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Call of Duty: WWII

Call of Duty: WWII - Prime impressioni sulla modalità Storia

Abbiamo presto parte ad una sessione hands-off dedicata alla campagna, lasciandoci sensazioni positive sul ritorno alla Seconda Guerra Mondiale da parte della serie.

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Call of Duty: WWII ha ottenuto parecchia attenzione quando è stato annunciato per la prima volta qualche mese fa, riportando la serie alle sue radici della Seconda Guerra Mondiale. La campagna single-player giocherà ovviamente un ruolo importante e ci hanno offerto una breve dimostrazione pratica di questa componente del gioco a Los Angeles durante l'E3, in cui Glen Schofield e Michael Condrey ci hanno raccontato quali fossero state le fonti di ispirazione della campagna, prima di mostrarci il gioco in azione.

Ci è stato raccontato che la campagna verte attorno alla Prima Divisione di Fanteria, con particolare attenzione alla natura "multinazionale" dei soldati, viste le varie nazioni che hanno preso parte a questo tragico conflitto. La trama si concentrerà sulle storie di più soldati, ma non sappiamo esattamente quanti di questi saranno in realtà giocabili. In entrambi i casi, però, è bello vedere che le storie personali di questo conflitto internazionale siano state prese sul serio e ricevano il peso che meritano, anche perché è stata condotta un'ampia ricerca storica per rendere questo aspetto il più efficace possibile.

Il livello che ci è stato mostrato richiede al giocatore di raggiungere una chiesa in un villaggio, un punto di vantaggio necessario perché il giocatore possa individuare le truppe nemiche. Quando raggiungono la cima della chiesa e sparano alcuni colpi con il fucile da cecchino, tuttavia, un poderoso fuoco nemico ha ridotto la chiesa in macerie. Non abbiamo notato chissà quali grandi idee da un punto di vista narrativo, ma una cosa è certa: il tono è stato perfettamente rispettato. Come ci ha raccontato Schofield, non si stanno in alcun modo risparmiando nel mostrare gli orrori della guerra (ha usato l'esempio della segregazione razziale nelle forze armate in quell'occasione), e questo è evidente nel crollo della chiesa, in cui il giocatore viene colpito ed è testimone della tragica morte un uomo, di cui vediamo volare via testa e spalla, mentre tentava di venire in nostro soccorso, mostrandoci senza mezzi termini sangue e violenza.

In termini di gunplay (la parte più importante di qualunque sparatutto in prima persona), questo settore ci è apparso soddisfacente e inteso. È difficile sapere con certezza se questo si traduce in un gioco soddisfacente, visto che non abbiamo effettivamente giocato in prima persona, ma un esempio particolare che ci ha fatto pensare che sia uno sparatutto difficile è che, quando il protagonista ha montato una mitragliatrice, la sua mano poggiava sulla canna mentre metteva a segno svariati colpi verso I soldati, e tutto vibrava violentemente, mentre tentava di mantenere dritta la mira.

Call of Duty: WWII

A livello visivo, WWII è molto simile ad altri giochi di Call of Duty per quanto riguarda i modelli dei personaggi, ma ovviamente lo studio ha virato dai colori più luminosi e futuristici delle ultime iterazioni ad uno stile più tenue. Ad esempio, il villaggio che abbiamo visitato durante la demo era molto realistico nel suo aspetto. Tutto sembrava dettagliato e rifinito come ci aspetteremmo, soprattutto in termini di schizzi di sangue e violenza; un altro aspetto che ci ha colpito positivamente sono state le fiamme e, quando le truppe uscivano per attaccare con in mano delle torce, queste illuminavano perfettamente tutto il livello.

Abbiamo anche notato alcune interessanti funzionalità in termini di gameplay degne di attenzione, una delle quali è il fatto che possiamo chiedere ad un alleato di lanciarvi un kit medico in qualsiasi momento, e in realtà ve lo lanciano in-game, quindi supponiamo che questo possa essere possibile solo quando siamo a distanza ravvicinata. Quando uno dei nostri soldati è morto nel gioco, il protagonista lo ha trascinato in salvo dietro la copertura, facendoci pensare che questo possa essere una caratteristica che troveremo anche nel gioco completo. Non mancheranno anche i Quick Time Events (QTE), che non sono certamente una novità, ma sono pochi e lontani tra loro e sono anche un po' diversi, nel senso che vi viene richiesto di spostare l'icona del pulsante in un punto particolare e premere il pulsante nel momento giusto, piuttosto che premere quando compare. Un esempio: c'era una campana della chiesa che stava per caderci addosso, e abbiamo dovuta schiavarla e per farlo dovevamo guidare un'icona a triangolo in una zona cerchio, mentre il tempo rallentava, per poi premerlo quando era nell'area che permette di schivare Il pericolo.

Nel complesso, però, quello che abbiamo visto della modalità single-player è stato promettente, e le caratteristiche fondanti, quali la violenza e le intense sparatorie, sono state molto apprezzate, soprattutto se Sledgehammer Games ha intenzione di trattare gli orrori della guerra in modo realistico, come ha detto di voler fare. La sessione a cui abbiamo partecipato era hands-off, e ovviamente era incredibilmente definita per il piacere dei nostri occhi, ma siamo comunque convinti che questo sia indicativo di cosa sarà effettivamente Call of Duty: WWII, tornando sui suoi passi molto bene e ricreando un classico CoD ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, con un'attenzione extra al dettaglio e caratteristiche che lo rendono pronto per una release nel 2017. Detto questo, non siamo convinti che stiano facendo qualcosa di stravolgente e innovativo, ma questo sta ai giocatori decidere se si tratta di una cosa buona o di una cattiva.

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