameplay torna ad essere un aspetto vitale dell'esperienza. Vale anche la pena notare che Call of Duty: WWII sarà caratterizzata da tre nuove modalità: Divisione, Guerra e Quartier Generale.

Piuttosto che offrire descrizioni approfondite di ogni modalità, Condrey ci ha dato un'idea del mood, spiegandoci quanto nel multiplayer un personaggio abbia un maggior impatto sulla battaglia, lavorando in modo sinergico, piuttosto che fare il lupo solitario che lotta per sopravvivere. La personalizzazione del vostro personaggio in Call of Duty: WWII è diventato dunque un aspetto molto importante. Quartier Generale, nel frattempo, sono gli spazi hub social, in cui i giocatori possono interagire e incontrarsi al di fuori della battaglia. Abbiamo chiesto ulteriori dettagli sull'argomento, ma per quelli dovremo attendere il prossimo E3.

Infine, abbiamo dovuto chiedere loro se hanno mai pensato di chiamare il gioco Call of Duty 5, visto che è senza dubbio il Call of Duty più innovativo e radicale dai tempi di Modern Warfare, ma il team ha preferito WWII e pensa che sia un nome adatto per descrivere l'essenza del gioco. Il tema comune della presentazione potrebbe essere riassunto con un "ritorno alle radici" della serie, anche se ci è sembrato l'esatto contrario. Call of Duty: WWII magari fa anche ritorno laddove tutto iniziato, ma a noi ci sembra anche l'iterazione della serie più innovativa dopo molto tempo.

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